Da pochi giorni il generale Bonaparte era entrato in Milano, abbandonata dagli Austriaci che si erano rinchiusi in Mantova. Modena si era sottomessa a Napoleone che aveva dato la bandiera alla guardia nazionale, il tricolore che sarebbe divenuto poi quello italiano.

Il 19 Giugno 1796 Napoleone occupò Bologna dove stabilì il suo quartier generale. Il Granduca Ferdinando III di Toscana inviò in quella città una deputazione che fu ben accolta dal Generale. Di essa facevano parte un uomo politico, il Manfredini, un poeta, Lorenzo Pignotti e un nobile, il principe Tommaso Corsini. Questa deputazione aveva il compito di portar il saluto a Napoleone e ricordargli la neutralità della Toscana.

Durante il pranzo il Commissario francese Garrau svelò a un componente della deputazione il segreto di un colpo di mano che Napoleone stava per fare sul porto di Livorno, per ordine del Direttorio. La spedizione aveva il compito di metter le mani sulle provviste della squadra navale inglese e su una buona scorta di denaro. Ma i livornesi e gli inglesi furono subito avvertiti del pericolo che correvano e fecero evacuare a tutta velocità gran parte delle ricchezze. Dal 27 al 29 Giugno 1796 Napoleone fu a Livorno e si impadronì di alcune navi e di merci lasciate dagli inglesi nel rifugiarsi a Portoferraio. Lasciata Livorno Napoleone raggiunse Firenze, ove si intrattenne un giorno a rendere omaggio al Granduca Ferdinando e visitò le bellezze della città, le gallerie e il giardino di Boboli.

Durante i mesi di Giugno e Luglio gli Austriaci prepararono nel Tirolo un esercito di riserva. Nell’Agosto, Napoleone rovesciò il governo ducale di Reggio Emilia, mentre cominciarono a calare quattro eserciti austriaci a liberare Mantova assediata dai francesi. Fu un susseguirsi di movimenti militari per tutta la penisola nostra.

Nel mese di Settembre anche Pomarance vide transitare armati di Napoleone. La notizia è confermata da documenti che ancor oggi si trovano nell’archivio parrocchiale e nell’archivio storico comunale.

Dal primo apprendiamo che Vadorini, fratello di certa Umiltà di Pomarance, annota il 20 Settembre:

“Nella mattina passano da Pomarance dirette a Castelnuovo, truppe francesi di circa 400 di Infanteria e dopo 40 di Cavalleria. A tutti vien dato da desinare e nel pomeriggio ripartono a suon di tromba e sciabola sfoderata”.

Dal secondo rileviamo che in data 9 novembre 1796 la comunità di Pomarance deliberò, con sei voti favorevoli e nessuno contrario, di approvare la nomina del dottor Giuseppe Maria Biondi e di Antonio Bellini come deputati incaricati di provvedere agli approvvigionamenti necessari alle truppe francesi che erano passate dal paese il 20 settembre 1796. Nella stessa seduta fu ratificata anche la spesa sostenuta dalla comunità, pari a 541 lire, 12 soldi e 4 denari, impiegata per il servizio della truppa durante il suo passaggio. Le note di spesa furono inviate a Firenze per ottenere il rimborso promesso dalla Camera delle Comunità, tramite una lettera del sottoprovveditore Girolamo Cini:

“Adì 9 Novembre 1796

Di poi con Loro legittimo Partito di voti favorevoli 6 nessuno contrario approvarono ed approvano l’elezione dei SS.ri Dr. Giuseppe Maria Biondi e S. Antonio Bellini in Deputati per prevedere all’approvisionamenti occorsi alle truppe Francesi in occasione del suo passaggio seguito sotto dì 20 7mbre 1796, come pure tutto ciò e quanto venne dai medesimi operato in tal congiuntura.

Di poi approvarono ed approvano la spesa di lire cinquecentoquarant’una soldi dodici e d. quattro occorsa in servizio della Truppa Francese passata dalle Pomarance sotto dì 20 7bre 1796 a forma delle note state rimesse a Firenze per attendere il rimborso, che si fa sperare, e vien promesso con lettera del S.r Girolamo Cini Sotto Provv.re della Camera e Soprint. agl’approvigionamenti per dette Truppe de 18 8bre 1796 dalla Camera delle Comunità di Firenze dalla quale dovranno essere abbuonata detta somma per conto d’imprestito alla Loro Comunità previo l’ordine di detto S.r Girolamo Cini.

Dr. Lorenzo Pasquale Marchionneschi. Confai.
Zoroastro Saccardini. Cancelliere.”


La quiete prima della tempesta

I due anni che seguirono la visita a Firenze del Generale Bonaparte videro il Granducato di Toscana in una trepidante quiete, grazie al patto di neutralità che vigeva tra la Francia e la Toscana.

Nel 1897 i francesi sgombrarono Livorno e gli inglesi abbandonarono l’Elba. Nelle altre parti dell’Italia si alternarono combattimenti e trattati di pace.

Occupata Mantova, occupata Roma e obbligato il Papa a trasferirsi in Toscana con la pace del 19 febbraio 1897, conclusa la pace con Vienna, Napoleone soggiornò a Mombello presso Milano dal 6 maggio al 18 novembre, giorno in cui rientrò in Francia, da dove ripartì, salpando da Tolone, per la spedizione in Egitto, conquistò Malta ai Cavalieri, schiacciò i Mamelucchi alla battaglia delle Piramidi e subì poi la distruzione della flotta per opera di Nelson ad Abukir, mentre in Italia seguirono battaglie nel napoletano e a Roma.

Durante questo alternarsi di avvenimenti, e con il verificarsi di esose esazioni e prepotenze delle truppe francesi e l’incessante propaganda degli ecclesiastici e dell’aristocrazia, si determinò un sentimento antifrancese che penetrò anche in Toscana, ma non vietò al nostro Cancelliere di prendere quelle deliberazioni di normale amministrazione, come le seguenti:

Adì 25 Marzo 1797

Di poi con Loro legittimo Partito di voti fav. sei nesuno contr. approvarono ed approvano la spesa di lire seicento settantanove e soldi dodici occorsa nel riattamento della strada Comunitativa che da Pomarance fuori della porta Orciolina in luogo detto il Botrello, porta nei Comuni di S. Dalmazio, Monte Cerboli ed altri ed ordinorno pagarsi a Maestro Antonio Bellucci Stradino dal Camarlingo di Loro Comunità.

Adì 21 Giugno 1797

Di poi attesi i continui reclami e doglianze che si fanno a Lor SS.ri Adunati per parte specialmente del basso Popolo per motivo dell’eccessività de prezzi delle carni, che si vendono dai Macellari Fontanelli nella Terra di Pomarance non possono di quelle provvedersi senza un notabile disastro, domandando al Magistrato Loro provvedersi ad un tale inconveniente.

Delib. dissero, che non credono essere nelle facoltà del Magistrato Loro il regolare il prezzo delle carni, che però per sollievo della povera Gente avanzarsi una domanda in nome del Magistrato medesimo firmato dal Loro Cancelliere Comunitativo all’Ill.mo e Clar.mo Sig. Soprass. e Provveditore della Camera delle Comunità di Firenze a degnarsi di autorizzare il Magistrato Loro a poter concedere i macelli a quelle persone che si obbligassero mantenere le carni a più ragionevoli e discreti prezzi, con proibire la vendita a quelli che s’adattassero ai medesimi.

E tutto con Loro Purtito di voti jav. sei ness. contr.

Adì 30 Maggio 1798

Di poi letta l’istanza di Pietro Biondi Procaccia della Comunità per Firenze colla quale in sostanza domanda che le venga accordato di permutare il giorno della di Lui partenza dal martedì al sabato di ciascheduna settimana, e come in essa.

Delib dissero accordarsi a Pietro Biondi Procaccia per Firenze conforme accordano di permutare il giorno della di Lui partenza in ogni sabato di ciascuna settimana conché venendo il caso di non poter transitare il fiume Cecina in detto Sabato, deva partire nella Domenica successiva e non potendosi neppure in esso giorno transitare detto fiume, deva spedire la Bolgetta nel Lunedì mattina al Procaccia di Volterra e coll’onere e cura di mandare a riprendere nel Venerdì ritorno del Procaccia suddetto di Volterra la detto Bolgetta, e che la sua partenza da Firenze sia ferma e invariabile al tocco del Mezzogiorno dal primo d’Aprile a tutto Settembre di ciasched’un anno, e negl’altri tempi possa partire prima di detto Mezzogiorno ma non mai prima delle ore dieci della mattina e con obbligo al medesimo di render pubblica e nota tal variazione con farla apporre nella solita Gazzetta Toscana a sue spese e tutto con Loro legittimo partito di voti fav. sei nessun, contrar.


Eguaglianza e libertà

All’Inghilterra, rimasta sola contro la Francia, si alleò la Turchia a seguito della spedizione d’Egitto condotta da Napoleone. La Russia entrò in campo mentre l’Austria lasciò libero il passo alle truppe russe provocando la dichiarazione di guerra del Direttorio.

Il 21 Marzo 1799 ebbe inizio l’invasione della Toscana da parte delle truppe francesi. Il Generale Gaulthier sbarcò a Livorno il 24, mentre da Bologna altre truppe marciarono su Firenze esortando i toscani a conservarsi pacifici.

Il 27 il Granduca Ferdinando III dovette abbandonare Firenze raccomandando ai sudditi di mantenersi quieti e di rispettare le truppe francesi che entrarono il giorno di Pasqua in città, passando sotto l’arco trionfale di porta a S. Gallo con i ramoscelli di ulivo sulle baionette.

Venne arrestato il vecchio pontefice Pio VI che si trovava alla Certosa del Galluzzo. Subito si installò a Firenze il Commissario francese Reinhard che iniziò a inviare ordini ben precisi ai Comuni toscani.

Il nostro Cancelliere Zoraostro Saccardini ricevette l’ordine di compilare le deliberazioni con l’intestazione «LIBERTA’ – UGUAGLIANZA in nome della Repubblica Francese», ponendo la parola CITTADINI al posto dei «Signori» (Stranamente chi consultava i libri di archivio comunale trovava cancellate queste nuove parole con la stessa penna che le aveva scritte. Le cancellature poterono spiegarsi con gli avvenimenti che seguirono).

Durante la seduta venne comunicato l’ordine del Commissario francese Reinhard, rappresentante del governo repubblicano in Toscana. L’ordine stabiliva che tutte le autorità civili e amministrative locali dovevano continuare provvisoriamente a svolgere le loro funzioni, come avevano fatto fino a quel momento. Allo stesso tempo si ricordava che ogni funzionario sarebbe stato responsabile di eventuali disordini o negligenze, mentre le imposizioni fiscali già in vigore restavano temporaneamente confermate.

Il consiglio decise quindi di nominare il dottor Francesco Cercignani, residente a Firenze, come deputato della comunità, incaricato di presentarsi al Commissario Reinhard per esprimere la riconoscenza ufficiale della comunità e del popolo di Pomarance verso il nuovo governo francese.

Nella stessa seduta vennero riconfermati molti incarichi pubblici locali, segno che l’amministrazione doveva continuare a funzionare normalmente nonostante il cambio di potere. Furono così confermati maestri di scuola, l’organista, il procaccia incaricato delle comunicazioni con Firenze, il donzello, il temperatore dell’orologio pubblico, gli addetti alle chiese e persino l’incaricato di preparare i cadaveri nel camposanto. Furono inoltre riconfermati i canovieri del sale nei diversi paesi del territorio (Pomarance, San Dalmazio, Micciano, Libbiano, Montegemoli, Montecerboli, Serrazzano, Lustignano e altri), funzionari che gestivano la distribuzione del sale, bene soggetto a monopolio statale.

Il 16 aprile 1799 il cancelliere comunale Zoroastro Saccardini scrisse ufficialmente a Cercignani incaricandolo di presentare al commissario francese i sentimenti di riconoscenza e soddisfazione della comunità, invitandolo a unirsi alla voce della patria e a rappresentare Pomarance davanti all’autorità repubblicana.

Pochi giorni dopo Cercignani rispose da Firenze, comunicando di essere stato ricevuto dal Commissario Reinhard. Il funzionario francese lo accolse con cordialità e lo incaricò di ringraziare i rappresentanti della comunità, assicurando Pomarance e i suoi territori della protezione della “Gran Nazione” francese.

Adì 15 Aprile 1799
Libertà Euguaglianza
A nome della Repubblica Francese

Adunati i Cittadini Rappresentanti la Comunità di Pomarance in pieno numero di sei per trattare servatis servandis.

Fu partecipato loro l’ordine del Cittadino Reinhard Commissario del Governo Francese in Toscana col quale viene ordinato che tutti i tribunali Amministrativi e qualunque altro Agente Civile della Toscana continuino ad esercitare provvisoriamente le loro funzioni come per il passato fino a che non sia loro diversamente ordinato che tutti e ciascheduno per ciò che concerne il rispettivo impiego saranno responsabili dell’inconvenienti resultanti dalla cessazione delle loro funzioni come ancora della negligenza che potrebbero praticare nell’adempierla che l’imposizioni che attualmente sono in vigore restano provvisoriamente confermate come dal detto Ordine del 6 Germile anno 7 della Repubblica Francese.

Dipoi coi Loro legittimo partito di voti fav sei nessuno contrario deputarono e deputano il Cittadino Dott Francesco Cercignani commorante in Firenze per l’oggetto di contestare in nome della Comunità e Popolo di Pomarance e dei suoi Comuni al Cittadino Commissario del Governo Francese in Toscana la conveniente riconoscenza.

Conferma in Maestro di scuola a S. Dalmazio il Sacerdote Bernardo Bassi Cappellano Curato di S. Dalmazio.

Conferma del Sacerdote Antonio Guerrieri Maestro di scuola in Serrazzano.

Conferma del Maestro Francesco Cinci in Temperatore del pubblico Oriolo.

Conferma del Procaccia per Firenze di Pietro Biondi.

Conferma del Donzello Raffaello Tamburini.

Conferma dell’Organista Giuseppe Martellacci.

Conferma di Luigi Funaioli in alza mantici.

Conferma dell’Operaio e Camarlingo Dott Francesco, Biondi dell’Opera di S.
Bartolommeo del Sasso.

Conferma di Michele Rasoini nell’uffizio d’umare i cadaveri nel Campo Santo di Pomarance.

Conferma del Canoviere del sale di Pomarance Antonio Funaioli.

Conferma del Canoviere del sale di S. Dalmazio Iacopo Rossi

Conferma del Canoviere del sale di Micciano Francesco Burchianti.

Conferma del Canoviere del sale di Libbiano Ferdinando Barsotti.

Conferma del Canoviere del sale di Monte Gemoli Pietro Mancioli.

Conferma del Canoviere del sale di Monte Cerboli Francesco Sguazzi.

Conferma del Canoviere del sale della Leccia Francesco Chini.

Conferma del Canoviere del sale di Serrazzano Simone Bianchi.

Conferma del Canoviere del sale di Lustignano Cammillo Volterrani.


Lettera del Cancelliere Comunitativo al Cittadino Deputato Dr Francesco Cercignani

Cittadino Deputato Questa Comunità col compiegato partito del suo Magistrato m’incarica di presentarvi al Cittadino Reinhard Commissario del Governo Francese in Toscana con dirigere ad esso i più alti sentimenti di riconoscenza e soddisfazione di essa Comunità e Popoli che la compongono.

Unite dunque voi pure alle voci comuni della Patria le Vostre e fate che presso il Dep.no all’Autorità Civile ne venga perpetuata la memoria. Salute e fratellanza.

Dalla Cancelleria Comunitativa di Pomarance lì 16 Aprile 1799
Zoroastro Saccardini
Cancelliere.


Risposta del Cittadino Deputato al Cancelliere Comunitativo

Libertà Eguaglianza

Cittadino Cancelliere

Accetto con piacere l’onorevole incarico di cui mi hanno decorato codesti Rappresentanti. Sono stato in questa mattina dal Cittadino Reinhard, il medesimo mi ha accolto graziosamente e mi ha ordinato di ringraziare a nome suo i Cittadini Rappresentanti e di assicurare la Comune e suoi annessi della protezione della Gran Nazione Voi pure o Cittadino Cancelliere gradite le mie sincere proteste di salute e fratellanza.

Firenze 4 Fiorile anno 7 Repubbl
Francesco Cercignani.