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  • Dicembre 2, 2022 20:16 local time

Circoli per pochi

L'accademia di nobili, borghesi e benestanti

In ogni tempo, in seno a qualsiasi organizzazione sociale, a Volterra si è sempre formato un circolo ristretto di persone, con una spiccata tendenza all’isolazionismo di stile oligarchico e borghese, il quale ha comunque goduto, rispetto alle altri classi sociali, di speciali privilegi, sian questi economici o politici. Questo circolo di persone ha comunque costituito quell’élite composta da nobili, borghesi e benestanti, che in conseguenza della loro particolare condizione, sono stati sempre chiamati «patrizi».

La nobiltà volterrana era desiderosa di dare al «Casino della sua Patria» un nuovo e costante stabilimento non tanto perché ne risultasse il maggior decoro e splendore, quanto al fine d’indurre una permanente regolarità per l’amministrazione politica ed economica dello stesso. E con gli individuali consensi, venne nella determinazione dì erigere questa accademia.

Essere dentro voleva dire tanto, si entrava nell'accademia solo se si ottenevano i due terzi di voti favorevoli e solo se i titoli nobiliari erano sufficientemente autorevoli, quanto bastava per non compromettere la qualità e l'alto valore dell'istituzione stessa.

> Scopri, L’Accademia del Casino dei Nobili

Dimora Gentilizia

Sede dell'Accademia dei Nobili di Volterra

Una delle sedi più importanti di questo circolo fu Palazzo Montoni, o più propriamente detto Palazzo Fei – Montoni, antica dimora gentilizia. Ad oggi Palazzo Montoni risulta essere un condominio in stile aristocratico del centro storico e si affaccia su Via San Lino quasi in prossimità di Piazzetta San Cristoforo.

Gli appartamenti non sono visibili, perché abitati, ma è possibile osservare ed ammirare l’imponenza degli spazi comuni, con soffitti e pareti affrescati. Il lento deterioramento del palazzo lo rende comunque affascinante, quasi a definire visivamente l’esempio della decadenza nobiliare di altri tempi.

Puoi accedere ai piani del palazzo Montoni da una traversa di Via San Lino, nei quartieri “rossi” dove il comunismo impera con la forza dell’Arci Garofano Rosso. Un’ambientazione ottocentesca che si plasma in uno stile anarchico degli anni 80 del secolo scorso. L’odore di vino è intenso, intriso in ogni bozza e accompagna la nostra vista su uno spaccato della Volterra vecchia.

Circoli per pochi

L'accademia di nobili, borghesi e benestanti

In ogni tempo, in seno a qualsiasi organizzazione sociale, a Volterra si è sempre formato un circolo ristretto di persone, con una spiccata tendenza all’isolazionismo di stile oligarchico e borghese, il quale ha comunque goduto, rispetto alle altri classi sociali, di speciali privilegi, sian questi economici o politici. Questo circolo di persone ha comunque costituito quell’élite composta da nobili, borghesi e benestanti, che in conseguenza della loro particolare condizione, sono stati sempre chiamati «patrizi».

La nobiltà volterrana era desiderosa di dare al «Casino della sua Patria» un nuovo e costante stabilimento non tanto perché ne risultasse il maggior decoro e splendore, quanto al fine d’indurre una permanente regolarità per l’amministrazione politica ed economica dello stesso. E con gli individuali consensi, venne nella determinazione dì erigere questa accademia.

Essere dentro voleva dire tanto, si entrava nell'accademia solo se si ottenevano i due terzi di voti favorevoli e solo se i titoli nobiliari erano sufficientemente autorevoli, quanto bastava per non compromettere la qualità e l'alto valore dell'istituzione stessa.

> Scopri, L’Accademia del Casino dei Nobili

Dimora Gentilizia

Sede dell'Accademia dei Nobili di Volterra

Una delle sedi più importanti di questo circolo fu Palazzo Montoni, o più propriamente detto Palazzo Fei – Montoni, antica dimora gentilizia. Ad oggi Palazzo Montoni risulta essere un condominio in stile aristocratico del centro storico e si affaccia su Via San Lino quasi in prossimità di Piazzetta San Cristoforo.

Gli appartamenti non sono visibili, perché abitati, ma è possibile osservare ed ammirare l’imponenza degli spazi comuni, con soffitti e pareti affrescati. Il lento deterioramento del palazzo lo rende comunque affascinante, quasi a definire visivamente l’esempio della decadenza nobiliare di altri tempi.

Puoi accedere ai piani del palazzo Montoni da una traversa di Via San Lino, nei quartieri “rossi” dove il comunismo impera con la forza dell’Arci Garofano Rosso. Un’ambientazione ottocentesca che si plasma in uno stile anarchico degli anni 80 del secolo scorso. L’odore di vino è intenso, intriso in ogni bozza e accompagna la nostra vista su uno spaccato della Volterra vecchia.