La Chiesa della Compagnia di Santa Croce

Presenza seicentesca e identità visiva nel borgo

Mentre si percorre la via principale di Belforte, lo sguardo potrebbe essere catturato dalla seicentesca Chiesa della Compagnia di Santa Croce. Ciò che rende davvero speciale questa chiesa è il suo colore rosso audace: una scelta cromatica che non passa inosservata, conferendo all’edificio una personalità unica e vibrante.

Per accedervi, si percorre un breve sagrato, la cui pavimentazione in pietra conduce all’ingresso della chiesa. Una scalinata aperta su tre lati, attenzionata da due birilli e adornata da fioriere, è stata saggiamente progettata per ammorbidire la pendenza della strada di Via Santa Croce.

Il portale centrale, con il suo timpano triangolare sorretto da piccole mensole, si inserisce armoniosamente nella composizione della facciata. Tuttavia, un occhio attento rivelerebbe la presenza di un precedente portale centinato, segno del passato e delle ristrutturazioni che l’edificio ha attraversato nel corso dei secoli, lasciando tracce visibili nella sua struttura attuale.

Elementi architettonici e trasformazioni

Struttura, decorazioni e perdita del patrimonio interno

Le doppie lesene, anch’esse realizzate in mattoni rossi e adornate con eleganti capitelli, sorreggono la trabeazione sulla quale poggia il frontone con il timpano triangolare: una tipicità architettonica in stile tardo rinascimentale in uso comune nella Toscana dell’epoca.

L’epigrafe in marmo sulla sommità del portale d’ingresso, la finestra rettangolare al posto del tradizionale rosone e il campanile a vela sulla sinistra della facciata sono ulteriori dettagli che aggiungono curiosità ad una impostazione tutto sommato molto semplice e minimale.

La Chiesa della Compagnia di Santa Croce è comunque un’imponente struttura religiosa che si erge con identità lungo la via principale del borgo. Questa chiesa a croce latina era un tempo riccamente adornata con ben sei altari, ciascuno custode di preziosi tesori spirituali e artistici. Tuttavia, ristrutturazioni selvagge hanno portato via gran parte di queste opere d’arte, lasciandone oggi soltanto uno.

Il Crocifisso miracoloso e la tradizione devozionale

Leggende, processioni e legami tra Belforte e Radicondoli

All’inizio del paese di Radicondoli, presso l’attuale camposanto, sorge una antica chiesa; la Pieve romanica di San Giovanni Battista, volgarmente conosciuta come la Chiesa del “Crocifisso”. Questo luogo sacro è il custode di un tesoro straordinario: un crocifisso miracoloso, un’opera lignea risalente al Quattrocento o agli inizi del Cinquecento, la cui storia è avvolta da un’aura leggendaria.

La leggenda narra che questo simulacro giunse a Radicondoli sul dorso di un mulo, varcando la Porta San Martino. L’arrivo di questa rappresentazione sacra fu un momento di stupefazione per gli abitanti del luogo, che ne furono colpiti da una profonda curiosità e devozione.

Questo crocifisso divenne rapidamente un oggetto di venerazione e affetto per la comunità, ispirando opere di carità e la formazione di varie compagnie religiose, tra cui forse anche la Compagnia della Santa Croce, insediata a Belforte.

Il culto della Croce e le celebrazioni annuali

Riti, simboli e memoria collettiva

Il culto della Santa Croce si è consolidato alla fine del Cinquecento, quando la Compagnia intraprese una solenne processione verso Radicondoli, portando con sé un’altra croce miracolosa.

La comunità di Radicondoli accolse questa croce con grande onore, e la sua presenza fu celebrata attraverso una predica dedicata alla croce stessa; poi venne portata nel Monastero Agostiniano delle monache di clausura. La simbologia della Croce come strumento di sacrificio e redenzione si è tramandata di generazione in generazione, diventando una parte centrale della vita religiosa e culturale di Belforte e Radicondoli.

Ogni anno, il 3 maggio, la festa della Santa Croce viene celebrata con solennità e devozione, e la comunità si reca in processione al Castello di Falsini, dove si era verificato un altro antico miracolo legato a questa venerazione. Il Crocifisso miracoloso della Chiesa del “Crocifisso” a Belforte è un simbolo di fede e meraviglia che ha legato indissolubilmente le vite di queste comunità, al punto da titolargli anche una via.