L’antica chiesa di San Michele

Tracce romaniche in un organismo stratificato

La chiesa di San Michele rappresenta oggi un interessante caso di stratificazione architettonica, in cui l’impianto originario di epoca romanica è leggibile solo attraverso porzioni murarie inglobate in un organismo edilizio successivo, riconducibile a interventi di trasformazione tardo-ottocenteschi.

Dell’edificio primitivo si conservano significativi tratti di muratura realizzati in filaretto di arenaria, caratterizzati da conci disposti in corsi regolari, secondo tecniche costruttive tipiche del romanico locale. Tali strutture emergono con particolare evidenza nei prospetti esterni, dove la tessitura muraria si presenta tuttavia discontinua, a testimonianza di rifacimenti, integrazioni e riusi avvenuti nel corso dei secoli.

Nel fianco settentrionale si apre una porta con arco architravato, elemento di rilievo che documenta una soluzione costruttiva ibrida, probabilmente legata a fasi di adattamento o rimaneggiamento. Accanto a questa si riconoscono ulteriori lacerti architettonici, tra cui aperture tamponate, nicchie e archi in laterizio, che suggeriscono una configurazione originaria più articolata rispetto a quella attuale.