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  • Ottobre 7, 2022 18:11 local time

In pieno centro storico

Ville dei nobili di Montescudaio

Villa Marchionneschi risiede lungo la centralissima via della Madonna. Affiancato al Municipio, questo edificio fu eretto negli anni venti del secolo scorso e riporta l'odonamastica dell'avvocato Giulio Marchionneschi, che ne detenne la proprietà per molti decenni. Il palazzo presentava al piano terra il frantoio per le olive e al primo piano gli alloggi per la servitù; si arrivava, infine, ai granai e ai magazzini di generi vari. L’edificio terminava con una torretta, in ricordo della Villa Elena di Guardistallo, sempre di loro proprietà.

Affrontato un periodo di abbandono prese nuova linfa vitale con l'estro del rinomato artista Stefano Tonelli che qui, al piano terra, vi insediò il suo studio per ben dodici anni. Sulla linea di questo spirito artistico i Caspar, proprietari attuali e produttori cinematografici tedeschi, hanno da pochi anni deciso di aprire al pubblico la prima parte del palazzo per lo sviluppo di mostre ed eventi artistici. I piani superiori della Villa sono invece destinati ad una attività ricettiva di pregio: dormire in una dimora di lusso non è da tutti.

Spirito di paese

Un viale fiorito

Vasi, piante e fiori, sopratutto in primavera. Villa Marchionneschi risiede in una zona molto curata di Montescudaio. Ai lati della via sono numerose le piantumazioni in vaso installate, nell'insieme regalano un piacevole contrasto in verde ad uno scorcio dove la predominanza dei colori tende dal giallo al rosso. I colori caldi sono tipici del borgo e si fanno più evidenti una volta raggiunta la zona di Castello dove le strade intorno le mura difensive e alle terrazze sono lastricate in cotto rosso toscano.

Più delle piante, che bene o male, sono caratteristiche comuni a tanti borghi, stupisce la filosofia locale dell'uscio aperto, della seggiolina di cucina in strada e dei numerosi ceppi di legno abbinati a botti di vino rivisitati come tavolini di fortuna. Una visione idilliaca che lascia un messaggio di semplicità e di fiducia di vicinato e verso il turista di passaggio. Passeggiando di qui sembra di entrar in casa di altri, ma i residenti non curanti della violazione si dilettano alla chiacchiera e al gioco come niente fosse e talvolta con un sorriso bonario come si confà con amici comuni.

In pieno centro storico

Ville dei nobili di Montescudaio

Villa Marchionneschi risiede lungo la centralissima via della Madonna. Affiancato al Municipio, questo edificio fu eretto negli anni venti del secolo scorso e riporta l'odonamastica dell'avvocato Giulio Marchionneschi, che ne detenne la proprietà per molti decenni. Il palazzo presentava al piano terra il frantoio per le olive e al primo piano gli alloggi per la servitù; si arrivava, infine, ai granai e ai magazzini di generi vari. L’edificio terminava con una torretta, in ricordo della Villa Elena di Guardistallo, sempre di loro proprietà.

Affrontato un periodo di abbandono prese nuova linfa vitale con l'estro del rinomato artista Stefano Tonelli che qui, al piano terra, vi insediò il suo studio per ben dodici anni. Sulla linea di questo spirito artistico i Caspar, proprietari attuali e produttori cinematografici tedeschi, hanno da pochi anni deciso di aprire al pubblico la prima parte del palazzo per lo sviluppo di mostre ed eventi artistici. I piani superiori della Villa sono invece destinati ad una attività ricettiva di pregio: dormire in una dimora di lusso non è da tutti.

Spirito di paese

Un viale fiorito

Vasi, piante e fiori, sopratutto in primavera. Villa Marchionneschi risiede in una zona molto curata di Montescudaio. Ai lati della via sono numerose le piantumazioni in vaso installate, nell'insieme regalano un piacevole contrasto in verde ad uno scorcio dove la predominanza dei colori tende dal giallo al rosso. I colori caldi sono tipici del borgo e si fanno più evidenti una volta raggiunta la zona di Castello dove le strade intorno le mura difensive e alle terrazze sono lastricate in cotto rosso toscano.

Più delle piante, che bene o male, sono caratteristiche comuni a tanti borghi, stupisce la filosofia locale dell'uscio aperto, della seggiolina di cucina in strada e dei numerosi ceppi di legno abbinati a botti di vino rivisitati come tavolini di fortuna. Una visione idilliaca che lascia un messaggio di semplicità e di fiducia di vicinato e verso il turista di passaggio. Passeggiando di qui sembra di entrar in casa di altri, ma i residenti non curanti della violazione si dilettano alla chiacchiera e al gioco come niente fosse e talvolta con un sorriso bonario come si confà con amici comuni.