La romanica di Querceto
Pieve di San Giovanni Battista
Questo crinale della valle disponeva di una pieve situata vicino alla confluenza del Cecina con la Sterza, ma nel Mille e Cento fu trasferita dentro le mura castellane di Querceto e da allora il borgo risulta esserne sede permanente. La pieve di San Giovanni Battista, assieme alla chiesa di San Biagio di Montecatini, ospitava la Compagnia maschile e femminile della Vergine Maria, dedita ad opere di bene verso i poveri, gli ammalati e al suffragio degli associati defunti.
L’intitolazione così comune data alla pieve veniva solitamente attribuita alle prime chiese di campagna per ricordare ai pagani convertiti il valore salvifico del battesimo, ma la chiesa forse era inizialmente dedicata alla Santa Croce, di cui al suo interno conserva una sua reliquia molto venerata. Sarà da questa che i primi nobili di origine longobarda di Querceto presero il nome di conti della Santa Croce.
L’edificio, di semplice struttura romanica, è del tipo a capanna o a fienile composta da filari regolari di piccole bozze in pietra arenaria. Visitabile solo in alcuni momenti dell’anno.
Chiesa con campanile a vela
Luogo civile e di culto
Di originale iconografia inizia ad un unica navata i cui muri perimetrali a circa metà della lunghezza della costruzione piegano ad angolo retto ad ingrandire l’ambiente e due ampie campate dividono l’interno in tre navate sino alla parete di fondo che termina con una scarsella rettangolare a sostituire l’abside originale.
A conferma della funzione anche civile della pieve nella vita della comunità a destra del portale è presente un’incisione scolpita nei conci costituenti il perimetro murario: con ogni probabilità esso funzionava da misura pubblica essendo lunga quanto “la pertica”, antica unità di misura utilizzata nel territorio.
Il portale con arco a tutto sesto è impostato su un’architrave di pietra panchina ed è sovrastato da una Madonna col Bambino, una maiolica proveniente dalle manifatture di porcellana dei Ginori di Firenze e apposta sul luogo all’inizio del Novecento. Su una finestrella è presente anche lo stemma dei Belforti, importante famiglia volterrana che ottenne alcuni diritti sul castello nel Duecento. Alla destra del prospetto, ricomposto da successivi interventi, si alza il campanile a vela.
La fortuna dei Drugman
I cambiamenti del Novecento
Questo territorio disponeva di una pieve situata in campagna vicino alla confluenza del Cecina con la Sterza, ma nel Mille e Cento fu trasferita dentro le mura castellane e da allora Querceto risulta esserne sede permanente. La pieve di San Giovanni Battista, assieme alla chiesa di San Biagio di Montecatini, ospitava la Compagnia maschile e femminile della Vergine Maria, dedita ad opere di bene verso i poveri, gli ammalati e al suffragio degli associati defunti.
L’intitolazione così comune data alla pieve veniva solitamente attribuita alle prime chiese di campagna per ricordare ai pagani convertiti il valore salvifico del battesimo, ma la chiesa forse era inizialmente dedicata alla Santa Croce, di cui al suo interno conserva una sua reliquia molto venerata. Sarà da questa che i primi nobili di origine longobarda di Querceto presero il nome di conti della Santa Croce.
L’edificio, di semplice struttura romanica, è del tipo a capanna o a fienile composta da filari regolari di piccole bozze in pietra arenaria. Visitabile solo in alcuni momenti dell’anno.
