La Fontana di Alberto Inglesi a Belforte

Concorso, realizzazione e collocazione urbana

Agli inizi del Duemila, Belforte organizzò una mostra di bozzetti per la realizzazione di una fontana, coinvolgendo artisti e progettisti chiamati a interpretare lo spazio pubblico attraverso linguaggi contemporanei. In quell’occasione, l’artista senese Alberto Inglesi si distinse come il vincitore, un riconoscimento che lo portò a concretizzare la propria visione alcuni anni più tardi. L’opera fu quindi realizzata e collocata nella piazza d’ingresso del borgo, in Piazza Porta a Monte, in un punto strategico all’incrocio con Via Santa Croce, la principale arteria che attraversa Belforte.

L’arte della scultura è, per Alberto Inglesi, un insegnamento sulla dimensione luce-forma e sul suo opposto dialettico, vuoto-scuro. L’artista rappresenta uno dei rari esempi di scultore che, come un demiurgo, domina la materia per dar vita a opere capaci di incarnare pienamente questo principio. Ogni giorno affronta con coraggio la sfida della creazione, ponendosi in una costante tensione tra intuizione e costruzione.

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Coordinate e carattere del luogo
Lat43.232753297774
Long11.061101882217
Iconicità3/5Importante
Scoperta4/5Poco conosciuto
Contemporaneo

Fontana di Inglesi

5 min0 €Esterno
RadicondoliBelforte
Sempre Aperto
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Moderata

Con pioggia leggera si può fare, ma l’esperienza cambia.

Fatica della visitaPasseggiata leggera

Richiede solo una camminata leggera, senza particolare impegno.

Buona accessibilità: tappa abbastanza comoda e semplice da gestire.

Con il cane è una buona scelta: il luogo risulta piuttosto adatto anche con animali.

Può offrire qualche scorcio interessante, soprattutto con la luce giusta.

Con bambini è una buona scelta: tappa piacevole e abbastanza facile da seguire.

Vista esterna: Vale una sosta breve.

Luce, segno e materia nella scultura di Alberto Inglesi

Visione artistica e linguaggio plastico

In cerca dell’Arché, del Principio originario da cui tutto prende forma, Inglesi guarda alla luce e ne riconosce la profonda equivalenza con l’energia, così come coglie il legame tra materia e forma. Le sue sculture diventano quindi strumenti di riflessione sugli elementi architettonici, sui movimenti, sugli odori, sugli amori e sulle tragedie, attraversando un universo sensibile fatto di luci, penombre e ombre.

In questo processo invita a cogliere la connessione inscindibile tra l’uomo e la città, tra chi abita lo spazio e lo spazio stesso. Il suo lavoro si configura come un inno al Segno, al Simbolo e al Gesto, elementi attraverso i quali si costruisce un rapporto scenico tra il personaggio e l’ambiente circostante.

Le sue opere si distinguono per una ricca policromaticità e polimatericità, che contribuiscono a rendere ogni creazione dinamica e stratificata, mentre ampi piani plastici emergono con forza assumendo una qualità quasi sensuale, spesso compressi entro forme geometriche rigorose che accentuano il contrasto tra luce e oscurità, dando vita a figure bronzee segnate da morsure evidenti e cariche di tensione espressiva.

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