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La parte più alta della collina

Il parco cittadino della città

Mentre passeggi sul Viale dei Ponti, un folto di lecci, abbarbicandosi anche sulle antiche mura, impedisce di capire come, fra quelle piante millenarie, ci sia la parte più alta di Volterra. Questa altura si trova a 555 metri contro i 532 della Piazza dei Priori. Questa zona è denominata Piano di Castello, ed è esposta a mezzogiorno, è bella e, storicamente, fra le più importanti della città: gli scavi qui effettuati hanno riportato alla luce reperti prodotti in un arco di tempo che va dal periodo etrusco a quello medievale.

Il Parco si estende sull’altura dell’antica l’Acropoli che oggi è il polmone verde della città ricoperta da un folto manto erboso e ombreggiata da alberi e piante mediterranei. È delimitato dalla Fortezza Medicea e dalle mura etrusche. All’estremità dei bastioni occidentali, sorge il parco archeologico all’interno del quale si trovano i resti dell’acropoli etrusco-romana e una grande cisterna romana. Un luogo meraviglioso ricco di storia.

Il genio del Fiumi

L’acquisizione del Piano di Castello

Negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando i lavori di scavo dell’antico Teatro Romano di Vallebuona erano giunti a buon punto, il Prof. Enrico Fiumi ripropose l’esplorazione e la sistemazione del Piano di Castello, tanto più che lo stesso era sottoposto fin dagli anni Venti al vincolo archeologico e paesaggistico.

A suo tempo i proprietari del terreno, gli Inghirami, confermarono la loro disponibilità alla cessione dell’area e il Ministero della Pubblica Istruzione assicurò che la spesa sarebbe stata inserita nel suo bilancio. Tutto sembrava ormai avviato ad una felice soluzione, senonché a causa di una serie di complicate verifiche catastali, di sopralluoghi da parte della Sovrintendenza alle antichità e di altri uffici statali, la pratica si perse in un intricato iter burocratico. Purtroppo dopo alcuni anni l’acquisto del terreno da parte della Stato non era più riproponibile; allo stesso tempo il Comune non poteva assumere un onere così pesante.

La mano della CRV

Una zona verde e centrale

Per fortuna l’acquisto avvenne per mano di un terzo ente: Piano di Castello non sarebbe stato utile solo sotto l’aspetto archeologico, ma prezioso anche nel tentativo di dotare la città di una zona verde bella, vasta e centrale.

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Volterra, che in base ad una norma statutaria può destinare somme per beneficenza e per fini sociali, dette mandato alla Direzione generale di prendere contatti con i proprietari del terreno. Le trattative si svolsero in modo assai favorevole. L’ente cittadino fece predisporre il progetto di sistemazione e, dopo la sua approvazione, dette subito il via ai lavori, riducendo a prato e a zona alberata un ettaro e mezzo di terreno, dotandolo di vialetti per una facile circolazione pedonale, di attrezzature adeguate per i giochi dei bambini e dei servizi necessari. Tutto sorse come per incanto. Da un terreno per anni destinato alla coltivazione, costellato di acquitrini e roveti, nacque un bel parco, il Parco Pubblico Enrico Fiumi, che ne fu l’ideatore e il promotore.