Sulle Cornate di Gerfalco

Un giorno nel bel mezzo dell’archeo-geologia

Il Sentiero delle Trincee Minerarie verso le Cornate di Gerfalco è uno degli itinerari più iconici per esplorare l’anima profonda delle Colline Metallifere. Immerso nella bellezza selvaggia della Riserva Naturale Cornate e Fosini, questo percorso conduce sulla sommità del massiccio, nel cuore pulsante che dà origine alla Val di Cecina.

Questa occasione rappresenta l’imperdibile per gli amanti del trekking che desiderano coniugare l’attività sportiva e l’aria frizzante di quota con un’immersione in un vero museo a cielo aperto, perchè da quassù puoi approfondire il senso della geologia e le mille fatiche delle estrazioni minerarie millenarie.

Il protagonista assoluto è il Calcare Massiccio, la roccia candida e tenace che costituisce l’ossatura della montagna. Qui, colossali spinte tettoniche hanno dato vita a un reticolo di fratture e faglie attraverso cui, in tempi remoti, sono risaliti fluidi idrotermali carichi di metalli preziosi. Ed è proprio seguendo queste antiche “cicatrici” della terra, dagli Etruschi al Medioevo, hanno scavato le iconiche trincee: lunghi corridoi che solcano la vetta come ferite inferte alla roccia per strapparle argento, rame e calcite.

Guide turistiche

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Coordinate e carattere del luogo
Lat43.149465
Long10.960474
Iconicità1/5Marginale
Scoperta4/5Poco conosciuto
Contemporaneo

Cappella dell’Avveduta

5 min0 €Interno
MontieriGerfalco
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Alta

Meglio controllare bene il meteo prima di inserirla.

Fatica della visitaPasseggiata leggera

Richiede solo una camminata leggera, senza particolare impegno.

Accessibilità limitata: meglio prevedere qualche difficoltà nel percorso.

Con il cane è una buona scelta: il luogo risulta piuttosto adatto anche con animali.

Buon potenziale fotografico: adatta per qualche bella foto ricordo.

Con bambini è abbastanza adatta: meglio viverla con tempi tranquilli.

Vista esterna: Esterno discreto.

A protezione delle Cornate

La chiesa dei minatori per un momento di preghiera

Il viaggio inizia presso la Cappella dell’Avveduta, un luogo che già dal nome suggerisce la funzione di vedetta e di protezione per chi si avventura verso le vette oggi, per chi lavorava nelle miniere ieri. In questo primo tratto, il sentiero risale dolcemente il versante occidentale delle Cornate, conducendo l’escursionista attraverso una vera e propria macchina del tempo geologica. Qui, il terreno è dominato inizialmente dalla “Scaglia Toscana”, una formazione rocciosa più tenera e argillosa che modella pendii dolci e coperti da una fitta vegetazione. Tuttavia, man mano che si sale, la pendenza aumenta e la roccia si trasforma ed emergono i “Diaspri”, pietre durissime e vitree dai colori che variano dal rosso al verde, testimoni di antichi fondali oceanici.

La cappella si presenta con una facciata semplice e sobria, rivestita di un intonaco dai toni caldi della terra, che si fonde armoniosamente con il paesaggio circostante. La sua forma è quella classica di una piccola aula rettangolare, coronata da un tetto a capanna con tegole in cotto. Sopra il colmo del tetto, si staglia una piccola ed essenziale croce in pietra. L’ingresso è segnato da un portale sormontato da un arco a tutto sesto, che incornicia un portone in legno scuro, protetto da una grata in ferro battuto. Sopra il portone, una lunetta semicircolare a vetri lascia filtrare la luce all’interno, che però non è visitabile.

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