Le terre di Mitius

Antiche origini romane

Come lo è per la vicina Libbiano, anche Micciano ha origini romane: il suo nome deriverebbe da Castrum Mitiani, ovvero, dai possedimenti che nel 59 a.C. il legionario romano Mitius aveva acquisito grazie alla legge Julia, legge sulla concessione delle terre voluta da Giulio Cesare.

Il documento più vecchio in riferimento a Micciano però risale alla fine del primo millennio; divenuto luogo interessante per la sua alta posizione strategica, venne più volte conteso dai potenti della Badia di San Pietro in Palazzuolo di Monteverdi e dal Vescovo di Volterra. Tra i due ebbe la meglio il Vescovo, ma nel Duecento gli abitanti del luogo giurarono fedeltà al Comune di Volterra, antagonista per eccellenza della Diocesi di Volterra.

Cambiarono gli attori, rimasero le contese. A fronte delle tensioni politiche e militari sempre più sprezzanti tra la Chiesa e il Comune Micciano acquisì un aspetto sempre più fortificato, dotandosi di una rocca e di grosse mura difensive.

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Coordinate e carattere del luogo
IndirizzoVia di Castello
Lat43.287003869452
Long10.784131519767
Iconicità2/5Interessante
Scoperta4/5Poco conosciuto
Medievale

Castello di Micciano

120 min0 €Esterno
PomaranceMicciano
Evento Annuale
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Alta

Meglio controllare bene il meteo prima di inserirla.

Fatica della visitaCamminata moderata

Prevede un po’ di movimento: meglio considerarla una visita moderata.

Accessibilità discreta: la visita è possibile, ma richiede un minimo di attenzione.

Con il cane è una tappa ideale: facile da vivere e molto adatta agli animali.

Buon potenziale fotografico: adatta per qualche bella foto ricordo.

Perfetta per famiglie: tappa adatta, chiara e piacevole anche per i più piccoli.

Vista esterna: Esterno discreto.

Borgo incastellato

Le esasperanti lotte medievali

Solo al seguito della secolarizzazione dei beni ecclesiastici si ristabilì una pace ormai insperata, ma nel Quattrocento la situazione prese di nuovo una piega precaria a causa della estenuante guerra del­l’allume portata avanti tra Volterra e Firenze; le sorti portarono Mic­ciano, stremata dai continui tira e molla, a tutelarsi sotto la giurisdizione civi­le e criminale di Pomarance divenuto Capoluogo del Vicariato della Val di Ce­cina.

Il resto è storia recente; capitolato sotto il Comune di Pomarance, oggi si configura come un piccolissimo borgo arroccato in vetta ad un colle. Dell’antico incastellamento non vi è più traccia; molto probabilmente era situato in cima al Cassero che domina la parte più alta di Micciano. Per la verità molte sono le cose che sono andate perse, ma è l’atmosfera da ultimo paese prima del cielo a rimanere intatta.

Micciano isolato, senza alcuna via di comunicazione con le civiltà limitrofe, rappresenta nel concreto l’immaginario di paese distaccato dal resto del mondo.

Isolato dal mondo

L’ultimo paese prima del cielo

In difetto per la sua posizione decentrata, nel tempo Micciano si era trasformata in una realtà indipendente, di modo che la popolazione potesse vivere senza uscire dai suoi confini. Un fenomeno curioso quasi da studio antropologico, come lo si potrebbe fare per qualche tribù che vive nelle foreste più sperdute; tuttavia questa estrema autonomia, ha determinato un’assenza totale di “storia”, tagliando qualsiasi processo di evoluzione sociale moderna e contemporanea. Il distacco assoluto e il disinteressamento rispetto agli avvenimenti che potevano riguardare ad esempio Pomarance o Volterra, hanno chiuso Micciano in una campana di vetro.

Attualmente sono rimasti in pochi, complice il calo demografico; arretrato in una dimensione quasi rievocativa di un modo di vivere che non è attuale, traspare una forte comunicazione legata al contatto pre digitale: incontrarsi e passare ore e ore a parlare, narrando di strane storie, di leggende e di personaggi incredibili è davvero bello.

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