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Alla ricerca dei bagni caldi

I lavatoi del Cimitero

In piena estate non c’è niente di più romantico di un bel bagno di notte. In Val di Cecina si è fortunati perché il mare è tutto sommato vicino, anche se dovessimo partire dalla zona più remota del circuito. Tuttavia alle volte può capitare di non volersi spostare e nell’entroterra il fiume Cecina che bagna le terre del volterrano rimane un’ottima alternativa; lo è di sicuro per i residenti, che ad ogni festività trovano occasione per accamparvici. Non sempre si rivela adatto ai turisti, viste le temperature dell’acqua molto basse, per fortuna il compromesso c’è, perché la Toscana è da sempre terra di terme libere.

A Sasso Pisano, famoso per i suoi geyser presenti all’interno dell’incantevole Parco delle Fumarole, ci sono dei lavatoi dove si può fare un bagno caldo senza spendere un soldo. Il più interessante è l’Antico Lavatoio Termale. I paesani lo chiamano Lavatoi del Cimitero, nome decisamente macabro, ma altrimenti non avrebbero potuto chiamarsi: si trovano vicino al piccolo cimiterino locale, lungo un sentiero in discesa a una trentina di metri da lì. Si presenta come una vasca coperta da due tettoie a spiovente laterali sorretti da colonne che si immergono nella vasca stessa. La vasca, alimentata da una cannella da cui sgorga acqua alla temperatura di 36°C, è molto piccola e può ospitare al massimo una decina di persone.

Altre fonti termali nascoste

Bagno del Lagoncino

Intorno all’Antico Lavatoio Termale ci sono delle polle naturali; sono suggestive, ma non le uniche. Poco più su in direzione del campo sportivo, all’interno del villaggio Enel dei Lagoni, vi è una abitazione privata che un tempo prendeva nome di Bagno del Lagoncino; è una costruzione che fino alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso veniva utilizzata per i bagni termali e per usi igienici e curativi usando l’acqua dell’omonima sorgente. Degli antichi camerini da bagno dell’edificio, oggi, solo uno è stato mantenuto integro, ma non è accessibile, poiché privato.

All’esterno dello stesso edificio la sorgente del Lagoncino si riversa anche all’interno di una vasca quadrata di circa due metri per lato per poi defluire in un lavatoio più piccolo sottostante usato per irrigare gli orti. L’acqua della vasca raggiunge i 44 °C, ma poco più si trova un altra vasca la cui temperatura raggiunge anche i 52° C. Non consigliamo di usufruirle, a meno che non siete proprio degli amanti dell’avventura selvaggia; godono di uno stato estremamente naturale, senza alcuna curatela da parte dell’uomo. L’odore in questa zona ovviamente non è dei migliori, ma d’altronde non è filtrata come le terme a pagamento. L’odore pungente è causato da un piccolo soffione di vapore vicino alla sorgente e rilascia modeste emissioni gassose composte da idrogeno solforato.

Le più calde della Toscana

La sorgente di Bagnoni

Come già accennavamo, le sorgenti di acqua calda non mancano, ma forse non meritano il tempo speso per individuarle, tant’è che sono piccole e di poco conto. Ad esempio una è la “Sorgente del Campo Sportivo”; sgorga acqua ad una temperatura di 40°C. Un’altra si trova in fondo a Via Collodi: è la “Sorgente i Pelaghi” che fuoriesce direttamente dal terreno.

Però di certo, alcune meteore sono degne di vista, e potremmo dire che oltre all’Antico Lavatoio Termale, da visitare è l’antico e suggestivo lavatoio, detto “Dei Lagoni“, lungo la strada che va alla frazione La Leccia: si presenta con un’antica vasca racchiusa da un loggiato e qui l’acqua raggiunge i 38°C.

Meritevole è anche la sorgente di Bagnoni. Poco sotto il Podere Il Bagno risiedono fonti termali che un tempo riempivano le monumentali vasche sacre etrusche e poi romane scoperte di recente: le terme più antiche mai rinvenute. Alcune di esse sono ancora in funzione, sono nello specifico due piccole vasche che raccolgono temperature che arrivano fino ai 60°C, le più calde della Toscana.

> Scopri, Complesso Termale di Bagnone

Le terme gratuite e le sorgenti naturali di Sasso Pisano sono tra le più sconosciute della Toscana, ma sono molto suggestive: celebrano la continuità tra un passato antichissimo e l’epoca contemporanea.