Origine medievale
Maniero rustico del XIV secolo
La Fattoria di Tegoni si trova su un rilievo collinare a nord di Radicondoli, in una posizione dominante che consente il controllo visivo del territorio circostante. L’insediamento è documentato almeno dal XIV secolo, quando compare tra le proprietà riconducibili alla famiglia Pannocchieschi, attiva nella gestione di vaste aree tra le Colline Metallifere e l’entroterra della Val di Cecina. In questa fase il complesso si configurava come un casale fortificato, con funzione sia residenziale sia difensiva, come suggeriscono lo spessore delle murature e la compattezza dell’impianto. La presenza di una struttura religiosa annessa, dedicata a San Regolo e attestata nel XV secolo, indica l’esistenza di una comunità stabile legata alla gestione agricola del fondo.
Nel corso dell’età moderna la proprietà passò a famiglie locali, che intervennero ampliando il nucleo originario con edifici destinati alle attività produttive. Furono realizzati nuovi ambienti agricoli, tra cui stalle, granai e strutture accessorie legate alla conduzione del podere. Questi interventi modificarono l’organizzazione degli spazi, senza però alterare la configurazione compatta del complesso. La fattoria mantenne così una struttura unitaria, in cui le funzioni residenziali e produttive restavano strettamente integrate. La posizione e l’impianto architettonico testimoniano una continuità d’uso legata allo sfruttamento del territorio, in un contesto tipico delle aree rurali della Val di Cecina.
Architetture caratteristiche
Complesso con villa e oratorio
Il complesso della Fattoria di Tegoni è costituito da edifici realizzati prevalentemente in pietra locale, con soluzioni costruttive semplici ma funzionali alla durata nel tempo. Il corpo principale presenta un impianto regolare, con aperture distribuite in modo essenziale e un portale d’ingresso ad arco che immette negli spazi interni. Gli ambienti si organizzano attorno a corti e spazi aperti, che facilitavano le attività agricole e il collegamento tra le diverse funzioni del podere. Le murature conservano caratteri originari, con interventi successivi che hanno adattato gli spazi alle esigenze produttive senza introdurre elementi decorativi rilevanti.
Accanto al fabbricato principale si trovano i resti della cappella di San Regolo, oggi in stato di rudere ma ancora leggibile nella sua configurazione. Sono visibili porzioni delle murature perimetrali e parte dell’area presbiteriale, mentre altri elementi risultano compromessi. L’area circostante conserva tracce di strutture secondarie, riconducibili a sistemi di controllo o a edifici accessori, anche se non sempre chiaramente identificabili. Durante interventi di recupero sono emersi materiali come frammenti laterizi e tracce di intonaco, che indicano fasi costruttive e utilizzi differenti nel tempo. L’insieme restituisce un complesso stratificato, in cui le trasformazioni non hanno cancellato la leggibilità dell’impianto originario.
Uso attuale e tutela
Fattoria agricola moderna
La Fattoria di Tegoni è oggi un’azienda agricola attiva, inserita nel contesto produttivo delle Colline Metallifere e della fascia interna della Val di Cecina. Le attività principali sono legate alla coltivazione di cereali e alla produzione di olio, in continuità con la vocazione storica del sito. Gli edifici sono stati oggetto di interventi di recupero che ne hanno consentito il riutilizzo, mantenendo le caratteristiche architettoniche originarie e adattando gli spazi alle esigenze contemporanee. Alcuni ambienti sono stati destinati all’accoglienza, con soluzioni che riutilizzano le strutture esistenti senza modifiche invasive.
Le parti originariamente destinate alla produzione, come stalle e magazzini, sono state riorganizzate per nuove funzioni, mentre le cantine conservano elementi legati all’uso agricolo tradizionale. La cappella di San Regolo, non più utilizzata per il culto, è stata recuperata come spazio per attività culturali, mantenendo il suo carattere essenziale. Gli interventi di consolidamento hanno interessato le murature e le coperture, con tecniche compatibili con i materiali storici. Il complesso si presenta oggi come un esempio di continuità tra uso agricolo e conservazione del patrimonio, in cui la funzione produttiva contribuisce alla manutenzione e alla valorizzazione dell’intero sito.