Le figure difensive della città

Gli arcadores del volterrano

A Volterra l’arco trovò un largo impiego nei secoli centrali del medioevo quando, grazie alla sua economicità, divenne una delle armi più comuni tra le classi meno abbienti. In quanto arma da tiro povera, non compare frequentemente nell’iconografia e nella documentazione scritta, tuttavia gli archivi riferiscono della presenza di arcieri nelle milizie cittadine e rurali.

Erano i cosiddetti arcadores, abili nel tiro e nella precisione, forti sia in ambito bellico che per la caccia a grossi mammiferi. Gli archi erano essenzialmente di due tipi: l’arco semplice e quello di corno. Il primo, realizzato da un unico pezzo di legno fu particolarmente apprezzato per le sue doti di robustezza ed elasticità e fu probabilmente più utilizzato in ambito rurale, dove era più facile reperire i legni idonei alla costruzione. L’arco di corno, così chiamato dal materiale più caratteristico con cui era costruito, era caratterizzato dalla tipica forma a doppia curvatura del quale ne facevano uso classi più abbienti.

Vestiti in abiti medievali

Rievocazione di tiro con l'arco

L’uso dell’arco si ridusse a partire dai primi decenni del Duecento, preferendo la balestra; però va anche detto che nel Trecento, grazie alla presenza sulla penisola italiana di numerosi mercenari inglesi che utilizzavano gli archi lunghi di notevole potenza, tornò ad imporsi prepotentemente, almeno fino al Cinquecento.

L'avvento delle armi da fuoco ovviamente portarono poi ad un netto declino di tutte le armi bianche, ma oggi sono ritornate in auge in veste rievocativa, ricordando un periodo che ben si presta a Volterra proprio per la sua scenografia intatta del tempo. Due sono i tornei fondamentali indetti durante l'anno: il Torneo del Volture e il Trofeo di Tiro con l'Arco. Mentre il primo apre le porte anche a professionisti forestieri, il secondo si rivela una competizione tutta interna tra le contrade della città; quest'ultimo è senz'altro un interessante appuntamento per conoscere al meglio l'arco medievale, calendarizzato solitamente il terzo sabato di giugno.

Il fascino del tiro istintivo

Competizione tra contrade

Il tiro con l'arco tra contrade niente aveva a che fare con il reclutamento militare del Comune, ma determinava la persona più abile tra le compagini territoriali e si aveva buone possibilità di destare curiosità tra i priori governanti. Le promozioni nelle file difensive della città presero ad essere frequenti soltanto con l'istituzione di una compagnia di balestrieri, dei quali se ne aveva assolutamente bisogno per contrastare attacchi sempre più rigidi e tecnologici.

I contradaioli affinavano l'uso dell'arco principalmente per praticare la caccia di animali selvatici, per l’approvvigionamento di cibo e soprattutto per la difesa personale delle proprie terre. Un utilizzo semplice, quindi, umile a favore della individuale e rionale sopravvivenza, però richiedeva grandi abilità ed il suo ottimale utilizzo portava spesso a grande ammirazione tra le genti. Il tiro con l’arco storico è difficile perchè istintivo; l'arciere non possiede sul proprio arco alcun accessorio o riferimento che favorisce la mira, perchè è un tiro dove interviene la forza della mente che, sotto forma di concentrazione, guida la freccia verso il bersaglio, coordinando occhio, mano e cervello.

Torneo annuale

Tra i boschi di Parco San Pietro

Il torneo si svolge all'interno del centrale, boschivo e suggestivo Parco di San Pietro, con l'ospitalità della Contrada di Porta a Selci e con la regia organizzativa della Communitas Monte Voltraio. Vestiti di tutto punto in abiti storici, nella prima fase si sfidano a singolar tenzone tutti gli arcieri promessi, che scagliano le loro frecce su bersagli di differenti forme e difficoltà posti a distanza di tredici metri dalla linea di tiro. Ogni contrada ha al suo cospetto massimo due arcieri, i migliori della propria compagnia, determinati da una precedente selezione interna.

Tra tutti quanti che competono passano il turno gli arcieri che ottengono il miglior punteggio e quindi, in seconda fase, i tiratori rimanenti si sfidano scoccando simultaneamente le proprie freccie in un unico bersaglio classico a rondelle concentriche. Colui che effettua il miglior tiro, oltre a fare incetta di premi, viene nominato il migliore tra gli arcadores di Volterra, titolo da tenere con fierezza per un lungo anno intero.

Le figure difensive della città

Gli arcadores del volterrano

A Volterra l’arco trovò un largo impiego nei secoli centrali del medioevo quando, grazie alla sua economicità, divenne una delle armi più comuni tra le classi meno abbienti. In quanto arma da tiro povera, non compare frequentemente nell’iconografia e nella documentazione scritta, tuttavia gli archivi riferiscono della presenza di arcieri nelle milizie cittadine e rurali.

Erano i cosiddetti arcadores, abili nel tiro e nella precisione, forti sia in ambito bellico che per la caccia a grossi mammiferi. Gli archi erano essenzialmente di due tipi: l’arco semplice e quello di corno. Il primo, realizzato da un unico pezzo di legno fu particolarmente apprezzato per le sue doti di robustezza ed elasticità e fu probabilmente più utilizzato in ambito rurale, dove era più facile reperire i legni idonei alla costruzione. L’arco di corno, così chiamato dal materiale più caratteristico con cui era costruito, era caratterizzato dalla tipica forma a doppia curvatura del quale ne facevano uso classi più abbienti.

Vestiti in abiti medievali

Rievocazione di tiro con l'arco

L’uso dell’arco si ridusse a partire dai primi decenni del Duecento, preferendo la balestra; però va anche detto che nel Trecento, grazie alla presenza sulla penisola italiana di numerosi mercenari inglesi che utilizzavano gli archi lunghi di notevole potenza, tornò ad imporsi prepotentemente, almeno fino al Cinquecento.

L'avvento delle armi da fuoco ovviamente portarono poi ad un netto declino di tutte le armi bianche, ma oggi sono ritornate in auge in veste rievocativa, ricordando un periodo che ben si presta a Volterra proprio per la sua scenografia intatta del tempo. Due sono i tornei fondamentali indetti durante l'anno: il Torneo del Volture e il Trofeo di Tiro con l'Arco. Mentre il primo apre le porte anche a professionisti forestieri, il secondo si rivela una competizione tutta interna tra le contrade della città; quest'ultimo è senz'altro un interessante appuntamento per conoscere al meglio l'arco medievale, calendarizzato solitamente il terzo sabato di giugno.

Il fascino del tiro istintivo

Competizione tra contrade

Il tiro con l'arco tra contrade niente aveva a che fare con il reclutamento militare del Comune, ma determinava la persona più abile tra le compagini territoriali e si aveva buone possibilità di destare curiosità tra i priori governanti. Le promozioni nelle file difensive della città presero ad essere frequenti soltanto con l'istituzione di una compagnia di balestrieri, dei quali se ne aveva assolutamente bisogno per contrastare attacchi sempre più rigidi e tecnologici.

I contradaioli affinavano l'uso dell'arco principalmente per praticare la caccia di animali selvatici, per l’approvvigionamento di cibo e soprattutto per la difesa personale delle proprie terre. Un utilizzo semplice, quindi, umile a favore della individuale e rionale sopravvivenza, però richiedeva grandi abilità ed il suo ottimale utilizzo portava spesso a grande ammirazione tra le genti. Il tiro con l’arco storico è difficile perchè istintivo; l'arciere non possiede sul proprio arco alcun accessorio o riferimento che favorisce la mira, perchè è un tiro dove interviene la forza della mente che, sotto forma di concentrazione, guida la freccia verso il bersaglio, coordinando occhio, mano e cervello.

Torneo annuale

Tra i boschi di Parco San Pietro

Il torneo si svolge all'interno del centrale, boschivo e suggestivo Parco di San Pietro, con l'ospitalità della Contrada di Porta a Selci e con la regia organizzativa della Communitas Monte Voltraio. Vestiti di tutto punto in abiti storici, nella prima fase si sfidano a singolar tenzone tutti gli arcieri promessi, che scagliano le loro frecce su bersagli di differenti forme e difficoltà posti a distanza di tredici metri dalla linea di tiro. Ogni contrada ha al suo cospetto massimo due arcieri, i migliori della propria compagnia, determinati da una precedente selezione interna.

Tra tutti quanti che competono passano il turno gli arcieri che ottengono il miglior punteggio e quindi, in seconda fase, i tiratori rimanenti si sfidano scoccando simultaneamente le proprie freccie in un unico bersaglio classico a rondelle concentriche. Colui che effettua il miglior tiro, oltre a fare incetta di premi, viene nominato il migliore tra gli arcadores di Volterra, titolo da tenere con fierezza per un lungo anno intero.

Informazioni
  • Fondato nel
    2016
  • Quando
    19 Giu 2021
  • Ingresso
    gratuito
  • Fonte
Luogo

Parco San Pietro