Mostra permanente negli ambienti della Diocesi
Una casa povera di fine Ottocento
A Travale hanno ricostruito una casa di fine Ottocento nei locali della chiesa: incantevole. Per visitare l’insolita mostra basta entrare nel circolo Arci del borgo e chiedere al personale di accedere ai locali dell’esposizione. Travale del resto, è una meta molto apprezzata nei torridi pomeriggi d’estate perché offre uno splendido panorama e un clima invidiabile. E la piccola mostra degli antichi mestieri può quindi essere un motivo in più per una fuga dal caldo della città. L’ingresso è gratuito e il personale è composto da soli volontari che si alternano nelle visite.
Tutto nasce da un’iniziativa privata di due abitanti, Bernardino Marconi e Valter Cioni, entrambi con la passione per la storia locale e per gli antichi mestieri. La volontà era quella di creare un luogo di interesse, dove raccogliere una parte importante della storia del paese. Così, nei locali della chiesa, è stata allestita la piccola mostra dove si possono trovare strumenti, ma anche mobili, abiti e oggetti casalinghi di fine Ottocento, inizio Novecento. La prenotazione non è necessaria e si può accedere in qualsiasi giorno anche se, essendo gestita da volontari, è meglio presentarsi durante il fine settimana per essere certi di venire accolti.
Uno casa museo d’epoca
Tra gli oggetti di vita rurale
Gli oggetti esposti sono stati tutti trovati nelle cantine, nei magazzini, e nei poderini. In tanti hanno portato quel che avevano di più vecchio e ancora arrivano donazioni. Tutto è organizzato senza scopo di lucro e la visita è comunque molto semplice.
All’interno dei locali troviamo la cucina, il bagno, la camera e un piccolo angolo rappresentativo di utensili di contadini e artigiani, mestieri più in voga della Travale dell’epoca. Nella casa di un tempo si respira un’epoca che ci ha accompagnato fino all’altro ieri, ma che allo stesso tempo sembra inesorabilmente allontanarsi dal nostro comune quotidiano.
Per certi versi questa è la curatela storica più ricca del borgo anche se la sua predisposizione sarebbe quella di valorizzare la sua anima più medievale, di quando la frazione era uno dei possedimenti della famiglia Pannocchieschi. Purtroppo non possiamo più ammirare gli antichi palazzi e i castelli perché sono andati distrutti nel tempo; rimangono però ancora alcune tracce delle vecchie mura, una torre, due chiese e la porta di accesso al borgo medievale ancora intatta.
