Giovedì 20 aprile 1899. Il corrispondente da Volterra di un settimanale edito a Pisa informa che “Alle RR. Stanze il sig. Giovanni Agatensi, qui di passaggio, dette negli ultimi della settimana scorsa e Domenica alcuni trattenimenti col Cinematografo, che riuscirono interessanti, specialmente per essere la prima volta che quassù si vedeva l’applicazione di questa importante scoperta. Il lunedì fu ripetuto al Seminario, e il martedì al Collegio. Oggi il Cinematografo è a Pomarance”. Il trafiletto, firmato “Persio” e pubblicato su La Croce Pisana del 23 aprile 1899, si conclude dunque con l’avviso che Giovanni Agatensi sarà a Pomarance per effettuare proiezioni.
La conferma che i “trattenimenti” annunciati si sono svolti giunge da un maestro elementare, Angelo Lessi7, che ha insegnato nel Comune dal 1875 al 1916. Sul suo diario annota che sabato 22 e domenica 23 aprile 1899, nello storico Teatro dei Coraggiosi8, è stato presentato il “Cinematografo”9.
Anche il pubblico pomarancino ha quindi potuto “scoprire” l’invenzione dei fratelli Lumière. Le ricerche eseguite permettono infatti di affermare con certezza che le rappresentazioni cinematografiche registrate dal maestro Lessi sono le prime effettuate in paese. Nessuna notizia, malauguratamente, è stata rintracciata sui film proiettati e sull’operatore cinematografico ambulante Giovanni Agatensi, mai citato nella letteratura dedicata al “cinema delle origini”, neppure è dato sapere come abbiano reagito gli spettatori alla visione delle “immagini in movimento”. Si può tuttavia supporre ragionevolmente che, come quasi sempre accaduto ovunque abbia fatto la prima comparsa, anche a Pomarance il cinema sia stato foriero di stupore ed entusiasmo.
La “completa delusione” del 1902
Giovedì 20 marzo 1902. Antonio Ciaschi, cronista, redige una brevissima corrispondenza da Pomarance. A pubblicarla, domenica 23, è Il Corazziere, settimanale volterrano. Scrive Ciaschi che, nella settimana trascorsa, il Teatro dei Coraggiosi ha ospitato una “rappresentazione straordinaria del Reale Cinematografo Lumière”. Lo spettacolo non è piaciuto. Di più: si è rivelato una “completa delusione”.
Dalle esigue informazioni fornite scaturiscono due quesiti.
Primo quesito: perché l’apparecchio è definito “Reale”? Risponde Aldo Bernardini, apprezzato storico del cinema: nel 1896 l’invenzione francese era stata presentata ai sovrani italiani nella villa reale di Monza; le proiezioni avevano riscosso presso Umberto I e la consorte Margherita un gradimento tale da indurre Casa Savoia a consentire che il Cinematografo Lumière potesse essere pubblicizzato fregiandosi del titolo di “Reale”, una patente di eccellenza e di nobiltà10.
Secondo quesito: perché la “fotografia animata” ha deluso profondamente gli spettatori? Il cronista non lo specifica per cui è opportuno limitarsi ad avanzare alcune, seppur plausibili, ipotesi: forse il pubblico non ha apprezzato i soggetti dei film proposti, oppure la qualità delle immagini proiettate era scarsa o, ancora, problemi tecnici hanno comportato un fastidioso tremolio delle medesime.
Il lapidario trafiletto del Ciaschi consente di datare la “rappresentazione straordinaria” tra il 13 e il 19 marzo 1902 ma non fornisce notizie sui film in programma né sull’operatore che li ha proiettati ed è, purtroppo, l’unica fonte reperita per quanto attiene al deludente spettacolo cinematografico di inizio Novecento.
L’occasione perduta del 1912
Sabato 24 febbraio 1912. Volterra. Munito di carta e penna, l’artigiano dell’alabastro nonché impresario teatrale Adamo Pasquinelli¹¹ scrive una missiva indirizzata al “Presidente della Accademia del Teatro di Pomarance” Florestano De Larderel¹²:
“Il sottoscritto rappresentante le imprese teatrali in Volterra (R. Teatro Persio Flacco e Arena Viti) domanda alla S. V. Ill.ma la concessione di cotesto Teatro per un periodo non inferiore a mesi due (Marzo e Aprile p. v.) per darvi un corso straordinario di proiezioni cinematografiche di primissimo ordine comprese le films della guerra Italo-Turca come già ha fatto anche in questo regio Teatro¹³. Pregando la S. V. Ill.ma ad essermi cortese di una risposta al più presto possibile onde preparare tutto l’occorrente, con tanto rispetto distintamente La saluto”.
Incaricato dal Seggio dell’accademia risponde il segretario della medesima, Miro Caporali¹⁴, comunicando al Pasquinelli, in data 15 marzo 1912, l’impossibilità di “aderire alla richiesta fatta dalla S. V. perché i regolamenti non consentono che sia affittato il teatro per un periodo lungo e per gli spettacoli dalla S. V. offerti”.
Sfuma così, per i pomarancini, l’occasione di assistere, “in casa”, alla proiezione delle cronache cinematografiche del conflitto intrapreso nel 1911 dal Regno d’Italia contro l’Impero ottomano per la conquista di Tripolitania e Cirenaica¹⁵.
Il ciclo di proiezioni al Teatro dei Coraggiosi nel 1914
Domenica 5 luglio 1914. Pomarance. “Alle 22 e mezzo” viene inaugurato il cinematografo permanente “che l’Accademia de’ Coraggiosi ha impiantato nel suo teatro”. La notizia è pubblicata sul settimanale volterrano La Scintilla dell’11 luglio, all’interno di una corrispondenza riguardante l’inaugurazione, avvenuta anch’essa il 5 luglio, dell’impianto per l’illuminazione elettrica del paese. Non è stato possibile, purtroppo, individuare i titoli dei film proiettati al Teatro dei Coraggiosi nella giornata inaugurale.
Le rappresentazioni cinematografiche si susseguiranno fino al mese di dicembre. Il prezzo del biglietto d’ingresso è fissato in 25 centesimi (40 per i posti distinti).
Preziose fonti archivistiche hanno permesso di stilare la cronologia delle proiezioni e, per buona parte delle date, l’elenco delle pellicole in programma. Si è potuto, inoltre, appurare che i film venivano mostrati al pubblico utilizzando un proiettore “Imperator”, fabbricato dalla ditta Heinrich Ernemann di Dresda. L’apparecchio, in acciaio, era stato fornito all’Accademia dei Coraggiosi dal rappresentante fiorentino Giuseppe Tibaldi.