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  • Ottobre 7, 2022 19:39 local time

Dopo il terremoto

L'oratorio restaurato

La chiesa della Santissima Annunziata, adiacente al Palazzo comunale, oggi declassata a oratorio, venne probabilmente eretta nella metà del Quattrocento, ma il terremoto pervenuto alla fine dell'Ottocento in Toscana portò a definire dei rinnovamenti che ne hanno stravolto in parte la sua estetica originale. La facciata che vediamo adesso, ad esempio, risale agli anni Trenta del secolo scorso; è arricchita da due colonne in pietra sormontate da capitelli, così come il portale principale con un timpano a cornice rilevata, interrotto nella parte centrale, da un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione. Sulla sommità si trovano i busti in terracotta di San Sebastiano e di San Rocco.

All'interno, è presente una nicchia che custodisce due splendide sculture in terracotta dipinta con la Madonna e l'Angelo annunciante; queste due opere, presenti qui sin dalla fine del Cinquecento, sono simboli importanti per la comunità di Montescudaio nati da un fervente culto mariano.

Al centro dell'unica navata si trova la tomba di Benedetto Cancellieri, importante proprietario terriero della zona e rinomato chirurgo dell'Ottocento.

La processione della Madonna

Una tradizione cinquennale

Ogni cinque anni per nove giorni Montescudaio si veste a festa con le vie illuminate come un presepe notturno. I festeggiamenti per la Santissima Annunziata si svolgono con un rito quinquennale, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, iniziati dai reduci locali che fecero ritorno al paese. Per ringraziare la Madonna di averli salvati dalla lunghissima guerra la comunità decise di portare in processione per il centro la statua che si trova nella nicchia della chiesa della Compagnia. Ancora oggi è rimasta una tradizione sentita.

La processione arriva fino a Fiorino, frazione moderna del Comune, dove il Vescovo della Diocesi di Volterra celebra la funzione inaugurale con i sacerdoti di zona. Al termine del rito la statua viene portata alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, per poi, nei giorni a seguire, fare visita ad ogni rione del territorio, passando quindi per Borgo, Piazza, Piazzetta e Campagna. Al ritorno, verso la cappella di origine si tiene una messa in suffragio dei defunti.

Tradizioni per Sant'Antonio Abate

Animali benedetti

Montescudaio ha una grande sintonia con la natura che lo circonda e sebbene questo sia un territorio avvezzo alla cacciagione, come del resto tutta la Val di Cecina, è molto legato al patrono degli animali.

Per Sant'Antonio Abate i residenti fanno gran festa e portano avanti un rito molto curioso, unico per certi versi, dove per l'occasione portano all'interno della Chiesa della Santissima Annunziata i propri animali domestici e di allevamento per benedirli. Un appuntamento fisso del paese, al quale nessun cittadino vuole mancare.

Questo rito particolare rafforza ogni anno sempre di più la promessa fatta agli inizi del Duemila, in cui il Comune stipulò un preciso regolamento che prevede il rispetto e la tutela degli animali, vietando anche i circhi che sfruttano gli animali per gli spettacoli; oggi forse, in un mondo che va verso una direzione sempre più ambientalista, può non sembrare una novità, ma al tempo fu una scelta decisamente controcorrente.

Dopo il terremoto

L'oratorio restaurato

La chiesa della Santissima Annunziata, adiacente al Palazzo comunale, oggi declassata a oratorio, venne probabilmente eretta nella metà del Quattrocento, ma il terremoto pervenuto alla fine dell'Ottocento in Toscana portò a definire dei rinnovamenti che ne hanno stravolto in parte la sua estetica originale. La facciata che vediamo adesso, ad esempio, risale agli anni Trenta del secolo scorso; è arricchita da due colonne in pietra sormontate da capitelli, così come il portale principale con un timpano a cornice rilevata, interrotto nella parte centrale, da un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione. Sulla sommità si trovano i busti in terracotta di San Sebastiano e di San Rocco.

All'interno, è presente una nicchia che custodisce due splendide sculture in terracotta dipinta con la Madonna e l'Angelo annunciante; queste due opere, presenti qui sin dalla fine del Cinquecento, sono simboli importanti per la comunità di Montescudaio nati da un fervente culto mariano.

Al centro dell'unica navata si trova la tomba di Benedetto Cancellieri, importante proprietario terriero della zona e rinomato chirurgo dell'Ottocento.

La processione della Madonna

Una tradizione cinquennale

Ogni cinque anni per nove giorni Montescudaio si veste a festa con le vie illuminate come un presepe notturno. I festeggiamenti per la Santissima Annunziata si svolgono con un rito quinquennale, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, iniziati dai reduci locali che fecero ritorno al paese. Per ringraziare la Madonna di averli salvati dalla lunghissima guerra la comunità decise di portare in processione per il centro la statua che si trova nella nicchia della chiesa della Compagnia. Ancora oggi è rimasta una tradizione sentita.

La processione arriva fino a Fiorino, frazione moderna del Comune, dove il Vescovo della Diocesi di Volterra celebra la funzione inaugurale con i sacerdoti di zona. Al termine del rito la statua viene portata alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, per poi, nei giorni a seguire, fare visita ad ogni rione del territorio, passando quindi per Borgo, Piazza, Piazzetta e Campagna. Al ritorno, verso la cappella di origine si tiene una messa in suffragio dei defunti.

Tradizioni per Sant'Antonio Abate

Animali benedetti

Montescudaio ha una grande sintonia con la natura che lo circonda e sebbene questo sia un territorio avvezzo alla cacciagione, come del resto tutta la Val di Cecina, è molto legato al patrono degli animali.

Per Sant'Antonio Abate i residenti fanno gran festa e portano avanti un rito molto curioso, unico per certi versi, dove per l'occasione portano all'interno della Chiesa della Santissima Annunziata i propri animali domestici e di allevamento per benedirli. Un appuntamento fisso del paese, al quale nessun cittadino vuole mancare.

Questo rito particolare rafforza ogni anno sempre di più la promessa fatta agli inizi del Duemila, in cui il Comune stipulò un preciso regolamento che prevede il rispetto e la tutela degli animali, vietando anche i circhi che sfruttano gli animali per gli spettacoli; oggi forse, in un mondo che va verso una direzione sempre più ambientalista, può non sembrare una novità, ma al tempo fu una scelta decisamente controcorrente.