Una storia che viene da lontano

Il gioco della bandiera

Come gli spaghetti, così anche la bandiera, usata come simbolo di guerra o per coreografie, trae le sue origini nella più antica Cina. In epoca più vicina a noi, diverse fonti storiche fanno cenno all'uso della bandiera da parte degli Ebrei, dopo gli Assiri ed i Babilonesi, nei periodi bellici, mentre le stesse bandiere, in periodo di pace, venivano adoperate come segno di gioia durante le più svariate cerimonie.

Quest'ultima abitudine proseguì anche dopo la fine dell'Impero Romano d'Occidente e quando fu eletto Pontefice Sergio I il popolo di Roma scese nelle piazze e nelle strade agitando in segno di giubilio drappi e vessilli. Così attraverso secoli, soprattutto nell'Europa occidentale, tornei cavallereschi, giostre, palii, cerimonie civili o religiose, ebbero nel loro ambito sbandieramenti di multicolori bandiere sulle quali erano effigiati stemmi araldici di rappresentanza, stemmi di territori di appartenenza, di corporazioni, di santi ed armi.

Dalla guerra ai cortei

I compiti di un alfiere

Le varie corporazioni avevano un alfiere ed un aiuto-alfiere, i quali erano incaricati di effettuare la sbandierata durante i cortei, e assemblee e le cerimonie ufficiali. Inoltre, l'alfiere aveva il compito di difendere la bandiera fino all'ultimo e quando trombettiere faceva squillare la tromba, doveva lanciarla il più alto possibile per indicare a tutti il luogo di ritrovo; In caso di estremo pericolo, l'alfiere doveva avere una forza tale da lanciare la bandiera al di fuori della mischia, in modo tale che qualche altro componente del suo reparto fosse in grado di riprendere il vessillo e portarlo in salvo. È chiaro che gli alfieri per essere in grado di effettuare questi non indifferenti movimenti di braccia dovevano essere sempre in piena forma e di conseguenza essere sottoposti ad intensi allenamenti.

Da queste esercitazioni degli alfieri fatte di corse, evoluzioni e lanci, presero le mosse, nel Medioevo, giochi e sport della bandiera inclusi da quelli propriamente militari e che in quei periodi venivano eseguiti in ogni castello o corte.

In Toscana e a Volterra

Il più nobile dei giochi militari

Tra questi "giochi militari" lo sbandieramento fu sempre considerato quello più nobile e quello che richiedeva una maggiore perizia di esecuzione. L'uso folcloristico della bandiera in Italia si trova già intorno a metà del Duecento in Toscana dove è presente in vari cortei o manifestazioni locali fino a quando si giunse al Calcio Fiorentino ma, in primo luogo, al Palio di Siena che per diversi secoli, come sbandieramento, ha rappresentato la migliore interpretazione di movimenti.

A Volterra la manifestazione rievoca i festeggiamenti che si svolsero in città alla caduta di Pisa per mano di Firenze. Era l'inizio del Quattrocento quando Giorgio, donzello del capitano Ugolino Guasconi, giunse a Volterra con la notizia che i fiorentini avevano conquistato la città di Pisa; la gioia dei volterrani, allora alleati di Firenze, fu tale che ai messaggeri furono elargite nove braccia di panno scarlattino per la gualdrappa dei loro cavalli, scarpette, calze lunghe, cappucci nuovi e finiture bordate d’oro.

Cortei e sbandierate

Prima domenica di settembre

Appuntamento, quindi, alla prima domenica di settembre. Alle ore 15,15 esatte tutte le campane delle contrade suonano contemporaneamente a gloria per la sconfitta pisana. Dunque quattro cortei, provenienti da altrettante porte della città, convergono tutti insieme sotto l'ombra del Palazzo dei Priori, dove danno vita ad un carosello di bandiere. Sulle ali delle note delle squillanti chiarine e dell'avvolgente rullio dei tamburi, riportano gli spettatori in un ambiente di allegria di altri tempi, facendo risaltare i diversi modi di giocare con la bandiera, propri delle varie scuole.

La manifestazione, patrocinata dall'Amministrazione Comunale con il contributo della Cassa di Risparmio di Volterra è organizzata dal Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra". Si tratta di una esibizione a carattere competitivo rievocativo di circa trenta minuti per ogni gruppo partecipante; una gara dove i concorrenti si sfidano per l’assegnazione del Bravio, ambito premio in alabastro consegnato da una giuria della Federazione Italiana Sbandieratori e da alcuni componenti del pubblico, tra i quali potresti esserci anche tu.

Figuranti d'altri tempi

Organizzato dal Gruppo Storico locale

Il Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra" si è ricostituito alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, cinquecentosettantacinque anni dopo, in occasione dell'annuale Torneo di Tiro con la Balestra, promosso e organizzato dalla locale sezione A.V.I.S., torneo che ha visto gareggiare le società di Sansepolcro, Massa Marittima e Pisa.

Assieme agli sbandieratori ha esordito una compagine di contorno di meravigliosi figuranti. Da allora, in collaborazione stretta tra giocatori e rievocatori sono stati chiamati ad esibirsi innumerevoli volte in Italia ed all'estero, riscuotendo ovunque consensi per l'eleganza dei suoi costumi e la bravura dei suoi sbandieratori e dei suoi musici.

Il Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra" di oggi non ha più in seno i balestrieri, ma è composto da una sessantina di figuranti, tra sbandieratori, musici, vessilliferi e paggi; i costumi indossati, della fine del Trecento, i cui disegni sono stati ricavati dall'Archivio Storico di Volterra, ripropongono ora i colori delle antiche contrade cittadine, ora le armi del Comune medievale.

Una storia che viene da lontano

Il gioco della bandiera

Come gli spaghetti, così anche la bandiera, usata come simbolo di guerra o per coreografie, trae le sue origini nella più antica Cina. In epoca più vicina a noi, diverse fonti storiche fanno cenno all'uso della bandiera da parte degli Ebrei, dopo gli Assiri ed i Babilonesi, nei periodi bellici, mentre le stesse bandiere, in periodo di pace, venivano adoperate come segno di gioia durante le più svariate cerimonie.

Quest'ultima abitudine proseguì anche dopo la fine dell'Impero Romano d'Occidente e quando fu eletto Pontefice Sergio I il popolo di Roma scese nelle piazze e nelle strade agitando in segno di giubilio drappi e vessilli. Così attraverso secoli, soprattutto nell'Europa occidentale, tornei cavallereschi, giostre, palii, cerimonie civili o religiose, ebbero nel loro ambito sbandieramenti di multicolori bandiere sulle quali erano effigiati stemmi araldici di rappresentanza, stemmi di territori di appartenenza, di corporazioni, di santi ed armi.

Figuranti d'altri tempi

Organizzato dal Gruppo Storico locale

Il Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra" si è ricostituito alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, cinquecentosettantacinque anni dopo, in occasione dell'annuale Torneo di Tiro con la Balestra, promosso e organizzato dalla locale sezione A.V.I.S., torneo che ha visto gareggiare le società di Sansepolcro, Massa Marittima e Pisa.

Assieme agli sbandieratori ha esordito una compagine di contorno di meravigliosi figuranti. Da allora, in collaborazione stretta tra giocatori e rievocatori sono stati chiamati ad esibirsi innumerevoli volte in Italia ed all'estero, riscuotendo ovunque consensi per l'eleganza dei suoi costumi e la bravura dei suoi sbandieratori e dei suoi musici.

Il Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra" di oggi non ha più in seno i balestrieri, ma è composto da una sessantina di figuranti, tra sbandieratori, musici, vessilliferi e paggi; i costumi indossati, della fine del Trecento, i cui disegni sono stati ricavati dall'Archivio Storico di Volterra, ripropongono ora i colori delle antiche contrade cittadine, ora le armi del Comune medievale.

In Toscana e a Volterra

Il più nobile dei giochi militari

Tra questi "giochi militari" lo sbandieramento fu sempre considerato quello più nobile e quello che richiedeva una maggiore perizia di esecuzione. L'uso folcloristico della bandiera in Italia si trova già intorno a metà del Duecento in Toscana dove è presente in vari cortei o manifestazioni locali fino a quando si giunse al Calcio Fiorentino ma, in primo luogo, al Palio di Siena che per diversi secoli, come sbandieramento, ha rappresentato la migliore interpretazione di movimenti.

A Volterra la manifestazione rievoca i festeggiamenti che si svolsero in città alla caduta di Pisa per mano di Firenze. Era l'inizio del Quattrocento quando Giorgio, donzello del capitano Ugolino Guasconi, giunse a Volterra con la notizia che i fiorentini avevano conquistato la città di Pisa; la gioia dei volterrani, allora alleati di Firenze, fu tale che ai messaggeri furono elargite nove braccia di panno scarlattino per la gualdrappa dei loro cavalli, scarpette, calze lunghe, cappucci nuovi e finiture bordate d’oro.

Cortei e sbandierate

Prima domenica di settembre

Appuntamento, quindi, alla prima domenica di settembre. Alle ore 15,15 esatte tutte le campane delle contrade suonano contemporaneamente a gloria per la sconfitta pisana. Dunque quattro cortei, provenienti da altrettante porte della città, convergono tutti insieme sotto l'ombra del Palazzo dei Priori, dove danno vita ad un carosello di bandiere. Sulle ali delle note delle squillanti chiarine e dell'avvolgente rullio dei tamburi, riportano gli spettatori in un ambiente di allegria di altri tempi, facendo risaltare i diversi modi di giocare con la bandiera, propri delle varie scuole.

La manifestazione, patrocinata dall'Amministrazione Comunale con il contributo della Cassa di Risparmio di Volterra è organizzata dal Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra". Si tratta di una esibizione a carattere competitivo rievocativo di circa trenta minuti per ogni gruppo partecipante; una gara dove i concorrenti si sfidano per l’assegnazione del Bravio, ambito premio in alabastro consegnato da una giuria della Federazione Italiana Sbandieratori e da alcuni componenti del pubblico, tra i quali potresti esserci anche tu.

Cortei e sbandierate

Prima domenica di settembre

Appuntamento, quindi, alla prima domenica di settembre. Alle ore 15,15 esatte tutte le campane delle contrade suonano contemporaneamente a gloria per la sconfitta pisana. Dunque quattro cortei, provenienti da altrettante porte della città, convergono tutti insieme sotto l'ombra del Palazzo dei Priori, dove danno vita ad un carosello di bandiere. Sulle ali delle note delle squillanti chiarine e dell'avvolgente rullio dei tamburi, riportano gli spettatori in un ambiente di allegria di altri tempi, facendo risaltare i diversi modi di giocare con la bandiera, propri delle varie scuole.

La manifestazione, patrocinata dall'Amministrazione Comunale con il contributo della Cassa di Risparmio di Volterra è organizzata dal Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri "Città di Volterra". Si tratta di una esibizione a carattere competitivo rievocativo di circa trenta minuti per ogni gruppo partecipante; una gara dove i concorrenti si sfidano per l’assegnazione del Bravio, ambito premio in alabastro consegnato da una giuria della Federazione Italiana Sbandieratori e da alcuni componenti del pubblico, tra i quali potresti esserci anche tu.

Informazioni
  • Fondato nel
    1981
  • Quando
    5 Set 2021
  • Dalle ore
    15:00
  • Alle ore
    19:00
  • Ingresso
    gratuito
  • Fonte
Luogo

Piazza dei Priori, Volterra