Le proprietà della casata

Ai tempi di casa Vigilanti

La Biblioteca Comunale si trova all'interno del Palazzo Vigilanti. Palazzo Vigilanti è un edificio con una facciata elegante di origine antica, ma nel corso degli anni ha subito numerosi rifacimenti. È il risultato di un profondo restauro avvenuto nel Novecento in stile gotico neo-medievale, come evidenziato dagli archi acuti che decorano le aperture. Questo stile è stato adottato per armonizzare l'architettura del centro storico con un'atmosfera medievale.

Il nome del palazzo è legato alla famiglia Vigilanti, che un tempo viveva qui, ma la sua genealogia rimane incerta. La famiglia Vigilanti abitava in una casa composta da tre piani, situata dove oggi sorge il Palazzo Vigilanti. Il piano terra di questa casa ospitava due laboratori di lavorazione dell'alabastro, uno gestito dai Vigilanti con l'uso dei cosiddetti "torni a pertica", mentre l'altro era gestito da un certo Alessandro Bolognesi. Accanto alla casa c'era anche la chiesina di Santa Barbara, ma oggi è irriconoscibile e è stata convertita in un panificio.

Agli inizi del Novecento

La costruzione di Palazzo Vigilanti

Intorno agli anni venti del Novecento, su progetto dell'Ing. Allegri, la casa dei Vigilanti venne trasformata nell'attuale palazzo: sebbene inizialmente tale trasformazione fosse osteggiata perché danneggiava la monumentalità della facciata della Chiesa di Sant'Agostino, i lavori furono eseguiti e, per certe divergenze esecutive, il Comune chiese la consulenza dell'Architetto Cappadè, che affiancò l'Ing. Allegri fino al termine dei lavori.

Terminata la costruzione, una decina di anni dopo, il nuovo ambiente fu destinato a sede della Scuola Complementare, poi della Scuola di Avviamento Professionale di tipo agrario e, alla fine degli anni Trenta, a sede del Liceo classico "G. Carducci", risorto per iniziativa del Comune. La linea scolastica assecondava la distribuzione delle scuole cittadine presenti in via Don Minzoni su cui il palazzo si affaccia; a pochi metri di distanza, infatti, all'interno del conservatorio di San Pietro, sorgeva un'affermata scuola-laboratorio pubblica di tipo femminile.

In onore a Mario Guarnacci

L'espansione della cultura

Come già ricordato, oggi questo palazzo ospita la Biblioteca Guarnacci. La storia della Biblioteca di Volterra è strettamente connessa con la storia del Museo Etrusco e, entrambi, sono legati al nome di Monsignor Mario Guarnacci che dà il nome, per altro, all'una e all'altro. Fu infatti grazie ai doni delle sue collezioni archeologiche e librarie, risalenti al 1786, che Museo e Biblioteca Guarnacci poterono nascere e, col tempo, arricchirsi di nuovi documenti.

La libreria del celebre volterrana era considerata fra le più ragguardevoli della Toscana e ciò chiarisce, da subito, la qualità e la preziosità dei "pezzi" custoditi in Palazzo Vigilanti. Alla fine del Settecento, quattro anni dopo la morte del Guarnacci e dopo il trasferimento da Palazzo dei Priori in Palazzo Desideri, la direzione e amministrazione della Biblioteca furono affidate ad una  deputazione composta dal Podestà di Volterra, da un Consultore municipale e da un rappresentante del Governo. Poi subentrò Ezio Solaini che mantenne l'incarico fino ai primi anni Quaranta del novecento, fino ai suoi ultimi giorni di vita.

Un grande patrimonio culturale

I documenti ereditati dalla città

Durante la seconda guerra mondale il materiale librario della Guarnacciana era già molto ricco. I volumi lasciati dal Guarnacci, a stampa e manoscritti, erano circa settemila; altri furono donati dal Ministero della Pubblica Istruzione, dalla Camera dei Deputati, dalla Casa Reale e da alcuni insigni rappresentanti volterrani, emuli del Guarnacci: Luigi Toti, Giuseppe Pilastri, Enrico Pacciani, Ugo Funaioli.

Alla fine dell'Ottocento Giovanni Giannini pensò alla compilazione di un "Inventario dei Manoscritti della Biblioteca Guarnacci di Volterra", dove erano elencati trecentonovantuno manoscritti, a cui se ne devono aggiungere altri novantadue, donati o acquistati successivamente. Così Gino Funaioli costruì un catalogo per i codici latini e Tommaso Accurti pensò agli incunaboli con il catalogo a stampa. Numerosissimi sono i manoscritti preziosi presenti nella Guarnacciana, come i grandi Passionali e Hymnarii medievali, le Satire di Persio Flacco e l'Arte Poetica di Orazio, i Trionfi di Petrarca con splendide miniature.

Di carattere conservativo e antiquario

La Guarnacciana e l'Archivio Storico Comunale

Il patrimonio della Biblioteca Guarnacci comprende manoscritti (tra cui pregevolissimi codici miniati), incunaboli e numerose cinquecentine. Moltissime sono anche le opere del Seicento - Settecento e la ricchissima sezione locale, autentica e fondamentale memoria storica per Volterra e il suo territorio. Senza dimenticare i vari fondi librari con la loro fisionomia originaria. La raccolta libraria è andata aumentando, grazie ad acquisti, depositi e donazioni, fino a raggiungere l'attuale dimensione di oltre cinquantamila volumi. A carattere conservativo e antiquario si rivela essere una delle più importanti biblioteche storiche della Toscana.

La Biblioteca ha in seno anche l'Archivio Storico Comunale, ricco di sedicimila pezzi circa fra filze e fascicoli e comprensivo di un arco di tempo che va dall'inizio del periodo comunale fino all'Unità d'Italia. L'Archivio, ordinato in base alla natura degli atti, contiene documenti inerenti le Magistrature e gli uffici politici e amministrativi, le finanze comunali, la Dogana del Sale e la sua amministrazione, gabelle, magistrature giudiziarie, monasteri soppressi.

Aperta a tutti

La Biblioteca Comunale

La Biblioteca Comunale è aperta a tutti e mira a garantire a tutti i cittadini il più ampio accesso all'informazione e alla cultura. Mentre la Guarnacciana e l'Archivio Storico Comunale si trovano rispettivamente al primo e al secondo piano di Palazzo Vigilanti, in locali chiusi al pubblico, la Biblioteca Comunale occupa l'intero piano terra dell'edificio ed è totalmente accessibile. Puoi usufruire della sala di lettura, l'emeroteca e l'area bambini.

Ciò che rende più accattivante e familiare la consultazione e la fruizione della Biblioteca è l'accesso diretto ai libri, ai giornali, alle riviste e ai periodici collocati su scaffali aperti, senza dover richiedere alcun permesso. Anche la ricerca dei volumi in sala di lettura è diventata più semplice e snella grazie al sistema di catalogazione applicato (Dewey Decimal Classification): permette di trovare velocemente l'opera che si cerca o si conosce e di verificare la disponibilità della Biblioteca su un sito web apposito. A supporto sono previsti due computer per accedere a una banca dati funzionante e l'insostituibile bibliotecario.

Le proprietà della casata

Ai tempi di casa Vigilanti

La Biblioteca Comunale si trova all'interno del Palazzo Vigilanti. Palazzo Vigilanti è un edificio con una facciata elegante di origine antica, ma nel corso degli anni ha subito numerosi rifacimenti. È il risultato di un profondo restauro avvenuto nel Novecento in stile gotico neo-medievale, come evidenziato dagli archi acuti che decorano le aperture. Questo stile è stato adottato per armonizzare l'architettura del centro storico con un'atmosfera medievale.

Il nome del palazzo è legato alla famiglia Vigilanti, che un tempo viveva qui, ma la sua genealogia rimane incerta. La famiglia Vigilanti abitava in una casa composta da tre piani, situata dove oggi sorge il Palazzo Vigilanti. Il piano terra di questa casa ospitava due laboratori di lavorazione dell'alabastro, uno gestito dai Vigilanti con l'uso dei cosiddetti "torni a pertica", mentre l'altro era gestito da un certo Alessandro Bolognesi. Accanto alla casa c'era anche la chiesina di Santa Barbara, ma oggi è irriconoscibile e è stata convertita in un panificio.

Agli inizi del Novecento

La costruzione di Palazzo Vigilanti

Intorno agli anni venti del Novecento, su progetto dell'Ing. Allegri, la casa dei Vigilanti venne trasformata nell'attuale palazzo: sebbene inizialmente tale trasformazione fosse osteggiata perché danneggiava la monumentalità della facciata della Chiesa di Sant'Agostino, i lavori furono eseguiti e, per certe divergenze esecutive, il Comune chiese la consulenza dell'Architetto Cappadè, che affiancò l'Ing. Allegri fino al termine dei lavori.

Terminata la costruzione, una decina di anni dopo, il nuovo ambiente fu destinato a sede della Scuola Complementare, poi della Scuola di Avviamento Professionale di tipo agrario e, alla fine degli anni Trenta, a sede del Liceo classico "G. Carducci", risorto per iniziativa del Comune. La linea scolastica assecondava la distribuzione delle scuole cittadine presenti in via Don Minzoni su cui il palazzo si affaccia; a pochi metri di distanza, infatti, all'interno del conservatorio di San Pietro, sorgeva un'affermata scuola-laboratorio pubblica di tipo femminile.

In onore a Mario Guarnacci

L'espansione della cultura

Come già ricordato, oggi questo palazzo ospita la Biblioteca Guarnacci. La storia della Biblioteca di Volterra è strettamente connessa con la storia del Museo Etrusco e, entrambi, sono legati al nome di Monsignor Mario Guarnacci che dà il nome, per altro, all'una e all'altro. Fu infatti grazie ai doni delle sue collezioni archeologiche e librarie, risalenti al 1786, che Museo e Biblioteca Guarnacci poterono nascere e, col tempo, arricchirsi di nuovi documenti.

La libreria del celebre volterrana era considerata fra le più ragguardevoli della Toscana e ciò chiarisce, da subito, la qualità e la preziosità dei "pezzi" custoditi in Palazzo Vigilanti. Alla fine del Settecento, quattro anni dopo la morte del Guarnacci e dopo il trasferimento da Palazzo dei Priori in Palazzo Desideri, la direzione e amministrazione della Biblioteca furono affidate ad una  deputazione composta dal Podestà di Volterra, da un Consultore municipale e da un rappresentante del Governo. Poi subentrò Ezio Solaini che mantenne l'incarico fino ai primi anni Quaranta del novecento, fino ai suoi ultimi giorni di vita.

Un grande patrimonio culturale

I documenti ereditati dalla città

Durante la seconda guerra mondale il materiale librario della Guarnacciana era già molto ricco. I volumi lasciati dal Guarnacci, a stampa e manoscritti, erano circa settemila; altri furono donati dal Ministero della Pubblica Istruzione, dalla Camera dei Deputati, dalla Casa Reale e da alcuni insigni rappresentanti volterrani, emuli del Guarnacci: Luigi Toti, Giuseppe Pilastri, Enrico Pacciani, Ugo Funaioli.

Alla fine dell'Ottocento Giovanni Giannini pensò alla compilazione di un "Inventario dei Manoscritti della Biblioteca Guarnacci di Volterra", dove erano elencati trecentonovantuno manoscritti, a cui se ne devono aggiungere altri novantadue, donati o acquistati successivamente. Così Gino Funaioli costruì un catalogo per i codici latini e Tommaso Accurti pensò agli incunaboli con il catalogo a stampa. Numerosissimi sono i manoscritti preziosi presenti nella Guarnacciana, come i grandi Passionali e Hymnarii medievali, le Satire di Persio Flacco e l'Arte Poetica di Orazio, i Trionfi di Petrarca con splendide miniature.

Di carattere conservativo e antiquario

La Guarnacciana e l'Archivio Storico Comunale

Il patrimonio della Biblioteca Guarnacci comprende manoscritti (tra cui pregevolissimi codici miniati), incunaboli e numerose cinquecentine. Moltissime sono anche le opere del Seicento - Settecento e la ricchissima sezione locale, autentica e fondamentale memoria storica per Volterra e il suo territorio. Senza dimenticare i vari fondi librari con la loro fisionomia originaria. La raccolta libraria è andata aumentando, grazie ad acquisti, depositi e donazioni, fino a raggiungere l'attuale dimensione di oltre cinquantamila volumi. A carattere conservativo e antiquario si rivela essere una delle più importanti biblioteche storiche della Toscana.

La Biblioteca ha in seno anche l'Archivio Storico Comunale, ricco di sedicimila pezzi circa fra filze e fascicoli e comprensivo di un arco di tempo che va dall'inizio del periodo comunale fino all'Unità d'Italia. L'Archivio, ordinato in base alla natura degli atti, contiene documenti inerenti le Magistrature e gli uffici politici e amministrativi, le finanze comunali, la Dogana del Sale e la sua amministrazione, gabelle, magistrature giudiziarie, monasteri soppressi.

Aperta a tutti

La Biblioteca Comunale

La Biblioteca Comunale è aperta a tutti e mira a garantire a tutti i cittadini il più ampio accesso all'informazione e alla cultura. Mentre la Guarnacciana e l'Archivio Storico Comunale si trovano rispettivamente al primo e al secondo piano di Palazzo Vigilanti, in locali chiusi al pubblico, la Biblioteca Comunale occupa l'intero piano terra dell'edificio ed è totalmente accessibile. Puoi usufruire della sala di lettura, l'emeroteca e l'area bambini.

Ciò che rende più accattivante e familiare la consultazione e la fruizione della Biblioteca è l'accesso diretto ai libri, ai giornali, alle riviste e ai periodici collocati su scaffali aperti, senza dover richiedere alcun permesso. Anche la ricerca dei volumi in sala di lettura è diventata più semplice e snella grazie al sistema di catalogazione applicato (Dewey Decimal Classification): permette di trovare velocemente l'opera che si cerca o si conosce e di verificare la disponibilità della Biblioteca su un sito web apposito. A supporto sono previsti due computer per accedere a una banca dati funzionante e l'insostituibile bibliotecario.

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