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  • Ottobre 7, 2022 15:32 local time

L'ingresso dei Laberinti

Il vicolo degli abbandonati

Come una persona taciturna e riservata che se ne sta in disparte in mezzo alla folla, così, anche il Vicolo degli Abbandonati si trova nascosto e riparato, pur essendo nel centro di Volterra. Questo breve tratto, che fa da raccordo tra via Persio Flacco e via Lungo Le Mura, un tempo faceva parte dei dedali di viuzze che, da Porta all’Arco, si diramavano fino a Piazza dei Fornelli e che oggi ha, come strada principale, via dei Laberinti. Da qui si gode un bellissimo panorama.

In passato, il Vicolo degli Abbandonati era il luogo in cui si recavano coloro che non avevano una casa e avevano bisogno di aiuto. Raccolto e coperto da un’arcata sembra garantire, anche a livello architettonico, quella protezione necessaria a chi non aveva un rifugio.

Dalle scalette si accedeva all’ingresso di un centro di accoglienza per bisognosi, che aveva, come punto di riferimento, le suore vincenziane. Le religiose, della cui opera si avvaleva il vicino ospedale, erano, infatti, particolarmente sensibili alla condizione degli ammalati e degli emarginati.

L'ingresso dei Laberinti

Il vicolo degli abbandonati

Come una persona taciturna e riservata che se ne sta in disparte in mezzo alla folla, così, anche il Vicolo degli Abbandonati si trova nascosto e riparato, pur essendo nel centro di Volterra. Questo breve tratto, che fa da raccordo tra via Persio Flacco e via Lungo Le Mura, un tempo faceva parte dei dedali di viuzze che, da Porta all’Arco, si diramavano fino a Piazza dei Fornelli e che oggi ha, come strada principale, via dei Laberinti. Da qui si gode un bellissimo panorama.

In passato, il Vicolo degli Abbandonati era il luogo in cui si recavano coloro che non avevano una casa e avevano bisogno di aiuto. Raccolto e coperto da un’arcata sembra garantire, anche a livello architettonico, quella protezione necessaria a chi non aveva un rifugio.

Dalle scalette si accedeva all’ingresso di un centro di accoglienza per bisognosi, che aveva, come punto di riferimento, le suore vincenziane. Le religiose, della cui opera si avvaleva il vicino ospedale, erano, infatti, particolarmente sensibili alla condizione degli ammalati e degli emarginati.