La Fontana di Alberto Inglesi a Belforte
Concorso, realizzazione e collocazione urbana
Agli inizi del Duemila, Belforte organizzò una mostra di bozzetti per la realizzazione di una fontana, coinvolgendo artisti e progettisti chiamati a interpretare lo spazio pubblico attraverso linguaggi contemporanei. In quell’occasione, l’artista senese Alberto Inglesi si distinse come il vincitore, un riconoscimento che lo portò a concretizzare la propria visione alcuni anni più tardi. L’opera fu quindi realizzata e collocata nella piazza d’ingresso del borgo, in Piazza Porta a Monte, in un punto strategico all’incrocio con Via Santa Croce, la principale arteria che attraversa Belforte.
L’arte della scultura è, per Alberto Inglesi, un insegnamento sulla dimensione luce-forma e sul suo opposto dialettico, vuoto-scuro. L’artista rappresenta uno dei rari esempi di scultore che, come un demiurgo, domina la materia per dar vita a opere capaci di incarnare pienamente questo principio. Ogni giorno affronta con coraggio la sfida della creazione, ponendosi in una costante tensione tra intuizione e costruzione.
Luce, segno e materia nella scultura di Alberto Inglesi
Visione artistica e linguaggio plastico
In cerca dell’Arché, del Principio originario da cui tutto prende forma, Inglesi guarda alla luce e ne riconosce la profonda equivalenza con l’energia, così come coglie il legame tra materia e forma. Le sue sculture diventano quindi strumenti di riflessione sugli elementi architettonici, sui movimenti, sugli odori, sugli amori e sulle tragedie, attraversando un universo sensibile fatto di luci, penombre e ombre.
In questo processo invita a cogliere la connessione inscindibile tra l’uomo e la città, tra chi abita lo spazio e lo spazio stesso. Il suo lavoro si configura come un inno al Segno, al Simbolo e al Gesto, elementi attraverso i quali si costruisce un rapporto scenico tra il personaggio e l’ambiente circostante.
Le sue opere si distinguono per una ricca policromaticità e polimatericità, che contribuiscono a rendere ogni creazione dinamica e stratificata, mentre ampi piani plastici emergono con forza assumendo una qualità quasi sensuale, spesso compressi entro forme geometriche rigorose che accentuano il contrasto tra luce e oscurità, dando vita a figure bronzee segnate da morsure evidenti e cariche di tensione espressiva.
