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  • Ottobre 7, 2022 18:42 local time

Bruno e Ferrer

Le targhe apposte sulla proprietà gentilizia

All’inizio del novecento Brunellesco Dello Sbarba, bisnipote di Rosa Gherardini Del Giocondo, geologo, chimico e naturalista, avvia acquisti e vendite di palazzi in Volterra. Alcuni tra questi è il palazzo Fattorini già Riccobaldi Del Bava in via Roma, il quale riceve un grande restauro in tempi recenti.

Il Palazzo Fattorini si trova in via Roma. La facciata è corredata da due lapidi che contornano il portone principale. Alla sua destra si trova la targa in bronzo con ritratto di Giordano Bruno e allegoria del suo martirio, datata 1910. Alla sua sinistra invece si può notare la targa in bronzo con il ritratto di Francesco Ferrer y Guardia e allegoria del suo martirio, datata 1969. Quest'ultima ha una valenza molto forte anche come simbolo di resistenza, poichè la targa è la copia esatta di quella inaugurata in occasione del primo anniversario dell’esecuzione di Ferrer e distrutta successivamente negli anni Venti dalle squadracce fasciste. Rimetterla al suo posto ha reso inefficace il revisionismo storico, riportando così alla memoria il legame antico fra la parte libertaria ed anticlericale della città di Volterra con il personaggio spagnolo.

Ammodernato dai Guarnacci

La chiostra con la fontana

Il palazzo passò nel Trecento alla famiglia Rapucci che lo cedette a quella dei Caffarecci nel Quattrocento; venne poi venduto alla famiglia Guarnacci nel Seicento, che costruì la parte settecentesca posta più ad est. I Guarnacci unirono diversi corpi di fabbrica preesistenti e crearono una nuova facciata ingentilita da finestre decorate con mascheroni; al di sopra di una delle finestre del pianterreno si conserva ancora oggi lo stemma della famiglia che operò questo ammodernamento.

Fu in questo palazzo che venne conservata la collezione antiquaria di Mario Guarnacci che andò in parte a costituire il primo nucleo del museo di Volterra. A partire dal Novecento però divenne di proprietà della Società Cooperativa degli Alabastrai e successivamente del Distretto Socio Sanitario. Nel vano dell'ascensore, durante i recenti lavori per la sua costruzione, vennero trovati i resti di un'abitazione di epoca romana ed altri materiali antichi al di sotto del livello pavimentale del palazzo moderno. Grazie all'intervento dell'USL locale fu possibile collocare in questa stanza un pavimento in plexiglass trasparente che consente la visione del monumento.

Bruno e Ferrer

Le targhe apposte sulla proprietà gentilizia

All’inizio del novecento Brunellesco Dello Sbarba, bisnipote di Rosa Gherardini Del Giocondo, geologo, chimico e naturalista, avvia acquisti e vendite di palazzi in Volterra. Alcuni tra questi è il palazzo Fattorini già Riccobaldi Del Bava in via Roma, il quale riceve un grande restauro in tempi recenti.

Il Palazzo Fattorini si trova in via Roma. La facciata è corredata da due lapidi che contornano il portone principale. Alla sua destra si trova la targa in bronzo con ritratto di Giordano Bruno e allegoria del suo martirio, datata 1910. Alla sua sinistra invece si può notare la targa in bronzo con il ritratto di Francesco Ferrer y Guardia e allegoria del suo martirio, datata 1969. Quest'ultima ha una valenza molto forte anche come simbolo di resistenza, poichè la targa è la copia esatta di quella inaugurata in occasione del primo anniversario dell’esecuzione di Ferrer e distrutta successivamente negli anni Venti dalle squadracce fasciste. Rimetterla al suo posto ha reso inefficace il revisionismo storico, riportando così alla memoria il legame antico fra la parte libertaria ed anticlericale della città di Volterra con il personaggio spagnolo.

Ammodernato dai Guarnacci

La chiostra con la fontana

Il palazzo passò nel Trecento alla famiglia Rapucci che lo cedette a quella dei Caffarecci nel Quattrocento; venne poi venduto alla famiglia Guarnacci nel Seicento, che costruì la parte settecentesca posta più ad est. I Guarnacci unirono diversi corpi di fabbrica preesistenti e crearono una nuova facciata ingentilita da finestre decorate con mascheroni; al di sopra di una delle finestre del pianterreno si conserva ancora oggi lo stemma della famiglia che operò questo ammodernamento.

Fu in questo palazzo che venne conservata la collezione antiquaria di Mario Guarnacci che andò in parte a costituire il primo nucleo del museo di Volterra. A partire dal Novecento però divenne di proprietà della Società Cooperativa degli Alabastrai e successivamente del Distretto Socio Sanitario. Nel vano dell'ascensore, durante i recenti lavori per la sua costruzione, vennero trovati i resti di un'abitazione di epoca romana ed altri materiali antichi al di sotto del livello pavimentale del palazzo moderno. Grazie all'intervento dell'USL locale fu possibile collocare in questa stanza un pavimento in plexiglass trasparente che consente la visione del monumento.