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  • Dicembre 9, 2022 15:41 local time

Dalle ceneri di una chiesa medievale

La parrocchia di Casale

Casale Marittimo resistette al terremoto di metà Ottocento che colpì gran parte delle colline pisane, ma si arrese a quello avvenuto trent'anni dopo di epicentro più vicino, anche se di minore entità. Gravi furono i danni riportati fuori e dentro il borgo tra cui quelli subiti dalla antichissima Chiesa di Sant'Andrea risalente al medioevo. La chiesa che oggi possiamo comunque ammirare fuori dalle mura del castello è ovviamente frutto di una nuova costruzione e nulla lascia trasparire del suo glorioso passato, se non un velato tributo architettonico.

La sua struttura a pianta rettangolare ad una sola navata e la sua facciata a capanna con muratura a bozze riprende l'estetica simil medievale caratterizzante la Valdicecina; uno stile rurale e rustico con pietra serena che volge lo sguardo verso le influenze volterrane. La facciata è preceduta da due alberi, a sentinella del bel portale in legno sormontato da un bassorilievo novecentesco con la figura di Sant'Andrea di Alberto Sparapani. Al di sopra delle chiome degli alberi l'attenzione viene catturata da un grande rosone invetriato.

In fondo ad un viale alberato

Tra i filari di lecci

La chiesa non ha un sagrato ma in compenso è avvalorata da un ingresso trionfale marcato dalla bellezza di Piazza della Chiesa che con l'uso di un viale alberato fa indirizzare lo sguardo in fondo alla passeggiata dove si erge il luogo di culto. Piazza della Chiesa si distribuisce su un rettilineo ombroso con quattro filari di lecci, tanti quanti i soldati casalesi caduti durante la prima guerra mondiale; sono tanti, motivo per il quale il sole difficilmente trova il suo posto nello scorcio così presentato.

Il campanile rimane dietro, non si vede sul frontale, ma ha una scultura simbolica rappresentante Dio, luce e salvezza del mondo, che ferma la barca alla deriva ancorandola alla croce, anch'essa opera di Alberto Sparapani, casalese di nascita. Gli interni hanno una copertura a capriate in legno e sono abbelliti da affreschi moderni di Stefano Ghezzani. Semplice nel suo arredo, colpisce un'acquasantiera ricavata da un capitello antico e una sedia liturgica con cui braccioli a zampe di fiera provenienti dalla villa romana qui vicina, alcune vetrate Trecento ed un'icona russa con la Madonna col Bambino.

Dalle ceneri di una chiesa medievale

La parrocchia di Casale

Casale Marittimo resistette al terremoto di metà Ottocento che colpì gran parte delle colline pisane, ma si arrese a quello avvenuto trent'anni dopo di epicentro più vicino, anche se di minore entità. Gravi furono i danni riportati fuori e dentro il borgo tra cui quelli subiti dalla antichissima Chiesa di Sant'Andrea risalente al medioevo. La chiesa che oggi possiamo comunque ammirare fuori dalle mura del castello è ovviamente frutto di una nuova costruzione e nulla lascia trasparire del suo glorioso passato, se non un velato tributo architettonico.

La sua struttura a pianta rettangolare ad una sola navata e la sua facciata a capanna con muratura a bozze riprende l'estetica simil medievale caratterizzante la Valdicecina; uno stile rurale e rustico con pietra serena che volge lo sguardo verso le influenze volterrane. La facciata è preceduta da due alberi, a sentinella del bel portale in legno sormontato da un bassorilievo novecentesco con la figura di Sant'Andrea di Alberto Sparapani. Al di sopra delle chiome degli alberi l'attenzione viene catturata da un grande rosone invetriato.

In fondo ad un viale alberato

Tra i filari di lecci

La chiesa non ha un sagrato ma in compenso è avvalorata da un ingresso trionfale marcato dalla bellezza di Piazza della Chiesa che con l'uso di un viale alberato fa indirizzare lo sguardo in fondo alla passeggiata dove si erge il luogo di culto. Piazza della Chiesa si distribuisce su un rettilineo ombroso con quattro filari di lecci, tanti quanti i soldati casalesi caduti durante la prima guerra mondiale; sono tanti, motivo per il quale il sole difficilmente trova il suo posto nello scorcio così presentato.

Il campanile rimane dietro, non si vede sul frontale, ma ha una scultura simbolica rappresentante Dio, luce e salvezza del mondo, che ferma la barca alla deriva ancorandola alla croce, anch'essa opera di Alberto Sparapani, casalese di nascita. Gli interni hanno una copertura a capriate in legno e sono abbelliti da affreschi moderni di Stefano Ghezzani. Semplice nel suo arredo, colpisce un'acquasantiera ricavata da un capitello antico e una sedia liturgica con cui braccioli a zampe di fiera provenienti dalla villa romana qui vicina, alcune vetrate Trecento ed un'icona russa con la Madonna col Bambino.