Meta di processioni religiose
La Croce di Sloane
Su una altura di Montecatini denominata Poggio La Croce è presente una enorme torre di ferro. Venne eretta poco dopo la metà dell’Ottocento per volere di Sloane, uno degli ultimi direttore della fruttuosa Miniera di Rame di Caporciano. La denominazione di questo poggio in tal maniera, però, era precedente a questa installazione, derivava molto probabilmente da altre croci verso cui venivano fatte processioni religiose.
Una volta la Croce era meta anche di scampagnate da parte dei montecatinesi. Diversi erano i sentieri che conducevano alla cima del poggio. Dal Margone, come base di partenza, si potevano scegliere almeno tre percorsi: quello della casa Aia di Gratta, quello degli Amaggioli o quello del Pozzo Rostand. Ma anche dal versante opposto, con facilità si trovava la via della vetta: dalla località Sant’Antonio, dal pendio dell’Appietto (o Appiello) e dalla casa L’Ago.
Da tempo, ormai, certe abitudini si sono perse, ma puoi trovare ancora spunto per un itinerario di trekking in mezzo alla natura.
La croce ti aspetta lassù!
Croce di ferro ad alta quota
Il sodalizio tra Targioni e Schneider
Avvicinandosi al paese di Montecatini, lo sguardo è inevitabilmente catturato dalla mole imponente della Croce che svetta sulla cima del monte dominante la miniera di Caporciano, a 591 metri di altitudine, come segno visibile e simbolico sulle vallate dell’Era e del Cecina.
Eretta nella seconda metà dell’Ottocento, l’idea della Croce nacque qualche anno prima durante la festa della Madonna. Durante questo evento profondamente religioso e comunitario per i montecatinesi il vescovo Targioni celebrò un solenne sermone e distribuì il pane degli angeli a circa trecento persone. Ospitato successivamente nella villa Sloane presso la miniera, il vescovo concordò con il proprietario e direttore Schneider la realizzazione di una croce in ferro, fusa nelle officine Masson di Colle Val d’Elsa. L’opera fu collocata sulla vetta del Poggio e poi solennemente benedetta.
Alla base della Croce resta incisa una dedica che ricorda come quel segno di redenzione fu innalzato dai proprietari della miniera di rame sottostante, a testimonianza del legame profondo tra fede, lavoro e territorio.


