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  • Dicembre 9, 2022 16:44 local time

Il passaggio per il Convento di Sant'Andrea

Porta minore

Il nome Marcoli è di oscuro significato e al riguardo esistono varie interpretazioni che però non trovano conferma in nessun documento storico.

E’ infatti ignota l’etimologia del nome di questa Porta che con molta probabilità, fu aperta quando i monaci olivetani, chiamati a Volterra dal vescovo Ranuccio, si stabilirono presso la chiesa di Sant'Andrea dove dettero principio al loro monastero.

Nelle pubblicazioni che illustrano la città di Volterra nelle sue linee architettoniche, nella sua storia, nei suoi grandi monumenti, che indicano ai turisti l’itinerario più pratico da seguire nella visita delle bellezze offerte dalla città, viene ignorata o quasi una porta la cui denominazione non è troppo appropriata. Pur essendo una costruzione medievale, la porta cui ci riferiamo ha scarso interesse sotto il profilo storico.

Fuori della porta, un tempo, esisteva una Madonna che, presa a sassate, fu depositata nell’Oratorio di Sant’Antonio, dove ancor oggi si trova.

La più ignorata delle porte

Da piccola postierla a Porta Marcoli

Rimane invece più difficile capire il motivo per il quale in un lontano ed imprecisato passato venne sostituito il vero nome della porta che era “postierla”. È una parola della lingua latina. Tale vocabolo significa porticina di dietro: si tratta evidentemente di una piccola porta la quale, nel significato così come veniva inteso nell’epoca medievale, doveva essere lontana dalle porte principali, edificata in luogo defilato al fine di assicurare una via di comunicazione tra le fortificazioni interne e la cinta esterna della città.

Alcuni anni fa si poteva vedere, nella attuale Via di Porta Marcoli, una fontana con ruota di ferro che si trovava nel muro esterno del palazzo che ospita il Museo Guarnacci. La ruota era incassata nel muro e sporgeva solo la manovella che serviva ad azionarla. Attingeva l’acqua da una cisterna romana in calcestruzzo che si trova sotto il pavimento delle sale 3 e 6 del Museo Guarnacci. Tale cisterna rientra oggi nel servizio di emergenza antincendio del Museo e non è più alimentata da acqua piovana ma dall’acquedotto della città.

Il passaggio per il Convento di Sant'Andrea

Porta minore

Il nome Marcoli è di oscuro significato e al riguardo esistono varie interpretazioni che però non trovano conferma in nessun documento storico.

E’ infatti ignota l’etimologia del nome di questa Porta che con molta probabilità, fu aperta quando i monaci olivetani, chiamati a Volterra dal vescovo Ranuccio, si stabilirono presso la chiesa di Sant'Andrea dove dettero principio al loro monastero.

Nelle pubblicazioni che illustrano la città di Volterra nelle sue linee architettoniche, nella sua storia, nei suoi grandi monumenti, che indicano ai turisti l’itinerario più pratico da seguire nella visita delle bellezze offerte dalla città, viene ignorata o quasi una porta la cui denominazione non è troppo appropriata. Pur essendo una costruzione medievale, la porta cui ci riferiamo ha scarso interesse sotto il profilo storico.

Fuori della porta, un tempo, esisteva una Madonna che, presa a sassate, fu depositata nell’Oratorio di Sant’Antonio, dove ancor oggi si trova.

La più ignorata delle porte

Da piccola postierla a Porta Marcoli

Rimane invece più difficile capire il motivo per il quale in un lontano ed imprecisato passato venne sostituito il vero nome della porta che era “postierla”. È una parola della lingua latina. Tale vocabolo significa porticina di dietro: si tratta evidentemente di una piccola porta la quale, nel significato così come veniva inteso nell’epoca medievale, doveva essere lontana dalle porte principali, edificata in luogo defilato al fine di assicurare una via di comunicazione tra le fortificazioni interne e la cinta esterna della città.

Alcuni anni fa si poteva vedere, nella attuale Via di Porta Marcoli, una fontana con ruota di ferro che si trovava nel muro esterno del palazzo che ospita il Museo Guarnacci. La ruota era incassata nel muro e sporgeva solo la manovella che serviva ad azionarla. Attingeva l’acqua da una cisterna romana in calcestruzzo che si trova sotto il pavimento delle sale 3 e 6 del Museo Guarnacci. Tale cisterna rientra oggi nel servizio di emergenza antincendio del Museo e non è più alimentata da acqua piovana ma dall’acquedotto della città.