La sera del 29 dicembre 1968, nel teatro dell’Oratorio Don Bosco di Pomarance, debuttarono in uno spettacolo di varietà i giovanissimi ragazzi del complesso da loro stessi denominato THE WANTED.
La rivista della Comunità di Pomarance, li commenta così:
“Vivissimi applausi e apprezzamenti arrivarono da parte del numerosissimo pubblico. Questi primi e meritati consensi premiarono una preparazione già piuttosto intensa e fatta anche di sacrificio. Fin dal mese di luglio, infatti, un gruppo di allievi aveva iniziato a frequentare un corso di musica presso l’Oratorio di Pomarance, guidato dal maestro Giuseppe Mucciarelli, che con pazienza e tenacia seppe, in pochi mesi, trasformare quel gruppo di ragazzi in un complesso con tutti i requisiti per esibirsi dal vivo.”1
Il complesso era composto dai pomarancini Graziano Cipriani (16 anni) batterista; Rodolfo Tonnari (15 anni) pianola; Roberto Cappellini (14 anni) chitarra accompagnamento; Roberto Macchioni (13 anni) solista; Sergio Dell’Omo (12 anni) basso; Daniela Spinelli (15 anni) cantante.
Che tempi quelli. Il 1968 italiano rappresentò un vero tornante storico: da un lato rimase vivo il paesaggio musicale dei “complessi” beat nati sull’onda britannica, dall’altro il contesto politico e culturale si radicalizzò e il lessico generazionale entrò sempre più nella vita quotidiana, anche nei centri minori. La musica beat2, nata in Inghilterra nella prima metà degli anni Sessanta, ebbe una diffusione molto ampia anche in Italia, dove si protrasse più a lungo (forse con un leggero ritardo rispetto alla scena originale) prima di tramontare sul finire del decennio, con l’emergere dei cantautori e con il progressivo radicalizzarsi dei movimenti di protesta giovanili.
In questo quadro si inserì l’esperienza pomarancina dei The Wanted. Un attivismo musicale locale che nacque proprio negli ultimi anni di quel movimento, quando i complessi giovanili furono ancora socialmente riconosciuti come formazioni da ballo o da varietà, ma si mossero ormai dentro un clima in cui l’identità giovanile risultò sempre più visibile e simbolicamente esposta (nei capelli, nell’abbigliamento, nei linguaggi).
In Italia i gruppi, chiamati per molti anni “complessi”, emersero proprio negli anni dei cosiddetti “capelloni”3, portando sulla scena non solo una proposta musicale ma anche, spesso, una dimensione esistenziale e generazionale. Il gruppo pomarancino, come emerse dalle memorie dell’epoca, oscillò tra l’elegante divisa e l’immagine dei capelloni, segnando chiaramente questa doppia dimensione; da un lato la performance musicale, dall’altro la performance identitaria.
Un contributo accademico sul 1968 italiano descrisse quella stagione come “lunga e sfaccettata”, caratterizzata dall’ingresso di nuove pratiche e simboli culturali mentre crebbero consumi, televisione e mobilità sociale4. In questa cornice apparve meno sorprendente che anche un paese della Toscana interna potesse ospitare, nel giro di pochi mesi, una fitta sequenza di serate danzanti e spettacoli comunitari. I luoghi del tempo libero (oratori, circoli, locali) assorbirono e ritradussero in scala locale la cultura giovanile nazionale5.
Il debutto in forma di spettacolo di varietà suggerì un gruppo ancora in fase di definizione, ma già capace di reggere il palco. Il passaggio al veglione di fine anno risultò musicalmente significativo, perché in quel contesto di solito non bastava suonare bene, ma bisognava far ballare. Fu la prima vera prova di resistenza ritmica; e il fatto che il gruppo venne richiamato nei mesi successivi negli stessi circuiti dimostrò che la sezione ritmica, sostenuta da basso e batteria, funzionò e resse. Le successive esibizioni all’oratorio, poi alle ACLI e infine all’ENAL, spesso in date ravvicinate, ne confermarono una fase di consolidamento.
I luoghi di esposizione furono quelli tipici e istituzionali del tempo. L’oratorio di riferimento fu l’Oratorio Don Bosco, inteso non solo come spazio religioso ma come vera infrastruttura educativa e culturale. Come detto inizialmente, il gruppo nacque da un corso di musica, debuttò nel teatro dell’oratorio e continuò a essere impiegato per feste comunitarie: la festa di Don Bosco, il Carnevale, la festa della mamma. La letteratura storica sugli oratori indica che tra gli anni Sessanta e Ottanta l’oratorio giovanile crebbe proprio come risposta al boom demografico e ai cambiamenti post-conciliari, attraversando anche una vera e propria “crisi di crescita” generazionale e intersezioni con le dinamiche della contestazione. In questa luce, il 18 maggio 1969 potremmo leggerlo come un piccolo ma significativo segnale di negoziazione culturale; il gruppo rimase all’interno del recinto comunitario dell’oratorio, ma introdusse in quel contesto simboli di un nuovo, curioso anticonformismo da capelloni.
Un altro palcoscenico ricorrente fu quello delle ACLI. Dal veglioncino di fine anno al pomeriggio danzante, dalle serate al chiuso fino alle esibizioni sulla terrazza estiva, le ACLI rappresentarono uno dei principali spazi di socialità musicale. Gli anni Sessanta furono per l’associazione una fase di grande espansione nella società italiana, alimentata anche dalla percezione di una “crisi di valori” tra gli anni Sessanta e Settanta.6 Studi regionali sulla Toscana sottolineano la capillarità dei circoli anche nei piccoli centri e il loro riposizionamento nei settori del tempo libero e dei servizi sociali, con un ordine di grandezza di circa un milione di iscritti negli anni Sessanta7. Ne deriva una lettura coerente, perchè le serate dei THE WANTED alle ACLI non furono delle semplici feste, ma parte di un sistema associativo che organizzava socialità, intrattenimento e relazioni intergenerazionali.
Invece l’apparizione del gruppo al Circolo ENAL8 di Lustignano segnalò invece un’estensione verso una rete dopolavoristica non esclusivamente cattolica. La Treccani descrive l’ENAL come continuatore delle finalità del dopolavoro, con funzione di servizio sociale volto allo “svago ed al riposo dei lavoratori” mediante manifestazioni ricreative, artistiche e culturali. In termini sociologici, l’ENAL rappresentò un canale di legittimazione civica del divertimento, collocando l’attività musicale giovanile dentro un paradigma di welfare ricreativo.
L’assetto strumentale del gruppo (batteria, basso, chitarra accompagnamento, tastiere, chitarra solista e voce) risultava perfettamente funzionale ai due ambiti tipici dei complessi locali: le serate danzanti e il varietà comunitario. Il gruppo non venne presentato come una band d’autore, ma come una formazione capace di animare feste e far ballare, con richieste sempre più frequenti. Non furono mai “evento” primario su grande scala, ma divennero una presenza stabile. Le serate danzanti implicano un repertorio continuo; pur non sapendo con precisione cosa suonassero, risulta plausibile immaginare un repertorio di beat italiano affiancato da adattamenti di successi internazionali.
Col tempo il gruppo frequentò anche luoghi più strutturati. A Pomarance il locale Campagna Ribelle, il Teatro Larderel, e poi spazi fuori dal paese. Parteciparono come secondo complesso al Veglionissimo del Teatro dei Coraggiosi insieme a I Granada, gruppo della scena musicale senese guidato dal frontman Giuliano Ponzuoli, noto nel circuito delle nostre province. Seguirono le serate al circolo ACLI di San Cipriano di Volterra, definite nelle cronache come il “primi grandi successi esterni”. Le distanze rimasero comunque quelle della Val di Cecina, non più lontani di Montescudaio.
La svolta di Montescudaio e la logica dell’ingaggio
Il gruppo si presentò con maggiore maturità nella serata al Pentagramma di Montescudaio, indicata come potenzialmente decisiva, perché proprio in quell’occasione i The Wanted vennero ingaggiati per cinque serate insieme ad artisti affermati quali Giusy Balatresi, Gabriella Ferri e Nada.
Nel 1969 Nada era appena diventata una figura di rilievo nazionale: debuttò da esordiente al Festival di Sanremo9 proprio quell’anno con Ma che freddo fa, eseguita in doppia versione con The Rokes, e il brano raggiunse rapidamente il vertice delle classifiche dei singoli. Gabriella Ferri10 partecipò anch’essa al Festival nello stesso anno (in abbinamento con Stevie Wonder) ed era già attiva discograficamente dalla metà del decennio, con pubblicazioni e presenze televisive che ne avevano consolidato la notorietà. Giusy Balatresi11, infine, risultò inserita nei circuiti di scouting e produzione legati all’ambiente romano, (tra CantaPiper, contratto con RCA e pubblicazioni tra il 1968 e il 1969) e poté dunque essere considerata affermata almeno come artista professionale emergente nel mercato discografico nazionale.
L’ingaggio per cinque serate rappresentò per i The Wanted un vero salto di infrastruttura musicale. Significò entrare, anche se temporaneamente, in un circuito organizzativo diverso da quello delle serate associative locali, dove esistettero programmazione artistica, accordi professionali, alternanza di cast, standard tecnici più definiti e aspettative di pubblico più elevate.
Timeline delle esibizioni
La tabella seguente ricostruisce la sequenza degli eventi elencati nel “diario” e nel racconto introduttivo, rispettando la granularità della fonte (date e luoghi così come compaiono).
| Data | Luogo | Evento |
|---|---|---|
| 31-12-1968 | Circolo ACLI di Pomarance | Veglioncino di fine anno |
| 20-01-1969 | Oratorio Don Bosco di Pomarance | Festa di Don Bosco (due spettacoli) |
| 09-02-1969 | Circolo ACLI di Pomarance | Pomeriggio danzante |
| 16-02-1969 | Oratorio Don Bosco di Pomarance | Spettacolo di Carnevale |
| 18, 23-02-1969 | Circolo ACLI di Pomarance | Serate danzanti |
| 16-03-1969 | Locale Campagna Ribelle, Pomarance | Festa danzante |
| 18-03-1969 | ACLI di Pomarance | Serata danzante |
| 01-04-1969 | Teatro dei Coraggiosi, Volterra | Veglionissimo organizzato dal locale ITI |
| 07, 19-04-1969 | ACLI di San Cipriano, Volterra | Serata danzante |
| 04, 15-05-1969 | Locale Campagna Ribelle, Pomarance | Serate danzanti |
| 18-05-1969 | Oratorio Don Bosco di Pomarance | Festa della Mamma |
| 01-06-1969 | Circolo ENAL di Lustignano | Pomeriggio danzante |
| 07-06-1969 | Pentagramma di Montescudaio | Serata danzante (ingaggio per cinque serate) |
| 08-06-1969 | Locale Campagna Ribelle, Pomarance | Festa danzante |
| 15, 24-06-1969 | ACLI di Pomarance | Serata sulla terrazza |