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  • Ottobre 7, 2022 19:58 local time

Suffraganea della Pieve di Morba

Chiesa della Leccia

La chiesa principale della Leccia, dedicata a San Bartolomeo, fu una suffraganea della Pieve di Morba, i cui resti sono ancora ben visibili vicino Larderello.

Le sue origini risalgono ai tempi in cui il Castello della Leccia era uno dei tanti centri fortificati che sorgevano a sud del territorio volterrano; il castello, il cui nome traeva origine dalle foreste di lecci che anche allora ricoprivano le colline che dividono le sorgenti del Cornia dalla Valle del Pavone, era già noto agli albori del secondo millennio.

La chiesa di San Bartolomeo, nonostante abbia mantenuto intatto il suo aspetto medievale, ha subito profonde modifiche che ne hanno alterato l'aspetto originario duecentesco. Le prime variazioni e ampliamenti strutturali furono fatte in merito alla sua nuova titolazione di chiesa parrocchiale; nei primi del Quattrocento, infatti, quando la Pieve di Morba venne abbandonata, le rettorie satelliti acquisirono una gradazione maggiore. Ad esempio fu possibile dotarla di una fonte battesimale.

Imponente e medievale

Situato all'inizio del borgo

Una volta giunti all'ingresso della parte più storica del borgo, la chiesa si esprime in tutta la sua altezza sul lato sinistro dell'unica via di accesso de La Leccia. Da qui mostra la sua facciata retrostante, che elevata al di sopra del muretto di contenimento della strada sottostante pare davvero mastodontica. La parete è per lo più spoglia, a faccia vista, dotata di alcune feritoie, di un piccolo rosone e di una porta rettangolare con la soglia più elevata al pian terreno, quasi come se vi mancassero delle scale.

Per raggiungere l'ingresso principale è necessario circumnavigare l'edificio, salendo su per il borgo. Dalla nuova prospettiva è possibile ammirare un campanile a vela dove è collocata una campana del Seicento, donata dagli abitanti scampati dalla peste, e una campana del Trecento proveniente forse dall'oratorio scomparso intitolato alla Madonna del Latte, che sorgeva vicino al paese nei pressi del fiume Cornia. Al suo interno è custodita la tela raffigurante la Madonna del Libro, centro della devozione mariana nel territorio, attribuita a Matteo de' Gondi e qui trasferita nella metà del Novecento dal suo Santuario della Madonna del Libro, al tempo pericolante.

Suffraganea della Pieve di Morba

Chiesa della Leccia

La chiesa principale della Leccia, dedicata a San Bartolomeo, fu una suffraganea della Pieve di Morba, i cui resti sono ancora ben visibili vicino Larderello.

Le sue origini risalgono ai tempi in cui il Castello della Leccia era uno dei tanti centri fortificati che sorgevano a sud del territorio volterrano; il castello, il cui nome traeva origine dalle foreste di lecci che anche allora ricoprivano le colline che dividono le sorgenti del Cornia dalla Valle del Pavone, era già noto agli albori del secondo millennio.

La chiesa di San Bartolomeo, nonostante abbia mantenuto intatto il suo aspetto medievale, ha subito profonde modifiche che ne hanno alterato l'aspetto originario duecentesco. Le prime variazioni e ampliamenti strutturali furono fatte in merito alla sua nuova titolazione di chiesa parrocchiale; nei primi del Quattrocento, infatti, quando la Pieve di Morba venne abbandonata, le rettorie satelliti acquisirono una gradazione maggiore. Ad esempio fu possibile dotarla di una fonte battesimale.

Imponente e medievale

Situato all'inizio del borgo

Una volta giunti all'ingresso della parte più storica del borgo, la chiesa si esprime in tutta la sua altezza sul lato sinistro dell'unica via di accesso de La Leccia. Da qui mostra la sua facciata retrostante, che elevata al di sopra del muretto di contenimento della strada sottostante pare davvero mastodontica. La parete è per lo più spoglia, a faccia vista, dotata di alcune feritoie, di un piccolo rosone e di una porta rettangolare con la soglia più elevata al pian terreno, quasi come se vi mancassero delle scale.

Per raggiungere l'ingresso principale è necessario circumnavigare l'edificio, salendo su per il borgo. Dalla nuova prospettiva è possibile ammirare un campanile a vela dove è collocata una campana del Seicento, donata dagli abitanti scampati dalla peste, e una campana del Trecento proveniente forse dall'oratorio scomparso intitolato alla Madonna del Latte, che sorgeva vicino al paese nei pressi del fiume Cornia. Al suo interno è custodita la tela raffigurante la Madonna del Libro, centro della devozione mariana nel territorio, attribuita a Matteo de' Gondi e qui trasferita nella metà del Novecento dal suo Santuario della Madonna del Libro, al tempo pericolante.