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  • Ottobre 7, 2022 20:05 local time

Sul pianoro più alto del borgo

Chiesa di Micciano

Se figurassimo il borgo di Micciano come il corpo dei palchi di un teatro all'italiana, la Chiesa di San Michele Arcangelo si troverebbe protagonista sul palcoscenico. Gli edifici abitativi del paese si raccolgono lungo un semicerchio sul lato sinistro della Via di Castello, mentre la chiesa trova posizione centrale sul suo lato destro. Si erge su di un grande costone roccioso dove si possono trovare alcuni superstiti dell'antico incastellamento medievale, come, ad esempio, una porzione muraria che attorniava il Cassero.

Alla chiesa vi si accede da tre scalinate: entrambe raggiungono il pianoro più alto di Micciano, dal quale, come un balcone naturale permette di vedere un panorama interessante sul paese sottostante. Da una parte si distingue uno scorcio urbano e naturalistico sulla Valdicecina, dall'altra si può ammirare gli esterni della chiesa ottocentesca, in pietra arenaria e mattoni rossi. Sulla facciata si apre un semplice portale sormontato da una lunetta, sul retro spunta invece un campanile a vela dove sono collocate due campane: la più piccola reca la data 1286, acquisita dall'antica Pieve di Micciano

In sostituzione dell'antica pieve

Una navata con capriate

La chiesa ha origini ottocentesche e fu costruita in sostituzione della antica pieve, rimasta isolata dallo sviluppo edilizio moderno. In epoche più recenti fu costretta a chiudere perchè inagibile, ma dalla fine del Novecento, a fronte di un importante restauro, vi si celebra la messa ogni prima domenica del mese. Degna di nota, anche in semplice visita turistica, è la celebrazione della festa dell'Ascensione che in tempi addietro si teneva con lunghe processioni notturne, ricchi festeggiamenti e grande concorso di popolo.

Durante le occasionali aperture è possibile ammirare gli interni che si sviluppano in un'unica navata con copertura a capriate. Sull'altare maggiore vi è custodita la tela raffigurante la Madonna del Carmine con San Giovanni e San Michele di artista toscano del Cinquecento, di buona fattura, qui trasportata dalla pieve vecchia dove era collocata su un altare costruito nella prima metà del Settecento con colonne in pietra caritate piorum.

Sul pianoro più alto del borgo

Chiesa di Micciano

Se figurassimo il borgo di Micciano come il corpo dei palchi di un teatro all'italiana, la Chiesa di San Michele Arcangelo si troverebbe protagonista sul palcoscenico. Gli edifici abitativi del paese si raccolgono lungo un semicerchio sul lato sinistro della Via di Castello, mentre la chiesa trova posizione centrale sul suo lato destro. Si erge su di un grande costone roccioso dove si possono trovare alcuni superstiti dell'antico incastellamento medievale, come, ad esempio, una porzione muraria che attorniava il Cassero.

Alla chiesa vi si accede da tre scalinate: entrambe raggiungono il pianoro più alto di Micciano, dal quale, come un balcone naturale permette di vedere un panorama interessante sul paese sottostante. Da una parte si distingue uno scorcio urbano e naturalistico sulla Valdicecina, dall'altra si può ammirare gli esterni della chiesa ottocentesca, in pietra arenaria e mattoni rossi. Sulla facciata si apre un semplice portale sormontato da una lunetta, sul retro spunta invece un campanile a vela dove sono collocate due campane: la più piccola reca la data 1286, acquisita dall'antica Pieve di Micciano

In sostituzione dell'antica pieve

Una navata con capriate

La chiesa ha origini ottocentesche e fu costruita in sostituzione della antica pieve, rimasta isolata dallo sviluppo edilizio moderno. In epoche più recenti fu costretta a chiudere perchè inagibile, ma dalla fine del Novecento, a fronte di un importante restauro, vi si celebra la messa ogni prima domenica del mese. Degna di nota, anche in semplice visita turistica, è la celebrazione della festa dell'Ascensione che in tempi addietro si teneva con lunghe processioni notturne, ricchi festeggiamenti e grande concorso di popolo.

Durante le occasionali aperture è possibile ammirare gli interni che si sviluppano in un'unica navata con copertura a capriate. Sull'altare maggiore vi è custodita la tela raffigurante la Madonna del Carmine con San Giovanni e San Michele di artista toscano del Cinquecento, di buona fattura, qui trasportata dalla pieve vecchia dove era collocata su un altare costruito nella prima metà del Settecento con colonne in pietra caritate piorum.