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  • Ottobre 7, 2022 19:45 local time

Uno stile tutto particolare

Palazzo rinascimentale

Il Palazzo Lisci poi divenuto proprietà dei Marchi è uno dei palazzi rinascimentali degni di nota presenti lungo Via Gramsci. Lo si individua ai nn. 13 - 19 grazie al grande portale del Cinquecento. La parte inferiore, in pietra e con imponenti archi a tutto sesto, risale al Duecento, mentre la parte sopraelevata, a cortina di mattoni, è risalente al Quattrocento, con finestre ad arco al terzo piano, ridotte a forma rettangolare e oggi riportate alla figura originaria. Dalla pietra regolare, squadrata e appianata, lo "still fine" cede il posto a quello rozzo, privo di lavoro di lima, soprattutto nei conci degli archi.

La sua costruzione è bellissima; il Palazzo Marchi Lisci risulta essere uno dei migliori esempi di questo stile, presentando i suoi mirabili archi che, un tempo, dovevano aprirsi su un ampio loggiato di fine Duecento. Il retro, visibile da Via di Sotto, si presenta con due porte con apertura ad arco ed una finestra, mentre al primo piano vi sono quattro finestre ad arco. Sopra le porte è affisso uno stemma ormai illeggibile, ma che potrebbe essere quello della famiglia della famiglia Lisci o addirittura della famiglia Ginori, coinquilini di palazzo ancor più antichi.

Opere settecentesche

La bellezza dei soffitti affrescati

Al visitatore non offre molto, ma il suo androne perennemente aperto è bello da vedersi. All'interno seguita uno scalone che prosegue poi su più rampe fino al terzo piano. Grosse finestre offrono la vista sui retrostanti tetti di Via di Sotto e di volta in volta si salgono gli scalini il vociare udibile attraverso le porte interne tradiscono l'esistenza di numerosi uffici. Se una di queste porte si aprisse si potrebbe scorgere la bellezza imprescindibile di questi palazzi rinascimentali, denotati da pitture sui soffitti e sulle pareti laterali.

Dal punto di vista stilistico questi dipinti sono facilmente constestualizzabili, poichè firmati e datati dall'autore: Giuseppe Antonio Fabbrini li eseguì infatti alla fine del Settecento. Degni di nota sono quelli presenti all'interno del salone di rappresentanza così come quelle nelle salette laterali. La qualità degli affreschi è elevata e, in uno stile fortemente quadraturistico, ha modo di esprimersi in tutta la sua plasticità, festosità cromatica e sapienza compositiva.

Il secondo più antico di Volterra

Spedale di Santa Maria in Via Nuova

Fin dai tempi più antichi in Volterra erano aperte, ad opera del pubblico o del privato, istituzioni di beneficenza, per dare sollievo ed aiuto ai vecchi, per accogliere i pellegrini, per curare gli infermi. In epoca comunale, oltre ai problemi sorti con l'espansione demografica, le autorità pubbliche sentivano, come impellenti gravi, altri due problemi: quello dell'acqua e quello dell'assistenza ospedaliera. Per quanto concerne quest'ultimo punto, tra il Duecento e il Trecento, sorsero in città numerosi spedali che segnarono anche un nuovo modo di fare beneficenza per risolvere l'altro annoso problema dell'igiene.

A tal proposito, è stata posta vicino alla porta principale di Palazzo Marchi Lisci una iscrizione marmorea che attesta questo edificio la sede di uno spedale. Era lo spedale di Santa Maria in Via Nuova o della Misericordia, sorto alla fine del Duecento per la beneficenza di frate Giovanni. Risulta essere il secondo spedale più antico di Volterra, dopo quello della cattedrale, ma terminò la sua funzione dopo la morte dell'ultimo spedalìngo Cardello avvenuta nella metà del Trecento; il servizio così interrotto portò il vescovo Belforti ad unire questo spedale a quello di Baccio di Federigo, presente nelle vicinanze.

Uno stile tutto particolare

Palazzo rinascimentale

Il Palazzo Lisci poi divenuto proprietà dei Marchi è uno dei palazzi rinascimentali degni di nota presenti lungo Via Gramsci. Lo si individua ai nn. 13 - 19 grazie al grande portale del Cinquecento. La parte inferiore, in pietra e con imponenti archi a tutto sesto, risale al Duecento, mentre la parte sopraelevata, a cortina di mattoni, è risalente al Quattrocento, con finestre ad arco al terzo piano, ridotte a forma rettangolare e oggi riportate alla figura originaria. Dalla pietra regolare, squadrata e appianata, lo "still fine" cede il posto a quello rozzo, privo di lavoro di lima, soprattutto nei conci degli archi.

La sua costruzione è bellissima; il Palazzo Marchi Lisci risulta essere uno dei migliori esempi di questo stile, presentando i suoi mirabili archi che, un tempo, dovevano aprirsi su un ampio loggiato di fine Duecento. Il retro, visibile da Via di Sotto, si presenta con due porte con apertura ad arco ed una finestra, mentre al primo piano vi sono quattro finestre ad arco. Sopra le porte è affisso uno stemma ormai illeggibile, ma che potrebbe essere quello della famiglia della famiglia Lisci o addirittura della famiglia Ginori, coinquilini di palazzo ancor più antichi.

Opere settecentesche

La bellezza dei soffitti affrescati

Al visitatore non offre molto, ma il suo androne perennemente aperto è bello da vedersi. All'interno seguita uno scalone che prosegue poi su più rampe fino al terzo piano. Grosse finestre offrono la vista sui retrostanti tetti di Via di Sotto e di volta in volta si salgono gli scalini il vociare udibile attraverso le porte interne tradiscono l'esistenza di numerosi uffici. Se una di queste porte si aprisse si potrebbe scorgere la bellezza imprescindibile di questi palazzi rinascimentali, denotati da pitture sui soffitti e sulle pareti laterali.

Dal punto di vista stilistico questi dipinti sono facilmente constestualizzabili, poichè firmati e datati dall'autore: Giuseppe Antonio Fabbrini li eseguì infatti alla fine del Settecento. Degni di nota sono quelli presenti all'interno del salone di rappresentanza così come quelle nelle salette laterali. La qualità degli affreschi è elevata e, in uno stile fortemente quadraturistico, ha modo di esprimersi in tutta la sua plasticità, festosità cromatica e sapienza compositiva.

Il secondo più antico di Volterra

Spedale di Santa Maria in Via Nuova

Fin dai tempi più antichi in Volterra erano aperte, ad opera del pubblico o del privato, istituzioni di beneficenza, per dare sollievo ed aiuto ai vecchi, per accogliere i pellegrini, per curare gli infermi. In epoca comunale, oltre ai problemi sorti con l'espansione demografica, le autorità pubbliche sentivano, come impellenti gravi, altri due problemi: quello dell'acqua e quello dell'assistenza ospedaliera. Per quanto concerne quest'ultimo punto, tra il Duecento e il Trecento, sorsero in città numerosi spedali che segnarono anche un nuovo modo di fare beneficenza per risolvere l'altro annoso problema dell'igiene.

A tal proposito, è stata posta vicino alla porta principale di Palazzo Marchi Lisci una iscrizione marmorea che attesta questo edificio la sede di uno spedale. Era lo spedale di Santa Maria in Via Nuova o della Misericordia, sorto alla fine del Duecento per la beneficenza di frate Giovanni. Risulta essere il secondo spedale più antico di Volterra, dopo quello della cattedrale, ma terminò la sua funzione dopo la morte dell'ultimo spedalìngo Cardello avvenuta nella metà del Trecento; il servizio così interrotto portò il vescovo Belforti ad unire questo spedale a quello di Baccio di Federigo, presente nelle vicinanze.

BIBLIOGRAFIA
A. FURIESI, Via di Sotto, in "Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade - piazze - palazzi - chiese - ville e opere d'arte del volterrano", Pacini, 1997, pp. 545
C. GUELFI, Via Gramsci, in "Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade - piazze - palazzi - chiese - ville e opere d'arte del volterrano", Pacini, 1997, pp. 411-417
C. BAGLINI, Palazzo Marchi Lisci, in "Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade - piazze - palazzi - chiese - ville e opere d'arte del volterrano", Pacini, 1997, pp. 766-768