Bianchini Isidoro, detto Dorino, è considerato uno dei fantini più rilevanti nella storia del Palio di Siena. Corse per numerose contrade, riuscendo a vincere in ben nove diverse, risultato che lo colloca tra i più versatili e richiesti del suo tempo, preceduto soltanto dai fantini Caino e Pavolino. Detiene inoltre il primato per il miglior rapporto tra Palii disputati e vittorie: 13 successi su 24 corse.
Originario di Travale, allora circoscritto nel comune di Radicondoli, rappresenta uno dei casi più significativi di affermazione di un fantino proveniente da un contesto rurale, proprio come lo fu Tabarre di Volterra, all’interno della tradizione senese.
Elenco dei Palii corsi
16 agosto 1781 – Contrada della Lupa LEOCORNO – Baio di Buzzichelli
2 luglio 1782 – OCA – Grigio di C. Valentini
16 agosto 1782 – GIRAFFA – Sauro di G. Pistoj
2 luglio 1783 – NICCHIO – Morello di G. Pignotti
18 agosto 1783 – ONDA – Morello di L. Dei
2 luglio 1784 – ONDA – Baio di L. Bazzani
2 luglio 1785 – LUPA – Sauro di T. Palagi
17 agosto 1785 – TORRE – Baio di L. Tondi
2 luglio 1786 – TARTUCA – Morello di L. Dei
16 agosto 1786 – DRAGO – Sauro di F. Nepi
2 luglio 1787 – CHIOCCIOLA – Baio di S. Felloni
16 agosto 1787 – TARTUCA – Baio di B. Cini
2 luglio 1788 – LUPA – Morello di G. Baldini
18 agosto 1788 – NICCHIO – Morello di G. Borselli
2 luglio 1789 – CIVETTA – Baio di G. Casini
18 agosto 1789 – GIRAFFA – Morello di B. Querci
2 luglio 1790 – ONDA – Baio di G. Manetti
16 agosto 1790 – TARTUCA – Morello di L. Bruttini
16 agosto 1791 – BRUCO – Baio di A. Baldini
2 luglio 1792 – BRUCO – Morello di B. Fontani
16 agosto 1792 – VALDIMONTONE – Morello di B. Ricci
16 agosto 1793 – GIRAFFA – Morello di G. Manetti
17 agosto 1794 – SELVA – Morello di A. Giusti
16 agosto 1797 – DRAGO – Grigio di L. Pianigiani
Appena 24 Palii corsi, tredici vittorie: il biglietto da visita di Dorino è veramente di tutto riguardo. A questo si deve aggiungere il primato incredibile di 5 Palii consecutivi vinti, e tutto in un periodo in cui i fantini senesi di grido non mancavano certamente, basti pensare a Nacche, Ciocio, Biggéri ed altri ancora. Per alcuni è stato il più grande fantino che mai abbia corso in Piazza del Campo, ma non sappiamo dire se questa affermazione corrisponde al vero; quello che sappiamo con sicurezza è che Dorino era il primo ad essere cosciente della sua bravura e tale consapevolezza la faceva pesare nei confronti di chiunque. Purtroppo questo suo atteggiamento presuntuoso lo aveva reso inviso anche alla maggioranza dei senesi, tanto che il Gagliardi, in occasione della sua vittoria nel Palio di agosto del 1786 tiene a farci sapere come il trionfo di Dorino fosse stato accolto “con gran dispiacere da tutta la città per essere un fantino vantatore”.
E vantatore continuò ad esserlo anche in occasione del Palio di luglio del 1787, quando dichiarò che avrebbe disarcionato chiunque avesse tentato di passarlo e, sicuro di vincere il Palio, non volle fare alcun partito con nessuno. Ovvio che questo suo comportamento non piacque per niente a tutti gli altri fantini che si coalizzarono per fargliela pagare a caro prezzo.
Baffino, Uccellino e Biggéri furono di parola: lo ostacolarono con ogni mezzo per tutta la corsa ed in particolar modo Biggéri “lo tenne sempre fino alla voltata al Casato dell’ultima girata avendogli acconcie le spalle pien di lividure dalle nerbate”. Dorino fu deriso da tutta la piazza e, furioso, promise di ripresentarsi al Palio di agosto con 5 o 6 suoi amici per vendicarsi dell’affronto subito dai fantini senesi.
Puntuale ad agosto si presentò con alcuni amici fidati pronti a tutto, ma solamente due, Grillo e Piaccina trovarono da montare. Questa volta il principale antagonista di Dorino fu Uccellino che “gli acconciò il viso pien di lividure facendogli uscire il sangue dagli occhi, dal naso e dalla bocca e da quanto fortemente lo nerbava il nerbo gli si ruppe in due pezzi”.
E se agli occhi sensibili di noi contemporanei tutto questo sembra eccessivamente violento, sentiamo dalla cronaca del Gagliardi, quello che accadde nel Palio successivo, quando contro Dorino si scatenarono i due fratelli Giusti, Ciocio e Marcaccio:
“… buttato giù da cavallo il fantino della Lupa che si chiamava Dorino e nerbato senza discrezione in terra da Ciocio fu levato dalle mani del suddetto Ciocio dai soldati; in questo tempo il fantino della Giraffa (Marcaccio) preso il cavallo della Lupa lo menò fuori di Piazza tornando indietro per il Casato scendendo la piaggia del Bomba, salendo quella del Corpo di Guardia, salendo per il Chiasso Largo lo menò all’Osteria delle Donzelle come aveva promesso di fare a detto Dorino e nel fare questo viaggio all’incontro per la Piazza incontrò i cavalli che correvano i quali moltissimi rimasero confusi”.
Ed in effetti lo spettacolo di Marcaccio che teneva con le briglie un cavallo di un’altra contrada e lo conduceva contro senso, mentre tutti gli altri continuano regolarmente la loro corsa, era inusuale anche in quei tempi. La fine della storia fu la solita di quel periodo: una notte di prigione per i due fantini e ad agosto di nuovo tutti in pista da fraterni nemici.
Altre corse
Corse pure quattro volte il Palio di Lucca e precisamente:
21 settembre 1784
14 settembre 1793
29 settembre 1793
14 settembre 1795
Il Palio del 29 settembre 1793 lo vide protagonista con Ciocio e con Piaccina, che peraltro vinse il premio.