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  • Ottobre 7, 2022 15:30 local time

Eretta nel Seicento

Chiesetta della Misericordia

Come ormai risaputo, nel medioevo, non vi era città, castello o villag­gio dove non fossero fondati sodalizi che, sia per culto sia per pietà o misericordia, univano persone al soccorso degli ammalati, dei morenti e degli appestati. Con tali intenti a Pomarance nacque la Confraternita della Misericordia. La loro opera, a seconda dei casi di malattia consisteva sia nelle cure che alla meno peggio potevano essere prodigate, sia nel trasporto in ospedale o al lazzaretto. In altri casi, quelli irrimedia­bili, invece si prodigavano per il funerale ed il seppellimento.

Avevano sede alla fine della breve discesa di Via Costarella, all'interno della piccola Chiesa della Misericordia dedicata a San Carlo Borromeo. Questo luogo di culto fu eretto nel Seicento, come riporta una epigrafe sopra la porta, a spese del Prete Cesare di Giovanni Matteo, nipote del cosmografo Antonio Santucci. Fino alla metà dell'Ottocento non era altro che una spoglia cappella di proprietà privata dei Marchionneschi, ma dopo l'acquisto effettuato dalla Misericordia è stata oggetto di restauri e rimaneggiamenti che l'hanno profondamente abbellita.

Apertura occasionale

All'interno del borgo di Pomarance

La facciata, distinguibile dagli altri edifici per il suo spiccato colore ocra, riporta in alto il simbolo della Misericordia: stemma circolare con all'interno la croce latina e le lettere F e M a caratteri pseudo gotici, che stanno a significare "Fraternita di Misericordia”.

La Chiesa di San Carlo Borromeo non ha mol­te opere di valore, ma destano l'attenzione l'acquasantiera a muro con inciso lo stemma dei Santucci, una la­pide che onora il dottor Valchierotti nonché secondo fondatore della chiesa e due lapidi dedicate ai fratelli De Larderel sostenitori economici della fraternita. Le cinque lapidi in marmo così elencate scan­discono il tempo come un libro e, oltre ad arricchire la chiesa, sono memori degli av­venimenti e dell’opera di queste degne persone.

L’insieme della chiesa, più volte rimaneg­giata, si presenta bene ai fedeli che numerosi vi affluiscono nel mese di no­vembre per la Messa Vespertina officia­ta a nome dei defunti iscritti alla Miseri­cordia e deceduti nell’annata in corso. Ricordare questa funzione religiosa è compito delle due piccole campane, una del Cinquecento, l'altra dell'Ottocento, poste nel­la cella del campani­le retrostante.

Eretta nel Seicento

Chiesetta della Misericordia

Come ormai risaputo, nel medioevo, non vi era città, castello o villag­gio dove non fossero fondati sodalizi che, sia per culto sia per pietà o misericordia, univano persone al soccorso degli ammalati, dei morenti e degli appestati. Con tali intenti a Pomarance nacque la Confraternita della Misericordia. La loro opera, a seconda dei casi di malattia consisteva sia nelle cure che alla meno peggio potevano essere prodigate, sia nel trasporto in ospedale o al lazzaretto. In altri casi, quelli irrimedia­bili, invece si prodigavano per il funerale ed il seppellimento.

Avevano sede alla fine della breve discesa di Via Costarella, all'interno della piccola Chiesa della Misericordia dedicata a San Carlo Borromeo. Questo luogo di culto fu eretto nel Seicento, come riporta una epigrafe sopra la porta, a spese del Prete Cesare di Giovanni Matteo, nipote del cosmografo Antonio Santucci. Fino alla metà dell'Ottocento non era altro che una spoglia cappella di proprietà privata dei Marchionneschi, ma dopo l'acquisto effettuato dalla Misericordia è stata oggetto di restauri e rimaneggiamenti che l'hanno profondamente abbellita.

Apertura occasionale

All'interno del borgo di Pomarance

La facciata, distinguibile dagli altri edifici per il suo spiccato colore ocra, riporta in alto il simbolo della Misericordia: stemma circolare con all'interno la croce latina e le lettere F e M a caratteri pseudo gotici, che stanno a significare "Fraternita di Misericordia”.

La Chiesa di San Carlo Borromeo non ha mol­te opere di valore, ma destano l'attenzione l'acquasantiera a muro con inciso lo stemma dei Santucci, una la­pide che onora il dottor Valchierotti nonché secondo fondatore della chiesa e due lapidi dedicate ai fratelli De Larderel sostenitori economici della fraternita. Le cinque lapidi in marmo così elencate scan­discono il tempo come un libro e, oltre ad arricchire la chiesa, sono memori degli av­venimenti e dell’opera di queste degne persone.

L’insieme della chiesa, più volte rimaneg­giata, si presenta bene ai fedeli che numerosi vi affluiscono nel mese di no­vembre per la Messa Vespertina officia­ta a nome dei defunti iscritti alla Miseri­cordia e deceduti nell’annata in corso. Ricordare questa funzione religiosa è compito delle due piccole campane, una del Cinquecento, l'altra dell'Ottocento, poste nel­la cella del campani­le retrostante.