Un breve “racconto” del come e del perché si celebravano un tempo Feste e Refezioni nella parrocchia di Radicondoli. Sono ricordi piacevoli, almeno per noi vecchi, e che, mi pare, servano a dare valore e peso alla Fede privata e pubblica di allora. Oggi lo “sfoggio”, dirò giusto, di tante altre cose belle e di salutari iniziative moderne, che circondano e riempiono la nostra vita, ma se ci mancasse (e qui non debbo giudicare) l’umiltà dell’animo, potrebbero rimanere solo e veramente uno “sfoggio”. Addio Vangelo! Allora forza al ricordo di feste che spettavano alcune al Proposto, altre alla Comunità civile.
Le Feste spettanti al Proposto
a) Quella di S. Matteo il 21 settembre “celebrata per antica e osservata consuetudine fino ad oggi”. Questa annotazione è del 1600 e oltre; doveva essere celebrata colle rendite del Podere Scapernata, dove fin dal 1156 era eretta la Cappella, appunto di S. Matteo.
b) Quella dei SS. Simone e Giuda il 28 di Ottobre, titolari della Collegiata, con tutta la solennità dovuta. Questa festa importava la “refezione” a tutti i Sacerdoti presenti e a tutti i Chierici.
Altre “refezioni” a carico del Proposto si tenevano il Sabato Santo e le tre mattine delle Rogazioni. La prima mattina veniva processionalmente la parrocchia di Monteguidi, nientemeno!
Le Feste spettanti alla Comunità
a) Quella dei Santi Sebastiano, Fabiano e Rocco, perché il popolo del Castello di Radicondoli fosse liberato dalla peste. Fu un voto fatto unanimemente coram Deo dal Consiglio e dagli Uomini della Comunità, che stabilirono fosse celebrata fino dal gennaio 1478. Fu stabilito anche il modo di raccogliere le offerte e come distribuire denaro e cera. Fu espresso pure il desiderio che i Priori⁴⁰ e il Consiglio Minore⁴¹ facessero fare la figura e scultura di S. Sebastiano.
b) Quella di S. Giuseppe, che il Consiglio Generale si prese come obbligo di celebrare con Messe e Processione, per la liberazione “dalle mani degli Spagnoli che erano venuti coll’esercito alle Mura del Castello”. La delibera è del 1 dicembre 1531.
Con altra Delibera il Consiglio Comunale di Radicondoli, nella discussione del Preventivo 1874, radiò lo stanziamento per le funzioni religiose a suo carico e ne dette comunicazione con Lettera del 19 gennaio 1874 a firma del Sindaco Carlo Bizzarrini, al Rev.mo Proposto Magrini Gioacchino. E così i voti divennero vuoti!
Una piccola giunta dell’osso di… coda
a) Festa di S. Lodovico, Re di Francia. Domenico Tenci, morto il 7-4-1642, per testamento dà agli Eredi l’obbligo di far celebrare la detta Festa ogni anno certo nella Chiesa dei Frati, se a loro devono essere pagate Lire sette, nella qual somma è compreso l’offizio il giorno dopo.
b) Festa di S. Bernardino. Era obbligo dell’Opera della Collegiata, secondo l’intenzione di Benedetto Piumi. Doveva essere celebrata il 20 Giugno coll’intervento di tutti i Sacerdoti, abitanti in Radicondoli, dei Frati Zoccolanti e del Confessore delle Monache, che possono celebrare nelle loro rispettive Chiese; così pure il giorno dell’anniversario. Il Testamento di Bernardino Piumi, senese, è del 5 dicembre 1645. Anche l’anima aveva un valore!
Queste notizie l’ho succhiate dai Volumi e dagli Inserti di Archivio.
Da allora quant’acqua è passata sotto i ponti. E con l’acqua nomi e fatti, che non ritorneranno più in quella forma e in quella misura.