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  • Ottobre 7, 2022 15:52 local time

All'estremo del Viale dei Ponti

Monumenti del Granduca

Il progetto, preparato dall’ingegnere Giuseppe Del Rosso, prevedeva la realizzazione di due monumenti gemelli posti all’inizio del Viale dei Ponti. Solo uno è ancora in buone condizioni di conservazione, l'altro fu colpito da una bomba durante la seconda guerra mondiale e, pur essendo stato restaurato, non conserva più parte delle decorazioni.

Questi monumenti sono composti da una costruzione centrale affiancata da due colonnine laterali. La parte principale, fatta a forma di obelisco troncato, reca un'epigrafe sulla quale venne esternata la gratitudine di tutta la cittadinanza nei confronti del granduca per le opere di benemerenza che aveva compiuto per Volterra; è ornata alla base da un festone sorretto da due clave, al di sopra si trova una fascia con due delfini, simbolo della potenza marittima di Volterra.

Un tempo la parte superiore culminava con una testa di divinità bifronte, la stessa che troviamo sulle monete etrusche di Volterra, sovrastante lo stemma granducale. Le due colonne laterali, scolpite in uno stile imitante quello etrusco, recano sulla sommità il drago ed il grifone simbolo di Volterra.

Grandi investimenti

Una strada del sale tutta nuova

Il motivo per cui furono erette queste opere monumentali deve rimandarsi alla costruzione del Viale dei Ponti stesso. La strada fu progettata per consentire un trasporto più agevole del sale al magazzino della dogana, un tempo situato in Piazza Martiri della Libertà. L’antico accesso, che avveniva tramite Via della Porta all’Arco ed il Vicolo Mozzo, era considerato pericoloso e disagevole per gli abitanti della zona; pertanto l’allora sovrintendente alle Saline, cavalier Brichieri, volle costruire una strada più adatta per il passaggio delle carovane di muli che portavano questa preziosa merce.

Nel primo ventennio del Ottocento il granduca Leopoldo II, durante una sua visita a Volterra, ebbe la possibilità di esaminare il lavoro e di esprimere un encomio per il cavalier Brichieri. Fu proprio in quell’occasione fu ritenuto opportuno dotare la città anche di un ingresso architettonicamente valido. Furono acquistate due strisce di terreno sopra e sotto la strada per attrezzarle e sistemarle con piante che proteggessero la strada dalle frane, in origine vennero piantati cipressi che però si rivelarono poco adatti a questo scopo e furono sostituiti dai lecci.

A fianco dei Monumenti Gemelli

L'Obelisco di Garibaldi

I monumenti vennero completati, alla fine dell'Ottocento, con la costruzione dell’adiacente obelisco dedicato a Giuseppe Garibaldi. Il monumento, dedicato dai cittadini al nizzardo, assomiglia a una “freccia” che sfida il cielo, dominata dalla stella rivoluzionaria, e nata direttamente dalla roccia. In passato, proprio quel luogo, era scelto dagli oratori, sia nazionalisti sia libertari, come sede privilegiata per tenere discorsi pubblici e comizi, ma il vero motivo per cui sia stata installata lì rimanda ad alcuni passi delle memorie di Garibaldi, riportate tra l'altro sulla lapide.

Quando passò da Volterra per poi andare da San Dalmazio ad imbarcarsi a Scarlino, si fermò proprio all’altezza dei Monumenti Gemelli. Era una giornata molto calda e l’eroe dei due mondi, nell’attesa che il barrocciaio decidesse che strada prendere per scendere a Saline, si sedette all’ombra di un alberello e per dissetarsi mangiò alcune more. E' proprio in memoria di questo evento, tra storia e tradizione, che l'obelisco fu eretto qui.

> Scopri, Obelisco di Garibaldi

All'estremo del Viale dei Ponti

Monumenti del Granduca

Il progetto, preparato dall’ingegnere Giuseppe Del Rosso, prevedeva la realizzazione di due monumenti gemelli posti all’inizio del Viale dei Ponti. Solo uno è ancora in buone condizioni di conservazione, l'altro fu colpito da una bomba durante la seconda guerra mondiale e, pur essendo stato restaurato, non conserva più parte delle decorazioni.

Questi monumenti sono composti da una costruzione centrale affiancata da due colonnine laterali. La parte principale, fatta a forma di obelisco troncato, reca un'epigrafe sulla quale venne esternata la gratitudine di tutta la cittadinanza nei confronti del granduca per le opere di benemerenza che aveva compiuto per Volterra; è ornata alla base da un festone sorretto da due clave, al di sopra si trova una fascia con due delfini, simbolo della potenza marittima di Volterra.

Un tempo la parte superiore culminava con una testa di divinità bifronte, la stessa che troviamo sulle monete etrusche di Volterra, sovrastante lo stemma granducale. Le due colonne laterali, scolpite in uno stile imitante quello etrusco, recano sulla sommità il drago ed il grifone simbolo di Volterra.

Grandi investimenti

Una strada del sale tutta nuova

Il motivo per cui furono erette queste opere monumentali deve rimandarsi alla costruzione del Viale dei Ponti stesso. La strada fu progettata per consentire un trasporto più agevole del sale al magazzino della dogana, un tempo situato in Piazza Martiri della Libertà. L’antico accesso, che avveniva tramite Via della Porta all’Arco ed il Vicolo Mozzo, era considerato pericoloso e disagevole per gli abitanti della zona; pertanto l’allora sovrintendente alle Saline, cavalier Brichieri, volle costruire una strada più adatta per il passaggio delle carovane di muli che portavano questa preziosa merce.

Nel primo ventennio del Ottocento il granduca Leopoldo II, durante una sua visita a Volterra, ebbe la possibilità di esaminare il lavoro e di esprimere un encomio per il cavalier Brichieri. Fu proprio in quell’occasione fu ritenuto opportuno dotare la città anche di un ingresso architettonicamente valido. Furono acquistate due strisce di terreno sopra e sotto la strada per attrezzarle e sistemarle con piante che proteggessero la strada dalle frane, in origine vennero piantati cipressi che però si rivelarono poco adatti a questo scopo e furono sostituiti dai lecci.

A fianco dei Monumenti Gemelli

L'Obelisco di Garibaldi

I monumenti vennero completati, alla fine dell'Ottocento, con la costruzione dell’adiacente obelisco dedicato a Giuseppe Garibaldi. Il monumento, dedicato dai cittadini al nizzardo, assomiglia a una “freccia” che sfida il cielo, dominata dalla stella rivoluzionaria, e nata direttamente dalla roccia. In passato, proprio quel luogo, era scelto dagli oratori, sia nazionalisti sia libertari, come sede privilegiata per tenere discorsi pubblici e comizi, ma il vero motivo per cui sia stata installata lì rimanda ad alcuni passi delle memorie di Garibaldi, riportate tra l'altro sulla lapide.

Quando passò da Volterra per poi andare da San Dalmazio ad imbarcarsi a Scarlino, si fermò proprio all’altezza dei Monumenti Gemelli. Era una giornata molto calda e l’eroe dei due mondi, nell’attesa che il barrocciaio decidesse che strada prendere per scendere a Saline, si sedette all’ombra di un alberello e per dissetarsi mangiò alcune more. E' proprio in memoria di questo evento, tra storia e tradizione, che l'obelisco fu eretto qui.

> Scopri, Obelisco di Garibaldi