Il luogo sacro della tenuta Pannocchieschi

Chiesa di San Rufo

La chiesa appartiene alla Diocesi di Volterra e si trova nel piccolo agglomerato di Anqua; una volta raggiunto la si nota subito per il suo piccolo campanile a vela. Seppur consacrata, difficilmente è possibile vederla aperta, ma forse ci perdiamo poco: il suo interno è ormai privato dagli arredamenti più preziosi. I dipinti che in origine ornavano la chiesa, una tela di Casolani, una Vergine Assunta e Santi di Astolfo Petrazzi e una copia di un dipinto di scuola bolognese con San Giuseppe col Bambino Gesù, sono ora conservati presso la Soprintendenza di Siena.

Il pittoresco borgo di Anqua, situato su un elevato poggio a quasi cinquecento metri di altitudine, si erge imponente sulla Val di Cecina e del suo affluente Rimaggio. Con l’acquisizione di un toponimo etrusco, le origini di Anqua risalgono al Duecento, ma fu solo nella seconda metà del Cinquecento che la sua importanza nel territorio crebbe notevolmente, grazie alla costruzione della maestosa dimora del conte Marcello di Tommaso dei Pannocchieschi d’Elci.

La villa di Anqua

Un palazzo urbano nel cuore della campagna

I pini e la stazza della grande casa padronale annunciano la collina di Anqua già da lontano. L’ingresso alla tenuta è segnato da un’imponente epigrafe posta sotto lo stemma della casata dei Pannocchieschi d’Elci: l’aquila bicipite coronata accompagnata da una coppia di pannocchie, simbolo araldico che ricorda la fondazione della villa alla fine del Cinquecento. Superato il cancello, il paesaggio si apre su un giardino che conserva ancora il disegno originario della tenuta.

Sopra i bassi labirinti di bosco si erge un gigantesco leccio plurisecolare, piantato probabilmente per celebrare la nascita della dimora e della famiglia che qui stabilì la propria residenza. L’albero domina la valle come una sentinella immobile, unico testimone della grandezza passata e della lenta decadenza che nei secoli ha segnato il borgo.

Oggi Anqua è un luogo quasi sospeso nel tempo; vi abitano appena sei residenti e restano soltanto frammenti di storia disseminati tra gli edifici. Il grande pozzo monumentale, il cortile in mattoni, le murature che alternano sottili laterizi e pietra raccontano un passato di prestigio. Accanto alla villa, una piccola chiesa contribuisce ad accentuare la sensazione di vetustà che avvolge l’intero complesso.

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