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  • Ottobre 7, 2022 18:47 local time

Gli ultimi resti

Una fonte che non esiste più

L’arco è costruito in pietra e ha una croce scolpita nel concio centrale. E l’unica parte conservata della fonte medievale; nei documenti è infatti ricordato anche un abbeveratoio che oggi è scomparso, vi doveva essere anche una vasca esterna di raccolta dell’acqua di cui non rimane traccia. Lungo la parete destra della fonte si vedono nel muro le tracce lasciate da un condotto in terracotta che doveva servire per portare l’acqua nell’abbeveratoio esterno.

La fonte ricordata già dal 1241 era dotata di vasche poste in sequenza che facevano parte di un particolare sistema di sfruttamento delle sorgenti attestato a Volterra; in ogni bacino l’acqua arrivava dal precedente che era posto leggermente più in alto. Ogni vasca veniva utilizzata in maniera differente, la prima per bere, la seconda per lavare, la terza per pulire gli animali, lo scopo era quello di impedire che l’acqua potabile fosse sporcata da altri tipi di sfruttamento più inquinanti.

Oggi è ridotta ad un semplice cannello collegato ad un rubinetto, che prende acqua da un bacino di raccolta alimentato dalla sorgente, posto dietro la muratura di fondo della fonte.

Gli ultimi resti

Una fonte che non esiste più

L’arco è costruito in pietra e ha una croce scolpita nel concio centrale. E l’unica parte conservata della fonte medievale; nei documenti è infatti ricordato anche un abbeveratoio che oggi è scomparso, vi doveva essere anche una vasca esterna di raccolta dell’acqua di cui non rimane traccia. Lungo la parete destra della fonte si vedono nel muro le tracce lasciate da un condotto in terracotta che doveva servire per portare l’acqua nell’abbeveratoio esterno.

La fonte ricordata già dal 1241 era dotata di vasche poste in sequenza che facevano parte di un particolare sistema di sfruttamento delle sorgenti attestato a Volterra; in ogni bacino l’acqua arrivava dal precedente che era posto leggermente più in alto. Ogni vasca veniva utilizzata in maniera differente, la prima per bere, la seconda per lavare, la terza per pulire gli animali, lo scopo era quello di impedire che l’acqua potabile fosse sporcata da altri tipi di sfruttamento più inquinanti.

Oggi è ridotta ad un semplice cannello collegato ad un rubinetto, che prende acqua da un bacino di raccolta alimentato dalla sorgente, posto dietro la muratura di fondo della fonte.