Cosa rimane, a distanza di oltre 35 anni dalla cessazione dell’attività, della fabbrica di gesso ubicata nei pressi di Buriano.

Entrata in produzione forse prima del 1957 per iniziativa della Società Bellrock Italiana S.p.A. con sede a Roma in Via Quattro Fontane 31, l’azienda, poi di pertinenza della Società Gessi San Salvo, chiuse i battenti nel 1979.

Aveva dato occupazione, un lavoro duro ma pur sempre una dignitosa fonte di reddito, peraltro senza alternative in un territorio già allora depresso come pochi altri, a numerosi giovani e meno giovani montecatinesi che dovettero poi riciclarsi in altri impieghi lavorativi, quasi sempre lontani dalla terra natia.


Quel che resta dell’ex “fabbrica del gesso”

In prossimità del podere Rocca, una sbarra preclude l’accesso dalla SP 32 alla via carrabile che porta alla cava e allo stabilimento. Impedimento che, tuttavia, non pochi hanno la possibilità di eludere, vista la presenza di auto oltre tale delimitazione. Alla vecchia Bellrock si può comunque accedere a piedi da varie località.

L’ingresso ai vecchi e derelitti corpi di fabbrica non è interdetto: nessun impedimento preclude l’accesso alle zone pericolanti, ai locali con pavimentazione labile se non mancante e neppure ai piani alti o in testa ai silos.

Non esiste alcuna valida recinzione che garantisca il non accesso, e quindi la sicurezza, agli avventori che in questi luoghi, per ragioni più recondite, non mancano mai: lo si può facilmente dedurre anche dai vari murales che rivestono molte pareti interne ed esterne allo stabilimento.

Con gli anni, l’opera di bonifica del sito, abbondantemente invaso da vegetazione di vario genere, è stata oramai quasi completata per… via eolica. Si, il vento ha provveduto, a suo modo, a disperdere gran parte di quel materiale che avrebbe richiesto ben altro smaltimento: come, ad esempio, quei residui di coibentazione che tuttora, sparsi qua e là, si trovano all’interno dello stabilimento.

Più cimitero di cascami di lavorazione, di strutture fatiscenti (e di… amari ricordi montecatinesi) che esempio di “archeologia industriale”, l’ex fabbrica Bellrock, nei cui pressi, dove un cartello delimita la “zona mineraria”, si trova un ben curato e attrezzato punto di ritrovo e di ristoro (mi si dice) per addetti alla caccia al cinghiale, è da decenni in vana attesa di una bonifica degna di tal nome.

Lavoratori della cava di gesso in una immagine dell’ottobre 1960

I lavoratori della cava di gesso

Nel periodo aureo le maestranze raggiunsero le cento unità, ma il numero di coloro che nel tempo trovarono impiego alla Bellrock fu assai più consistente.

Ho provato a redigere un elenco di quei lavoratori, molti dei quali non sono più con noi; e proprio per questo mi fa piacere riportare i loro nomi e ricordarli a completamento dell’articolo sull’ex fabbrica di gesso montecatinese, uscito nel numero scorso.

Per tale compilazione mi sono avvalso della fruttuosa collaborazione di alcuni ex dipendenti di buona memoria, ma di qualcuno inevitabilmente ci saremo dimenticati. Me ne scuso, ringraziando fin da ora coloro che vorranno contribuire al completamento dell’elenco contattandomi direttamente o anche per mail (f.rosticci@libero.it).

Lavoratori Bellrock in gita nel luglio 1962

Tra coloro che per più o meno tempo vi hanno prestato servizio, troviamo:

Amadori ? (di Ponteginori) Berti Ivo Lorenzini Enzo
Baldi Aduino Bertini Ubaldo Lorenzini Mauro
Baldi Cammillo Betti Enio Lotti Cesare
Baldi Piernello Betti Mario Orazzini Mario
Bandini Pierluigi Burgassi Emo Orzalesi Renzo
Barbafiera Luciano Buselli Aldo Macelloni Bruno
Bardi Roberto Buselli Danilo Magozzi Osvaldo
Bartalucci Bruno Cardellini Ottavino Mancini Fario
Bartolini Alberto Carpitelli Primo Manetti Alfiero
Bartolini Artimino Caselli Deodato Manetti Armando
Bartolini Bruno Cecchi Luigi Manetti Amedeo
Bartolini Piero Cerri Franco Marchi Mazzino
Bartolini Valentino Cerri Marcello Molesti Giotto
Barzi Silvano Creatini Fabio Moretti Elvino
Bensi Ottorino Crocetti Renzo Moretti Mauro
Bernardini Bernardo Dani Albano Nanni Edo
Berti Dino Dani Alberto Nanni Libero
Berti Giorgio Dani Giuliano Nannini Feliciano
Berti Terzilio Dani Mario Nannini Luciano
Dani Nedo Norchi Francesco
De Cassai Giancarlo Palazzo …
Del Col … Pampana Feliciano
Del Corso Vasco Paperini Lionello
Del Testa Dino Parrini Umberto
Del Testa Renzo Pasquinelli Pierluigi
Demi Angiolino Pasquinelli Vinicio
Fabbri Nello Poli Nilo
Foresti Forestino Ponsi Franco
Fulceri Varese Ponsi Mario
Fulceri Furio Ragoni Pierluigi
Ghionzoli Luigi Regoli Mario
Ghionzoli Mauro Ricotti Angiolino
Gianchecchi Giuseppe Romani Fernando
Giovannini Ubaldo Rosi Mario
Giovannini Silvano Rossi Varno
Gistri Vasco Sarperi Giovanni
Giuliani Giuliano Sarperi Ivo
Guerrieri Enio Sarperi Luciano
Guerrieri Silvano Simoncini Elio
Guerrini Vincenzo Sinigallia Varese
Guidi Bruno Spinelli Giovanni
Lenci Sergio Tinacci Ferdinando
Veracini Renzo
Villani Mauro
Villani Vincenzo
Zacchi Piergiovanni
Zantedeschi Angelo Dino

Brevetto per marchio d’impresa

Il «Brevetto per Marchio d’Impresa», presentato in data 25 ottobre 1957, fu concesso e registrato il 17 novembre 1959.

Titolare: Bellrock Italiana S.p.A., elett. dom. presso Ingg. Racheli e Ganassini, Via Quattro Fontane 3, Roma (da Archivio Centrale dello Stato).

Il Marchio, una campana con su impresso «un monte all’italiana di 6 cime sostenente una vasca di fontana (3,2,1)», simbolo del Comune di Montecatini, riportava, in cerchio, la scritta «Bellrock – Italiana Montecatini Val di Cecina Volterra».

Brevetto per marchio d’impresa

Chi fosse interessato a saperne di più sulla fabbrica di gesso montecatinese, presso l’Archivio Centrale dello Stato potrà ampliare le proprie conoscenze. E potrà farlo consultando le 6 Buste dell’Inventario n. 52/034,23, “Serie H/31, Società Bellrock e Società Gessi San Salvo” (estremi cronologici 1957-1979), Cod. Id. 0004848, in Archivi di Enti Pubblici e Società.

La Spalletta, FABRIZIO ROSTICCI
L’ex fabbrica Bellrock, in “La Spalletta”, 8 aprile 2017
La Bellrock – Gessi San Salvo … ed i suoi dipendenti, in “La Spalletta”, 15 aprile 2017