Per volere di Granduca Leopoldo II

Chiesa di rinnovamento ottocentesco

La Chiesa di Sant’Antonio a Collemezzano vanta una parabola storica millenaria che affonda le sue radici nel lontano 910, anno della prima attestazione ufficiale della frazione di Cecina. In questo luogo, a metà del XI secolo si hanno notizie di un precedente primitivo edificio sacro dedicato a San Lorenzo, allora posto sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Moxi e della pieve di Vada, ma l’attuale fisionomia della chiesa è il risultato di un profondo rinnovamento ottocentesco: a metà del XIX secolo, per esplicita volontà del Granduca Leopoldo II, fu avviata la costruzione di un nuovo tempio, inaugurato poi sette anni dopo la sua costruzione.

Questo forte legame con la dinastia lorenese è ancora oggi visibile sulla facciata, dove una pittura murale rende omaggio al sovrano e alla sua opera di bonifica. Nel corso del tempo, l’edificio ha beneficiato di numerosi restauri, tra cui quelli degli anni Ottanta in memoria di Giacomo Gelli, per il trentennale della parrocchia e l’ultimo negli anni Duemila dedicato alle facciate e alla copertura.

Guide turistiche

Per questa tappa puoi richiedere una guida turistica della zona.

Trova una guida turistica
Coordinate e carattere del luogo
Lat43.356481624944
Long10.528929018908
Iconicità1/5Marginale
Scoperta3/5Mediamente noto
Antico

Chiesa Sant’Antonio

15 min0 €Interno
CecinaCollemezzano
Apertura Occasionale
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Quasi nulla

La visita resta piacevole anche con meteo incerto.

Fatica della visitaNessuna fatica

Tappa molto semplice, adatta anche a una visita rilassata.

Completamente accessibile: tappa adatta anche a chi cerca un percorso facile.

Con il cane questa tappa è poco consigliata: meglio valutarla solo dall’esterno o scegliere un’alternativa più comoda.

Può offrire qualche scorcio interessante, soprattutto con la luce giusta.

Con bambini è possibile, ma non è tra le tappe più semplici.

Vista esterna: Esterno discreto.

Chiesa di Collemezzano

A capanna con portico a tre arcate

L’edificio si presenta con una facciata a capanna di un tenue color giallo ocra, nobilitata da un elegante portico a tre arcate a tutto sesto sorrette da pilastri bianchi, che funge da spazio di transizione e accoglienza per i fedeli. Sopra le arcate, la facciata è alleggerita da tre oculi circolari che, oltre a richiamare un gusto neorinascimentale, permettono alla luce naturale di filtrare all’interno, mentre il frontone triangolare sommitale è coronato da una croce ferrea lineare. L’adiacente casa parrocchiale e il piccolo campanile a vela completano il complesso, conferendogli quell’aspetto tipico delle pievi rurali toscane.

Come già accennato, l’interno del loggiato ospita un grande murale che introduce immediatamente un registro visivo differente rispetto all’esterno della chiesa. Le tonalità più scure dell’opera creano infatti un contrasto cromatico inatteso con i colori della facciata, accentuando la percezione di passaggio tra lo spazio aperto e l’ambiente sacro.

Varcando la soglia, questa sensazione si amplifica ulteriormente…

Calcola il tuo itinerario
Calcola il tuo itinerario