Sulle Cornate di Gerfalco

Un giorno nel bel mezzo dell’archeo-geologia

Il Sentiero delle Trincee Minerarie verso le Cornate di Gerfalco è uno degli itinerari più iconici per esplorare l’anima profonda delle Colline Metallifere. Immerso nella bellezza selvaggia della Riserva Naturale Cornate e Fosini, questo percorso conduce sulla sommità del massiccio, nel cuore pulsante che dà origine alla Val di Cecina.

Questa occasione rappresenta l’imperdibile per gli amanti del trekking che desiderano coniugare l’attività sportiva e l’aria frizzante di quota con un’immersione in un vero museo a cielo aperto, perchè da quassù puoi approfondire il senso della geologia e le mille fatiche delle estrazioni minerarie millenarie.

Il protagonista assoluto è il Calcare Massiccio, la roccia candida e tenace che costituisce l’ossatura della montagna. Qui, colossali spinte tettoniche hanno dato vita a un reticolo di fratture e faglie attraverso cui, in tempi remoti, sono risaliti fluidi idrotermali carichi di metalli preziosi. Ed è proprio seguendo queste antiche “cicatrici” della terra, dagli Etruschi al Medioevo, hanno scavato le iconiche trincee: lunghi corridoi che solcano la vetta come ferite inferte alla roccia per strapparle argento, rame e calcite.

Alla ricerca del rame e dell’argento

Le Trincee di Sommità

Camminare dentro queste trincee è un’esperienza claustrofobica e monumentale al tempo stesso; le pareti verticali mostrano ancora i segni degli strumenti di scavo e, in alcuni punti, i “pozzetti” verticali oggi ostruiti che scendevano ancora più in basso. Sotto queste ferite si stendono le discariche minerarie, enormi accumuli di pietrisco che hanno cambiato il profilo del versante. Questi cumuli non sono sterili; sono il diario di bordo di secoli di fatica, dove ogni sasso è stato maneggiato, valutato e scartato.

Come dicevamo, questi lunghi corridoi scavati direttamente nel Calcare Massiccio seguono la linea di faglia. La Trincea Ovest e la Trincea Est si presentano proprio come tagli netti nella montagna, larghi diversi metri e profondi quanto bastava per seguire il filone mineralizzato finché era redditizio.

La tecnica delle trincee era la più antica e immediata perchè permetteva di estrarre argento e rame “a cielo aperto”, beneficiando della luce solare e di una relativa sicurezza rispetto alle classiche gallerie profonde verso il centro della terra. Ovviamente così facendo il paesaggio è stato letteralmente scolpito; la cresta delle Cornate, che da lontano appare naturale, da vicino si rivela essere un immenso cantiere medievale abbandonato, dove la natura sta faticosamente cercando di ricoprire con muschi e licheni le tracce di un’industria che ha fatto la ricchezza di Gerfalco e Montieri.

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