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  • Dicembre 2, 2022 20:26 local time

Troncone di torre

La lingua di fuoco tra San Gimignano e Volterra

Percorrendo la strada statale 68 Val di Cecina in direzione di Volterra, 3 Km. dopo la frazione di Castel San Gimignano si trova il bivio per Casole; piegando sulla sinistra si prende il breve tratto di strada in salita e si giunge al borgo agricolo di Montemiccioli. Si trova su un balcone naturale dal quale, si gode uno stupendo panorama: San Gimignano, Volterra, Pomarance e le armoniose Colline Metallifere con i pennacchi fumanti di Larderello; nelle giornate di sereno si riesce a scorgere in lontananza la catena del Pratomagno.

Entrando nel gruppetto di case ci si trova in una specie di minuscola ma suggestiva piazzetta che conserva, in parte, l'aspetto medioevale. Al lato opposto spicca un troncone di torre; quelle mura pericolanti che sembrano star ritte per miracolo, sono gli unici avanzi di un antico castello che le guerre, le intemperie e le devastazioni degli uomini, che si servirono delle pietre per costruire, hanno a poco a poco ridotto ad un rudere. Eppure queste rovine, che sono tanto pittoresche e che emanano un fascino ancestrale, hanno un passato glorioso.

Ultimi resti

Il dito della Torre del Popolo

Su questo colle, che conserva il fascino del medioevo troviamo il riposo spirituale, si riesce a godere il silenzio, i colori, i profumi dei campi.

Montemiccioli nella sua qualità di terra avanzata del dominio di Volterra, del quale ancor oggi fa da confine e per la sua posizione strategica, durante tutto il Medioevo ebbe una parte alquanto importante: era il passaggio obbligato per chi percorreva l'allora strada Volterrana, che correva verso Campiglia dove incontrava la più famosa strada del centro Italia e cioè la Romea o Francigena.

Forse più che un rudere la Torre di Montemiccioli, che con la sua forma sembra una mano che indichi l'immensità del cielo, è una magia, e quando si scorge, da lontano, sulla vetta della collina ci attira irresistibilmente e ci sprona a salire quassù. La sua storia è così articolata e particolare che è necessario rimandare a un articolo più completo.

> Scopri, La Lunga Storia di Montemiccioli

Troncone di torre

La lingua di fuoco tra San Gimignano e Volterra

Percorrendo la strada statale 68 Val di Cecina in direzione di Volterra, 3 Km. dopo la frazione di Castel San Gimignano si trova il bivio per Casole; piegando sulla sinistra si prende il breve tratto di strada in salita e si giunge al borgo agricolo di Montemiccioli. Si trova su un balcone naturale dal quale, si gode uno stupendo panorama: San Gimignano, Volterra, Pomarance e le armoniose Colline Metallifere con i pennacchi fumanti di Larderello; nelle giornate di sereno si riesce a scorgere in lontananza la catena del Pratomagno.

Entrando nel gruppetto di case ci si trova in una specie di minuscola ma suggestiva piazzetta che conserva, in parte, l'aspetto medioevale. Al lato opposto spicca un troncone di torre; quelle mura pericolanti che sembrano star ritte per miracolo, sono gli unici avanzi di un antico castello che le guerre, le intemperie e le devastazioni degli uomini, che si servirono delle pietre per costruire, hanno a poco a poco ridotto ad un rudere. Eppure queste rovine, che sono tanto pittoresche e che emanano un fascino ancestrale, hanno un passato glorioso.

Ultimi resti

Il dito della Torre del Popolo

Su questo colle, che conserva il fascino del medioevo troviamo il riposo spirituale, si riesce a godere il silenzio, i colori, i profumi dei campi.

Montemiccioli nella sua qualità di terra avanzata del dominio di Volterra, del quale ancor oggi fa da confine e per la sua posizione strategica, durante tutto il Medioevo ebbe una parte alquanto importante: era il passaggio obbligato per chi percorreva l'allora strada Volterrana, che correva verso Campiglia dove incontrava la più famosa strada del centro Italia e cioè la Romea o Francigena.

Forse più che un rudere la Torre di Montemiccioli, che con la sua forma sembra una mano che indichi l'immensità del cielo, è una magia, e quando si scorge, da lontano, sulla vetta della collina ci attira irresistibilmente e ci sprona a salire quassù. La sua storia è così articolata e particolare che è necessario rimandare a un articolo più completo.

> Scopri, La Lunga Storia di Montemiccioli