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  • Ottobre 7, 2022 19:02 local time

Lungo le cerchie murarie

Le porte del Castello di Pomarance

Il castello di Pomarance sin dal Quattrocento si presentava racchiuso da un’ampia cer­chia muraria che, dalla torre delle Roc­che fino alla porta Orciolina, arrivando alla porta Volterrana e proseguendo oltre la porta a Casolle, ave­va racchiuso dentro di sé le altre cinte mu­rarie più antiche dette di Cassero e di Pia­no. La cinta muraria moderna era protetta da baluardi che davano la possibilità di acce­dere all’interno del castello tramite tre porte esterne e quattro interne. Le porte esterne erano la Porta Volter­rana, la Porta Orciolina e la Porta a Casolle; quelle interne invece erano la Porta alla Pie­ve, la Porta Nuova, la Porta al Peso e la Porta di Piano.

Di queste ne rimangono visibili oggi so­lamente tre: la Porta a Casolle, la Porta al Peso e la Porta alla Pie­ve che fu ricostruita ex novo negli ultimi anni dell’Ottocento. Delle altre non rimangono generalmente che ampie aperture di cui è rimasto solo il nome iscritto talvolta su lapidi in tufo o porcellana come nel caso della Porta Nuova di cui è rimasta solo la nomencla­tura.

Una delle testimonianze storiche del castello

Porta che guarda Casole

Questa porta era uno dei principali accessi al castello di Pomarance e ne mantiene tutta la sua antica bellezza. La possiamo ammirare nel suo stato originario dopo l’inter­vento di restauro, avvenuto alla fine del Novecento, che non solo ha permesso di valorizzare la piazza adiacente, ma anche una delle poche testimonianze storiche ancora esistenti nel paese.

Per i lunghi viaggi, da qui si dipartiva una delle strade medievali in direzione di levante verso le pericolose foreste di Berignone e soprattutto verso Casole, da cui ne deriva la nomenclatura ufficiale della porta.

Dai pomarancini la Porta a Casolle veniva volgarmente chiamata Porta di Piazza, per il suo essere antistante Piazza Cavour; Por­ta a Selice, a testimoniare l’antico selciato che era collocato sulla sua strada, o Porta alla Fonte, in riferimento alla antica fonte di Cannerj del borgo, appena fuori le mura castellane.

Prima del Cinquecento

Porta e anteporta

Databile attorno all'anno Mille, risalente all’edificazione della prima cerchia muraria del castello medioevale, è certa­mente una delle più remote porte che si possono vedere nella parte più antica del centro storico di Pomarance. La Porta di Piazza fu concepita architet­tonicamente in dimensioni notevolmente ristrette, infatti risulta avere un'altezza poco più bassa dei tre metri ed una larghezza di due circa. Costruita con un arco a sesto ribassa­to presenta ancora ben conservate nel­la parte interna dell’archivolto due ban­delle scolpite in tufo nelle quali ruotava­no gli arpioni del portale in legno.

La Porta di Piazza fin dalla sua costruzione era munita della caratteristica piom­batoia e protetta lateralmente da un grosso torrione quadrangolare di cui an­cora oggi è possibile vederne alcune trac­ce. Questa era protetta inoltre da un'anteporta che risulta essere ristrutturata poco prima del Cinquecento. All’interno dell'anteporta era edificato an­che un ambiente nel quale potevano ri­pararsi le guardie che sorvegliavano la Porta di Piazza.

Dopo il Quattrocento

Porta e rivellino

Quando nei primi anni del Cinquecento Pomarance fu presa d'assalto dalle soldataglie del Duca Valenti­no capeggiate dal Vitellozzo, le mura castellane e le abitazioni furono danneggiate dai cannoneggiamenti.

Pur non riuscendo a saccheggiarlo, i danni subiti furono comunque di una certa entità e i restauri conseguiti molto costosi; una vittoria magra che spinse il Comune a costruire un ri­vellino di prevenzione all’esterno delle mura castellane nei pressi della porta di Porta a Casolle. Il rivellino era una fortificazione temporanea, ma assumeva una certa importanza strategica dal punto di vista bellico. La zona così sorvegliata garantiva una certa tranquillità ai suoi residenti, così sicura da costruirvici anche la sede del Comune di Pomarance. Il rivellino vi rimase fino alla fine del Cinquecento per poi fare spazio ad altri edifici di un borgo sempre più in espansione.

Lungo le cerchie murarie

Le porte del Castello di Pomarance

Il castello di Pomarance sin dal Quattrocento si presentava racchiuso da un’ampia cer­chia muraria che, dalla torre delle Roc­che fino alla porta Orciolina, arrivando alla porta Volterrana e proseguendo oltre la porta a Casolle, ave­va racchiuso dentro di sé le altre cinte mu­rarie più antiche dette di Cassero e di Pia­no. La cinta muraria moderna era protetta da baluardi che davano la possibilità di acce­dere all’interno del castello tramite tre porte esterne e quattro interne. Le porte esterne erano la Porta Volter­rana, la Porta Orciolina e la Porta a Casolle; quelle interne invece erano la Porta alla Pie­ve, la Porta Nuova, la Porta al Peso e la Porta di Piano.

Di queste ne rimangono visibili oggi so­lamente tre: la Porta a Casolle, la Porta al Peso e la Porta alla Pie­ve che fu ricostruita ex novo negli ultimi anni dell’Ottocento. Delle altre non rimangono generalmente che ampie aperture di cui è rimasto solo il nome iscritto talvolta su lapidi in tufo o porcellana come nel caso della Porta Nuova di cui è rimasta solo la nomencla­tura.

Una delle testimonianze storiche del castello

Porta che guarda Casole

Questa porta era uno dei principali accessi al castello di Pomarance e ne mantiene tutta la sua antica bellezza. La possiamo ammirare nel suo stato originario dopo l’inter­vento di restauro, avvenuto alla fine del Novecento, che non solo ha permesso di valorizzare la piazza adiacente, ma anche una delle poche testimonianze storiche ancora esistenti nel paese.

Per i lunghi viaggi, da qui si dipartiva una delle strade medievali in direzione di levante verso le pericolose foreste di Berignone e soprattutto verso Casole, da cui ne deriva la nomenclatura ufficiale della porta.

Dai pomarancini la Porta a Casolle veniva volgarmente chiamata Porta di Piazza, per il suo essere antistante Piazza Cavour; Por­ta a Selice, a testimoniare l’antico selciato che era collocato sulla sua strada, o Porta alla Fonte, in riferimento alla antica fonte di Cannerj del borgo, appena fuori le mura castellane.

Prima del Cinquecento

Porta e anteporta

Databile attorno all'anno Mille, risalente all’edificazione della prima cerchia muraria del castello medioevale, è certa­mente una delle più remote porte che si possono vedere nella parte più antica del centro storico di Pomarance. La Porta di Piazza fu concepita architet­tonicamente in dimensioni notevolmente ristrette, infatti risulta avere un'altezza poco più bassa dei tre metri ed una larghezza di due circa. Costruita con un arco a sesto ribassa­to presenta ancora ben conservate nel­la parte interna dell’archivolto due ban­delle scolpite in tufo nelle quali ruotava­no gli arpioni del portale in legno.

La Porta di Piazza fin dalla sua costruzione era munita della caratteristica piom­batoia e protetta lateralmente da un grosso torrione quadrangolare di cui an­cora oggi è possibile vederne alcune trac­ce. Questa era protetta inoltre da un'anteporta che risulta essere ristrutturata poco prima del Cinquecento. All’interno dell'anteporta era edificato an­che un ambiente nel quale potevano ri­pararsi le guardie che sorvegliavano la Porta di Piazza.

Dopo il Quattrocento

Porta e rivellino

Quando nei primi anni del Cinquecento Pomarance fu presa d'assalto dalle soldataglie del Duca Valenti­no capeggiate dal Vitellozzo, le mura castellane e le abitazioni furono danneggiate dai cannoneggiamenti.

Pur non riuscendo a saccheggiarlo, i danni subiti furono comunque di una certa entità e i restauri conseguiti molto costosi; una vittoria magra che spinse il Comune a costruire un ri­vellino di prevenzione all’esterno delle mura castellane nei pressi della porta di Porta a Casolle. Il rivellino era una fortificazione temporanea, ma assumeva una certa importanza strategica dal punto di vista bellico. La zona così sorvegliata garantiva una certa tranquillità ai suoi residenti, così sicura da costruirvici anche la sede del Comune di Pomarance. Il rivellino vi rimase fino alla fine del Cinquecento per poi fare spazio ad altri edifici di un borgo sempre più in espansione.