Riscoperta da un cedimento strutturale
Ipogeo del centro bibbonese
Bibbona è anche sotterranea; un cedimento strutturale nel cuore del centro storico ha riportato alla luce una straordinaria tomba etrusca a camera, rimasta celata per secoli sotto il piano stradale. Questo sito, scavato direttamente nella roccia di calcarenite tipica delle colline bibbonesi, è databile tra la fine del VII e l’inizio del VI secolo a.C. e rappresenta un tassello fondamentale per la comprensione delle origini del borgo.
La struttura del complesso è caratterizzata da un dromos di accesso che introduce a tre piccoli distinti vani interni, originariamente destinati al riposo eterno, ma che nel corso dei millenni hanno vissuto una vera e propria metamorfosi funzionale. Si ritiene infatti che in epoca rinascimentale la tomba sia stata profanata e depredata dei suoi corredi funebri per essere riutilizzata come deposito o magazzino. Nonostante queste vicissitudini, gli scavi scientifici hanno permesso di recuperare preziosi frammenti di ceramica etrusca e alcune monete di epoca medievale, segni tangibili di una frequentazione ininterrotta del sito attraverso le diverse ere storiche.
Il progetto di recupero architettonico è stato curato dall’architetto Paolo Simoncini, mentre la direzione dei lavori ha visto il coinvolgimento dell’ingegner Gino Citi e del geometra Enrico Bartolini, con il supporto esecutivo di ditte specializzate nella carpenteria metallica e nell’edilizia storica.




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La pioggia incide poco sull’esperienza.
Prevede un po’ di movimento: meglio considerarla una visita moderata.
Accessibilità molto difficile: può essere una tappa scomoda per chi ha mobilità ridotta.
Con il cane è una buona scelta: il luogo risulta piuttosto adatto anche con animali.
Buon potenziale fotografico: adatta per qualche bella foto ricordo.
Con bambini è possibile, ma non è tra le tappe più semplici.
Vista esterna: Da fuori non dice molto.
