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  • Ottobre 7, 2022 20:05 local time

A capanna con una navata

Nel centro storico di Montegemoli

La chiesa di San Bartolomeo Apostolo si trova nel centro del borgo di Montegemoli. La si raggiunge da una scalinata fiorita o dalla strada per il castello dopo la piazzetta alta detta il Casalino. Ricordata per la prima volta solo poco prima del Duecento, è arrivata fino a noi subendo diverse modifiche e restauri nel corso dei secoli. Dapprima nel Settecento, poi a metà dell'Ottocento e infine alla fine del secondo millennio.

La sua forma è la più classica delle chiese, si configura a capanna con una sola navata e senza abside. Il suo soffitto si mostrerebbe a capriate, ma nel Settecento è stato voltato e affrescato per dargli una impostazione più moderna. Curiosa la finestrella laterale del presbiterio, sul lato destro queste feritoie si aprivano su tutto il muro e avevano funzioni di punti visuale difensive del borgo. Una chiesa che in casi estremi sapeva diventare anche baluardo militare.

Gli ultimi restauri voluti dall'intera popolazione hanno riportato alla luce una struttura più antica, facendo trasparire la sua chiara impostazione romanica, quasi millenaria. Un luogo di culto diventato caro a tutta la Valdicecina per essere stato insignito come presunto luogo di battesimo di Dante Alighieri, divino poeta.

Le origini del poeta divino

Luogo di battesimo di Dante Alighieri

Quella di Dante è una supposizione che di anno in anno si sta facendo sempre meno leggenda e più realtà. Estenuanti studi hanno dimostrato che sua madre, Bella degli Abati, così come suo fratello, fosse di Montegemoli. Andando in sposa a Alighiero Alighieri si trasferirono a Volterra per motivi di lavoro di lui, ma ritornarono ben presto in terra natia di lei, dalla madre di Bella, come era solito fare nel medioevo nei mesi di assistenza al parto. Vi rimasero anche negli anni successivi, pochi in realtà, perché sua madre morì cinque anni dopo la nascita di Dante; rimasero per evitare vendette da parte dei ghibellini nei confronti di Alighiero guelfo convinto e nella permanenza si ipotizza che l'infante fosse stato battezzato all'interno della Chiesa di San Bartolomeo.

Montegemoli fino a pochi decenni prima aveva la sua fonte battesimale nella grandissima pieve di Micciano, che non sappiamo precisamente quando crollò o fu distrut­ta; Montegemoli però, grazie alla influenza di nobili potenti che ambivano con bramosia al suo castello e alle sue moie del sale, ebbe molto presto un fonte battesimale dove battezzare anche l’Alighieri.

Le opere interne

Una Madonna di grande devozione

Il restauro della chiesa ha permesso di valorizzare alcuni suoi elementi sacri e iconici tra cui l'acquasantiera in alabastro, l'altare principale a mensa rettangolare seicentesca e, soprattutto, la tavola della Madonna delle Grazie. Quest'ultima, devotissima dalla gente del luogo, è una Madonna col melograno e il Bambino, parte di un polittico commissionato a Francesco Neri Guntarini da Volterra da Coluccio Frescolini di Montegemoli. Il pittore volterrano Francesco di Neri era a suo tempo conosciuto come Fran­cesco di “maestro Giotto”.

A mezza chiesa, a destra en­trando, si trova l’altare di San Sebastiano eret­to dalla famiglia dei Pieri come voto di peste, a devozione di tutto il popolo; mentre a sinistra, c’è l’altare della Compagnia del Corpus Domini.

I luoghi di culto di Montegemoli

Oratori e Cappelle minori

Dentro il castello c’è un Oratorio dedica­to a San Michele Arcangelo, di cui è patrona la famiglia Barzottelli. Il cappel­lano vi celebrava sabato domenica e lunedì; oggi apre per la festa dell’8 maggio, apparizione di San Michele e per San Macario con la messa del giorno seguente.

Fuori castello si trova l’Oratorio di San Seba­stiano. A un miglio dal centro di Montegemoli invece si trova la chiesa di San Niccolò a Celli; una volta era parrocchiale autonoma, ma oggi è unita alla Chiesa di San Bartolomeo; apre per la commemorazione di San Macario e per la festa titolare del 6 dicembre. La famiglia Guidi, affittuari dei beni, erano molto devoti al cattolicesimo. Lo si evince anche dal fatto che avevano eretto un Oratorio di Santa Caterina alla loro villa di Serra.

Nei borghi piccoli le chiese sono luoghi sociali, incentivano l'aggregazione e la coesione comunitaria verso le opere di bene. Montegemoli percepisce molto la realtà cattolica, non a caso il loro evento più apprezzato si raccoglie intorno alla esposizione di quasi cento presepi realizzati con materiali e tecniche diverse.

A capanna con una navata

Nel centro storico di Montegemoli

La chiesa di San Bartolomeo Apostolo si trova nel centro del borgo di Montegemoli. La si raggiunge da una scalinata fiorita o dalla strada per il castello dopo la piazzetta alta detta il Casalino. Ricordata per la prima volta solo poco prima del Duecento, è arrivata fino a noi subendo diverse modifiche e restauri nel corso dei secoli. Dapprima nel Settecento, poi a metà dell'Ottocento e infine alla fine del secondo millennio.

La sua forma è la più classica delle chiese, si configura a capanna con una sola navata e senza abside. Il suo soffitto si mostrerebbe a capriate, ma nel Settecento è stato voltato e affrescato per dargli una impostazione più moderna. Curiosa la finestrella laterale del presbiterio, sul lato destro queste feritoie si aprivano su tutto il muro e avevano funzioni di punti visuale difensive del borgo. Una chiesa che in casi estremi sapeva diventare anche baluardo militare.

Gli ultimi restauri voluti dall'intera popolazione hanno riportato alla luce una struttura più antica, facendo trasparire la sua chiara impostazione romanica, quasi millenaria. Un luogo di culto diventato caro a tutta la Valdicecina per essere stato insignito come presunto luogo di battesimo di Dante Alighieri, divino poeta.

Le origini del poeta divino

Luogo di battesimo di Dante Alighieri

Quella di Dante è una supposizione che di anno in anno si sta facendo sempre meno leggenda e più realtà. Estenuanti studi hanno dimostrato che sua madre, Bella degli Abati, così come suo fratello, fosse di Montegemoli. Andando in sposa a Alighiero Alighieri si trasferirono a Volterra per motivi di lavoro di lui, ma ritornarono ben presto in terra natia di lei, dalla madre di Bella, come era solito fare nel medioevo nei mesi di assistenza al parto. Vi rimasero anche negli anni successivi, pochi in realtà, perché sua madre morì cinque anni dopo la nascita di Dante; rimasero per evitare vendette da parte dei ghibellini nei confronti di Alighiero guelfo convinto e nella permanenza si ipotizza che l'infante fosse stato battezzato all'interno della Chiesa di San Bartolomeo.

Montegemoli fino a pochi decenni prima aveva la sua fonte battesimale nella grandissima pieve di Micciano, che non sappiamo precisamente quando crollò o fu distrut­ta; Montegemoli però, grazie alla influenza di nobili potenti che ambivano con bramosia al suo castello e alle sue moie del sale, ebbe molto presto un fonte battesimale dove battezzare anche l’Alighieri.

Le opere interne

Una Madonna di grande devozione

Il restauro della chiesa ha permesso di valorizzare alcuni suoi elementi sacri e iconici tra cui l'acquasantiera in alabastro, l'altare principale a mensa rettangolare seicentesca e, soprattutto, la tavola della Madonna delle Grazie. Quest'ultima, devotissima dalla gente del luogo, è una Madonna col melograno e il Bambino, parte di un polittico commissionato a Francesco Neri Guntarini da Volterra da Coluccio Frescolini di Montegemoli. Il pittore volterrano Francesco di Neri era a suo tempo conosciuto come Fran­cesco di “maestro Giotto”.

A mezza chiesa, a destra en­trando, si trova l’altare di San Sebastiano eret­to dalla famiglia dei Pieri come voto di peste, a devozione di tutto il popolo; mentre a sinistra, c’è l’altare della Compagnia del Corpus Domini.

I luoghi di culto di Montegemoli

Oratori e Cappelle minori

Dentro il castello c’è un Oratorio dedica­to a San Michele Arcangelo, di cui è patrona la famiglia Barzottelli. Il cappel­lano vi celebrava sabato domenica e lunedì; oggi apre per la festa dell’8 maggio, apparizione di San Michele e per San Macario con la messa del giorno seguente.

Fuori castello si trova l’Oratorio di San Seba­stiano. A un miglio dal centro di Montegemoli invece si trova la chiesa di San Niccolò a Celli; una volta era parrocchiale autonoma, ma oggi è unita alla Chiesa di San Bartolomeo; apre per la commemorazione di San Macario e per la festa titolare del 6 dicembre. La famiglia Guidi, affittuari dei beni, erano molto devoti al cattolicesimo. Lo si evince anche dal fatto che avevano eretto un Oratorio di Santa Caterina alla loro villa di Serra.

Nei borghi piccoli le chiese sono luoghi sociali, incentivano l'aggregazione e la coesione comunitaria verso le opere di bene. Montegemoli percepisce molto la realtà cattolica, non a caso il loro evento più apprezzato si raccoglie intorno alla esposizione di quasi cento presepi realizzati con materiali e tecniche diverse.