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  • Ottobre 7, 2022 19:14 local time

Una dimora dei Lambardi

Le rovine di un antico castello

Proseguendo sulla strada provinciale verso Montecastelli, nel pressi del ponte sul Pavone, che delimita il confine fra i comuni di Pomarance e di Castelnuovo Val di Cecina, si trova, sulla sinistra, una collina che strapiomba sul torrente. Su questo poggio oggi ricoperto da fitta vegetazione sorgeva il castelletto dì Ripapoggioli. La fortificazione fu edificata dai Lombardi forse per garantirsi il controllo della vallata dove scorre il torrente, e da questi nobili, nel Duecento, fu dato in dono alla Repubblica di Volterra insieme a quella di Acquaviva.

Ripapoggioli poi concesse la giurisdizione feudale di tre quarti del luogo al vescovo Ildebrando dei Pannocchieschi per venire, in seguito, acquistato dal Comune di Firenze assieme alla Rocca Sillana. Sembra che la distruzione di questo castelletto, del quale oggi non rimane molto, sia avvenuta a motivo delle sedizioni tra Guelfi e Ghibellini. A metà del Novecento alcuni abitanti della zona ricordavano di avere visto alcuni ruderi di questo antico castelletto o di averne per lo meno sentito parlare, ma oggi la sua memoria è molto vaga. Chi cerca, trova.

Una dimora dei Lambardi

Le rovine di un antico castello

Proseguendo sulla strada provinciale verso Montecastelli, nel pressi del ponte sul Pavone, che delimita il confine fra i comuni di Pomarance e di Castelnuovo Val di Cecina, si trova, sulla sinistra, una collina che strapiomba sul torrente. Su questo poggio oggi ricoperto da fitta vegetazione sorgeva il castelletto dì Ripapoggioli. La fortificazione fu edificata dai Lombardi forse per garantirsi il controllo della vallata dove scorre il torrente, e da questi nobili, nel Duecento, fu dato in dono alla Repubblica di Volterra insieme a quella di Acquaviva.

Ripapoggioli poi concesse la giurisdizione feudale di tre quarti del luogo al vescovo Ildebrando dei Pannocchieschi per venire, in seguito, acquistato dal Comune di Firenze assieme alla Rocca Sillana. Sembra che la distruzione di questo castelletto, del quale oggi non rimane molto, sia avvenuta a motivo delle sedizioni tra Guelfi e Ghibellini. A metà del Novecento alcuni abitanti della zona ricordavano di avere visto alcuni ruderi di questo antico castelletto o di averne per lo meno sentito parlare, ma oggi la sua memoria è molto vaga. Chi cerca, trova.