L’anno 1859 rappresenta una svolta significativa nella storia amministrativa e nella sicurezza pubblica di Pomarance. È infatti in questa fase che compare per la prima volta, nei documenti della Comunità, la presenza dei Carabinieri, destinati a sostituire il precedente corpo dei gendarmi granducali. Il cambiamento non è di poco conto, perchè riflette le profonde trasformazioni politiche che stavano attraversando la Toscana e l’intera penisola italiana nel momento cruciale del processo di unificazione nazionale.

In seguito alla seconda guerra d’indipendenza e alla fuga del granduca Leopoldo II, il governo provvisorio toscano avviò una profonda riorganizzazione delle strutture amministrative e militari del territorio. Tra i cambiamenti più significativi vi fu la sostituzione dei tradizionali corpi di sicurezza del Granducato con quelli del Regno di Sardegna, tra i quali l’Arma dei Carabinieri Reali.

Si trattò di una novità importante per l’epoca. Sebbene oggi possa apparire un passaggio quasi scontato, l’introduzione dei Carabinieri rappresentò allora l’arrivo di una forza militare organizzata secondo un sistema moderno e capillare, articolato in stazioni distribuite nei centri abitati e nelle campagne. La loro presenza contribuì progressivamente a rafforzare il controllo del territorio, a contrastare fenomeni di criminalità e banditismo e a garantire una maggiore stabilità nelle aree rurali, segnando un passaggio significativo verso un modello di sicurezza più strutturato e centralizzato.

Le istruzioni del 25 agosto 1859, citate anche nella deliberazione comunale di Pomarance, facevano parte di questo processo di riorganizzazione della sicurezza pubblica, e definivano l’estensione del sistema dei Carabinieri anche nei territori toscani, creando presidi nei principali centri e nei comuni più rilevanti del territorio. Pomarance, sede di una comunità amministrativamente importante nella Val di Cecina, rientrò dunque tra i centri destinati ad ospitare una stazione.

E dunque, la prima menzione documentaria su preannunciata si trova nella deliberazione del 14 ottobre 1859, nella quale il consiglio comunitativo di Pomarance torna a esaminare una precedente decisione del 12 settembre dello stesso anno relativa all’accasermamento della nuova forza di polizia. Il documento recita infatti che erano stati incaricati il Gonfaloniere e Cammillo Guidi di studiare e proporre le modalità per predisporre un alloggio adeguato ai carabinieri stanziati nel paese, conformemente alle istruzioni emanate il 25 agosto 1859.

Il rapporto presentato il 6 ottobre evidenziava che l’edificio già utilizzato come caserma, situato nella Piazza del paese, poteva essere adattato alle nuove esigenze mediante alcuni lavori di sistemazione. Nei piccoli centri dell’Italia ottocentesca la presenza della forza pubblica veniva spesso collocata nel cuore dell’abitato, vicino agli edifici amministrativi e agli spazi della vita comunitaria. Questo permetteva un controllo più immediato delle attività pubbliche e sottolineava simbolicamente l’autorità dello Stato. La deliberazione riconosceva dunque la possibilità di utilizzare la struttura esistente, opportunamente modificata, per ospitare stabilmente il nuovo presidio dell’Arma.

Lo stesso edificio rimase sede della caserma anche nei decenni successivi, tanto che ancora nel 1973 i carabinieri risultavano accasermati nello stesso fabbricato.

EDMONDO MAZZINGHI
“I carabinieri a Pomarance”, in Rievocazioni Storiche, pp. 287