Gare di altri tempi

Coppa Città di Volterra

La cronoscalata sulla Saline - Volterra, era stata fra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso una delle più importanti prove dello sport automobilistico nazionale. In realtà di una gara in salita su tale tratto stradale si cominciò a parlare già negli anni Cinquanta, quando sulla scia di altre manifestazioni del settore, fu organizzata una edizione zero della corsa. Prendeva il nome di "1° Comandante Braccini" e fu ad appannaggio del livornese Conte Magi Diligenti.

Dopo quella prima edizione trascorsero ben undici anni prima che la gara fosse disputata nuovamente grazie all'organizzazione dell'ACI di Pisa e della Pro Volterra: la corsa prese la denominazione di "Coppa Città di Volterra" che venne mantenuta per tutte le edizioni successive. Il successo di pubblico, le cronache parlavano di circa centomila spettatori, e di partecipanti portò ben presto la Coppa Città di Volterra ad essere inserita fra le prove del Campionato Italiano Montagna. Giungevano squadre ufficiali con i migliori piloti della specialità, infatti basta dare un'occhiata all'albo d'oro della gara per trovare grandi nomi alla guida delle varie Ferrari, Abarth e Porsche.

Parata di auto storiche

Concorso Dinamico Saline Volterra

Avrebbe dovuto continuare così questa avventura; addirittura la fama accresciuta stava spingendo la cronoscalata nell'inserimento nel calendario del campionato Europeo della Montagna, purtroppo si presentarono una serie di problematiche legate, principalmente, alla mancanza di guard-rail in alcuni tratti del percorso, che ne decretarono la permanente interruzione della manifestazione. In alcun modo fu possibile salvare l'evento e dovettero passare più di quarant'anni per poter dare ad essa una nuova veste ammissibile.

L'unica alternativa, approvata dalle norme vigenti sulla sicurezza, per la quale la cronoscolata si mantiene viva tra gli appassionati che la ricordano, è quella di averla classificata come rievocazione automobilistica. Dalle volontà della associazione Volterra Auto Storiche, dunque, in qualità di concorso dinamico vede sfilare a velocità controllata, sull'originario tracciato della famosa gara in salita, numerose auto ex-corsa del periodo in cui si disputò la gara vera e propria.

Esposizione di auto d'epoca

Parco chiuso in piazza maggiore

Sebbene abbia ovviamente perso il suo indice competitivo, questa manifestazione si rivela in altri termini ugualmente interessante, sia per chi abbia desiderio di partecipare, sia per chi affaccia in qualità di spettatore. Per i concorrenti l'avventura inizia sabato mattina, ai quali viene data l'opportunità di ammirare la bellezza delle campagne circostanti che intercorrono lungo il tragitto prima di arrivare al centro di raduno in Piazza dei Priori. All'arrivo in piazza avviene la consegna del pass, del gadget di partecipazione in alabastro e i numeri adesivi per la vettura.

I turisti che giungono a Volterra alla vigilia della gara effettiva, hanno la inaspettata e preziosa occasione di ammirare, toccare con mano e fare qualche foto con numerose automobili d'altri tempi. Non è da tutti, infatti, assistere ad un parco chiuso di auto storiche in un contesto altrettanto storico come la piazza maggiore e questo scenario non può che regalare grande stupore e meraviglia degli astanti.

Cronoscalata con paesaggio mozzafiato

Sui tornanti tra Saline a Volterra

Se per i partecipanti la giornata prosegue con la Cena di Gala all'interno del centrale e prestigioso foyer del Teatro Persio Flacco, l'appuntamento al pubblico si sposta al mattino seguente. La domenica, mentre si effettuano gli ultimi preparati per il trasferimento delle vetture a Saline di Volterra da dove partono le vetture per la sfilata, gli spettatori si organizzano per accaparrarsi le migliori visuali della gara.

Ai diversi ingressi della città e con interminabili file di macchine che rapidamente esauriscono tutti i parcheggi, sono tanti i turisti e i residenti che si distribuiscono ai margini del percorso, ma solo chi solitamente ha la fortuna di assistere allo svolgimento della sfilata dalla terrazza del Viale dei Ponti o da Piazza dei Fornelli o dal Viale Lorenzini o da qualsiasi altra posizione dominante, può rendersi pienamente conto dello sbalorditivo scenario, riportando una impressione che non sarà facile dimenticare. Non perdertelo, c'è da divertirsi!

Una storia che viene da lontano

Il gioco della bandiera

Come gli spaghetti, così anche la bandiera, usata come simbolo di guerra o per coreografie, trae le sue origini nella più antica Cina. In epoca più vicina a noi, diverse fonti storiche fanno cenno all'uso della bandiera da parte degli Ebrei, dopo gli Assiri ed i Babilonesi, nei periodi bellici, mentre le stesse bandiere, in periodo di pace, venivano adoperate come segno di gioia durante le più svariate cerimonie.

Quest'ultima abitudine proseguì anche dopo la fine dell'Impero Romano d'Occidente e quando fu eletto Pontefice Sergio I il popolo di Roma scese nelle piazze e nelle strade agitando in segno di giubilio drappi e vessilli. Così attraverso secoli, soprattutto nell'Europa occidentale, tornei cavallereschi, giostre, palii, cerimonie civili o religiose, ebbero nel loro ambito sbandieramenti di multicolori bandiere sulle quali erano effigiati stemmi araldici di rappresentanza, stemmi di territori di appartenenza, di corporazioni, di santi ed armi.

Figuranti d'altri tempi

Organizzato dal Gruppo Storico locale

Il Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra" si è ricostituito alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, cinquecentosettantacinque anni dopo, in occasione dell'annuale Torneo di Tiro con la Balestra, promosso e organizzato dalla locale sezione A.V.I.S., torneo che ha visto gareggiare le società di Sansepolcro, Massa Marittima e Pisa.

Assieme agli sbandieratori ha esordito una compagine di contorno di meravigliosi figuranti. Da allora, in collaborazione stretta tra giocatori e rievocatori sono stati chiamati ad esibirsi innumerevoli volte in Italia ed all'estero, riscuotendo ovunque consensi per l'eleganza dei suoi costumi e la bravura dei suoi sbandieratori e dei suoi musici.

Il Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra" di oggi non ha più in seno i balestrieri, ma è composto da una sessantina di figuranti, tra sbandieratori, musici, vessilliferi e paggi; i costumi indossati, della fine del Trecento, i cui disegni sono stati ricavati dall'Archivio Storico di Volterra, ripropongono ora i colori delle antiche contrade cittadine, ora le armi del Comune medievale.

In Toscana e a Volterra

Il più nobile dei giochi militari

Tra questi "giochi militari" lo sbandieramento fu sempre considerato quello più nobile e quello che richiedeva una maggiore perizia di esecuzione. L'uso folcloristico della bandiera in Italia si trova già intorno a metà del Duecento in Toscana dove è presente in vari cortei o manifestazioni locali fino a quando si giunse al Calcio Fiorentino ma, in primo luogo, al Palio di Siena che per diversi secoli, come sbandieramento, ha rappresentato la migliore interpretazione di movimenti.

A Volterra la manifestazione rievoca i festeggiamenti che si svolsero in città alla caduta di Pisa per mano di Firenze. Era l'inizio del Quattrocento quando Giorgio, donzello del capitano Ugolino Guasconi, giunse a Volterra con la notizia che i fiorentini avevano conquistato la città di Pisa; la gioia dei volterrani, allora alleati di Firenze, fu tale che ai messaggeri furono elargite nove braccia di panno scarlattino per la gualdrappa dei loro cavalli, scarpette, calze lunghe, cappucci nuovi e finiture bordate d’oro.

Informazioni
  • Fondato nel
    2014
  • Quando
    8, 9 Mag 2021
  • Dalle ore
    11,00
  • Alle ore
    16,00
  • Ingresso
    gratuito
  • Fonte
Luogo