Dimora storica
Palazzo gentilizio del 1600
Palazzo gentilizio del XVII secolo, situato nel centro della città, con un giardino pensile sul retro. Esso presenta due ordini di cinque finestre, al primo e secondo piano con mostre in pietra e, al piano terra, un bel portale d’ingresso sopra il quale c’è lo stemma della casata Cangini-Westinghouse, mentre ai lati, collocate simmetricamente, si trovano due aperture.
Al piano terra si trova un ampio ingresso, un locale adibito un tempo a granaio e alcuni locali che servivano per la preparazione del vino, oltre a una corte interna con pozzo; al piano inferiore vi sono inoltre le cantine.
Al piano nobile vi sono due ampi saloni affrescati, una camera da letto di rappresentanza affrescata, due bagni e un salottino celeste che ospita una parte della biblioteca; sulla parte posteriore vi è un’altra sala che da’ su una grande corte interna, abbellita da piante verdi, lo studio e la sala da pranzo che si affaccia anch’essa sullo stesso cortile; inoltre vi è la cucina con una propria corte corredata di pozzo e un grande locale di deposito.
Il tempo si è fermato
La bellezza dell’unione di due famiglie nobili
Al secondo piano, vi sono cinque camere da letto di cui due affrescate, un’ampia sala affrescata, tre bagni, un guardaroba e vari disimpegni. Nella lunga galleria ad archi è ospitata un’altra parte della biblioteca. I diversi piani sono uniti da una serie di scaloni in marmo nero. Il giardino, in parte strutturato con aiuole all’italiana e corredato da molti alberi da frutto, non è visibile dall’esterno. Il terzo e ultimo piano, a parte una camera da letto, un bagnetto e uno studio adibito anch’esso a biblioteca, ha in totale sei locali di disimpegno.
Alcune stanze del Palazzo sono degne di nota, ad esempio l’Alcova, nella quale hanno alloggiato vari personaggi della famiglia imperiale d’Austria tra cui il Granduca di Toscana Leopoldo II; la Sala Impero con i suoi affreschi dorati e specchi, lo Studiolo dove sono custoditi i libri più antichi dell’ampia collezione di famiglia, il Salotto Verde con affaccio diretto sul giardino pensile, la Sala da Pranzo e lo Studio nel quale si conservano le memorie dell’inventore George Westinghouse, bisavo dell’attuale proprietario.
In territorio di Contrada
Contrada Sant’Agnolo
La Contrada di Sant’Agnolo, allora come ora, occupa un’ampia area densamente abitata, situata tra Porta a Selci, Piazza e Borgo Santa Maria, estendendosi oltre le mura medievali lungo l’antico asse viario che collegava Porta Fiorentina a Porta Diana. I suoi confini erano segnati dai botri di Docciola e di Broglio e dalle mura etrusche, e facevano capo all’allora Porta Sant’Agnolo, corrispondente all’attuale Porta Fiorentina. La contrada è ricca di luoghi storici ed è parte centrale per la movida volterrana. Le vie della contrada, un tempo denominate secondo le attività artigianali che vi si concentravano, testimoniano una vivace economia animata da maniscalchi, beccai, fornai, ceramisti e asinai, figure centrali per il trasporto delle merci volterrane. Oggi di bar, ristoranti, pizzicagnoli e negozi di vestiti.
Dal 1992 il territorio di Sant’Agnolo comprende anche una parte dell’antica Contrada di Castello, oggi caratterizzata dal grande Parco Enrico Fiumi e da un ampio territorio rurale che si estende verso il fiume Era, includendo località come Prato d’Era, Cozzano, Ulignano e Sensano.



