Un monumento in memoria della strage di guerra

L’albero della Pace

Il Parco della Pace di Elio Toaff si defila su una traversa di Via della Chiesa. A fianco di un parcheggio si estende un simil vicolo cieco stretto e lungo che terminava per un lungo periodo con la figura dell’Albero della Pace. Si trattava di un’opera moderna realizzata dagli allievi dell’Ipsia Solvay di Rosignano con materiali di recupero; veniva chiamato volgarmente come albero di ferro e si impose sulla scena con una altezza di oltre due metri; sui rami erano attaccate cento-otto foglie, tante quanti i quarantaquattro caduti della Prima Guerra Mondiale sommati ai sessantaquattro dell’eccidio nazifascista.

Si sta sugli alberi come d’autunno sugli alberi le foglie, questa la targhetta che spiegava nel concreto l’idea dell’opera. Al tempo dell’inaugurazione su ciascuna foglia venne legato anche un nastrino del ricordo più uno, in memoria di un cane di uno dei martiri dell’eccidio che seguì il padrone finché non venne trucidato dalla mitragliatrice dei nazisti.

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Coordinate e carattere del luogo
IndirizzoParco della Pace Elio Toaff
Lat43.313183
Long10.632515
Iconicità2/5Interessante
Scoperta5/5Gemma nascosta
Contemporaneo

L'Albero di Ferro

5 min0 €Esterno
GuardistalloCentro
Sempre Aperto
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Quasi nulla

La visita resta piacevole anche con meteo incerto.

Fatica della visitaNessuna fatica

Tappa molto semplice, adatta anche a una visita rilassata.

Completamente accessibile: tappa adatta anche a chi cerca un percorso facile.

Con il cane è una tappa ideale: facile da vivere e molto adatta agli animali.

Può offrire qualche scorcio interessante, soprattutto con la luce giusta.

Con bambini è abbastanza adatta: meglio viverla con tempi tranquilli.

Vista esterna: Vale la visita anche solo dall’esterno.

Simbolo di resistenza

Parco di Elio Toaff

Questa luogo dell’anima ricorda i momenti tragici della storia di Guardistallo e dell’Italia intera, che ha unito in un triste pensiero molte comunità nazionali. Il livornese Elio Toaff, ex rabbino capo di Roma a cui è intitolato il parco, fu protagonista del celebre abbraccio con Papa Wojtyla che accolse negli anni Ottanta nella sinagoga della capitale. Toaff fu considerato la massima autorità spirituale e morale ebraica in Italia dal secondo dopoguerra sino ai primi anni duemila. Partigiano, uomo di cultura e senatore a vita, si salvò dalla deportazione nazista grazie all’avvertimento di un prete.

Toaff entrò nella Resistenza e fu uno dei primi ad arrivare a Sant’Anna di Stazzema dopo la strage dei civili. La storia di Guardistallo, con il tragico eccidio locale che costò alla comunità molte vittime, ha un filo conduttore sia con le persecuzioni subite dal popolo ebraico che con Sant’Anna: il motivo è presto detto, ci sono delle similitudini sulle cattiverie di guerra perpetrate ai danni dei civili.

Un tema molto sentito che richiede molto poco affinché se ne preservi la memoria: visitare tale luogo dell’anima.

Uno dei più tragici della Toscana

L’eccidio di Guardistallo

La strage di Guardistallo si compì quasi alla fine della guerra. I nazisti, ormai allo sbando e arginati dagli americani, stavano tentando una fuga verso il nord d’Italia. Durante il loro passaggio sulle strade di Guardistallo si scontrarono con un manipolo di partigiani del distaccamento Otello Gattoli che stavano proseguendo in direzione opposta, in marcia verso Casale Marittimo. Sulla Salaiola, la strada che da Volterra porta a Cecina, ne scaturì un conflitto a fuoco in cui morirono undici partigiani e un soldato tedesco.

Poi scattò la rappresaglia, rastrellando i cascinali della zona uccidendo quarantasette persone civili. Un eccidio senza precedenti, uno dei più tragici della Toscana, che sconvolse l’intera comunità. Un segno indelebile per molte famiglie per Guardistallo e per i paesi vicini che persero i loro cari.

Per ricordare la tragedia, Guardistallo è decorata con la medaglia di bronzo al merito civile e una al merito militare.