Artigiani

La bottega museo di un artigiano volterrano

Se parliamo di alabastro, la prima associazione che nasce spontanea è quella con la città di Volterra, famosa soprattutto per i suoi artigiani, che sapientemente lavorano questa pietra dai colori più disparati. Renzo Gazzanelli lavora ancora in centro storico, uno dei pochi rimasti. Non più giovanissimo, come ormai la maggior parte degli artigiani di questo settore, tiene viva una tradizione in fin di vita, senza grande ricambio generazionale. Nell’angusta Via del Mandorlo una porticina semichiusa si fa intendere solo dal nome della cassetta della posta. Bussando, un bercio amichevole invita quasi sempre ad entrare.

Una volta dentro, un claustrofobico cunicolo scavato nella roccia allunga il nostro passo nella direzione della bottega, che si trova un po’ più in giù, sotto terra. Renzo ha qui la sua stanza innevata, sommersa di polvere bianca finissima di alabastro, con il banco da lavoro messo sotto la finestra, per utilizzare al massimo la luce del giorno. Vallo a trovare!

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Coordinate e carattere del luogo
IndirizzoVia del Mandorlo, 20
Lat43.403053
Long10.85872
Iconicità3/5Importante
Scoperta3/5Mediamente noto
Antico

Bottega di Alabastri Gazzanelli

120 min0 €Esterno
Sempre Aperto
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Quasi nulla

La visita resta piacevole anche con meteo incerto.

Fatica della visitaNessuna fatica

Tappa molto semplice, adatta anche a una visita rilassata.

Accessibilità discreta: la visita è possibile, ma richiede un minimo di attenzione.

Con il cane si può valutare: la visita è abbastanza gestibile, con un po’ di attenzione.

Buon potenziale fotografico: adatta per qualche bella foto ricordo.

Con bambini è abbastanza adatta: meglio viverla con tempi tranquilli.

Vista esterna: Da fuori non dice molto.

La fortuna di Volterra

L’alabastro, la pietra degli dei

Nel visitare la città possiamo vedere vivo il culto verso il passato, dalle vetrine degli orafi che imitano i gioielli etruschi a quelle degli alabastrai, con le loro fedeli riproduzioni di oggetti d’arte medioevali e rinascimentali. Già noto e impiegato sei o sette secoli prima dell’era cristiana, l’alabastro di Volterra è tornato in auge un paio di secoli fa, e la sua lavorazione fa la gioia dei turisti che affollano le botteghe. Tenero e facilmente lavorabile, è una pietra sensuale, luminosa e translucida, di grande fascino, e per rendersene conto basta visitare l’interessante Ecomuseo dell’Alabastro in Piazza Minucci.

Nato dall’acqua e da una lenta sedimentazione di sali, questo minerale può essere tagliato con una sega a mano, rifinito con piccoli tocchi di cesello e infine lucidato con la carta abrasiva: ne risulta alla fine un oggetto etereo, apparentemente molto leggero, quasi dotato di un’anima. A Volterra lo si lavora spesso ancora così, lasciando che l’esperienza di generazioni guidi le mani in gesti precisi e veloci per ricavare da una umile pietra un oggetto di purissimo artigianato. Noi la chiamiamo pietra degli dei.