Una delle due porte urbiche di Gerfalco
Porta del Duecento che guarda a Firenze
La Porta Fiorentina costituisce uno dei due varchi superstiti dell’antico apparato difensivo di Gerfalco, borgo che storicamente si è sviluppato come una “fortezza naturale” ai piedi delle Cornate. Sebbene il testo indichi un’origine risalente al XIII secolo, l’attuale configurazione della porta, rivela comunque i segni di un profondo rinnovamento che ne ha mediato l’aspetto tra la funzione militare originaria e le necessità abitative moderne. Mentre la Porta Senese conserva la sua originalità affiancata da un torrazzo, la Fiorentina si presenta oggi come un arco a tutto sesto inserito in un tessuto edilizio compatto e stratificato.
La struttura principale dell’arco poggia su piedritti, la cui tessitura lapidea testimonia la perizia delle maestranze medievali nel lavorare il calcare massiccio e la pietra concia delle Colline Metallifere. Un elemento di forte impatto visivo è il contrasto tra la parte superiore dell’arco, dove i conci radiali definiscono la luce del varco, e le pareti adiacenti che presentano finiture più recenti, come zoccolature in pietra cementizia che, pur proteggendo la base degli edifici dall’umidità, segnano lo stacco tra l’antico e il contemporaneo. La pavimentazione stradale che attraversa la porta adotta un sistema di rampe e gradinate in pietra e cemento, necessario per gestire l’elevata pendenza orografica di Gerfalco.
Le ultime testimonianze di medioevo
La cinta muraria di Gerfalco
L’apparato difensivo che cinge il borgo di Gerfalco rappresenta un palinsesto architettonico di notevole interesse, la cui costruzione primaria risale al XII secolo come risposta alle accese dispute territoriali tra i vescovi di Volterra e le consorterie degli Aldobrandeschi e dei Pannocchieschi. Sebbene il sistema originario sia stato potenziato in epoca rinascimentale sotto la dominazione senese, con l’aggiunta di torri circolari volte a perfezionare il controllo del perimetro, la struttura riuscì miracolosamente a resistere all’assedio mediceo di metà XVI secolo, evitando la demolizione subita da centri limitrofi come Travale.
Oggi, le mura si presentano in simbiosi con il tessuto urbano: mentre in alcuni punti è ancora chiaramente leggibile il basamento a scarpa in pietra concia e l’apparecchio murario medievale a faccia vista, in altre sezioni la fortificazione è stata inglobata nelle abitazioni civili, dove l’uso degli intonaci ha parzialmente mitigato l’austero rigore bellico della cinta.
Il perimetro conserva tuttavia i suoi due varchi principali ad arco tondo e le due torri circolari quattrocentesche, che testimoniano visivamente il definitivo passaggio storico della cittadella dalla Repubblica di Siena al Granducato di Toscana.

