Antiche rovine

La cisterna romana vicina all’acropoli

Sul Piano di Castello puoi trovare la Piscina, costruzione romana che serviva da deposito per l’acqua potabile ad uso della popolazione. La volta è sostenuta da sei pilastri e il pavimento è formato di durissimo calcestruzzo. I pilastri sono composti di grosse pietre di panchina di forma quadrata e le pareti e la volta sono state costruite a gettata.

L’edificio della Piscina è di forma quadrilatera di metri 21, di lunghezza, metri 14 di larghezza e metri 9 di altezza. L’imponenza di questa cisterna ci fa ritenere che la sua costruzione dai costi piuttosto elevati, venne decisa dall’amministrazione cittadina e da una ricca famiglia. Sicuramente l’iniziativa è legata ad un intervento pubblico di sistemazione dell’intera area dell’Acropoli, in quanto la grandezza della cisterna è tale che per riempirla vi dovettero essere convogliati gli scarichi delle grondaie di molti edifici del quartiere. Le sue capacità permetteva di fornire acqua pulita a circa mille persone, cioè buona parte della popolazione di un quartiere della Volterra romana.

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Coordinate e carattere del luogo
IndirizzoViale Wunsiedel
Lat43.401039
Long10.861007
Iconicità4/5Molto importante
Scoperta3/5Mediamente noto
Antico

Piscina Romana

30 min0 €Interno
VolterraCentro
Orari Regolari
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Molto alta

Con la pioggia rischia di perdere gran parte del suo valore.

Fatica della visitaPasseggiata leggera

Richiede solo una camminata leggera, senza particolare impegno.

Accessibilità molto difficile: può essere una tappa scomoda per chi ha mobilità ridotta.

Con il cane questa tappa è poco consigliata: meglio valutarla solo dall’esterno o scegliere un’alternativa più comoda.

Altissimo potenziale fotografico: è una delle tappe più scenografiche dell’itinerario.

Con bambini è abbastanza adatta: meglio viverla con tempi tranquilli.

Vista esterna: Da fuori non dice molto.

Uno spazio immenso

Raccoglieva acqua piovana

Varie volte dalla fine del Cinquecento in poi furono fatti progetti per riportare detta Piscina all’antico uso, ma non ebbero buon esito. La prima relazione a tale scopo fu di Francesco Capriani, architetto che in Mantova lavorò al servizio dei Gonzaga, in Roma dei Papi e in Volterra lasciò la sontuosa soffitta della Cattedrale; per le sue opere insigni si meritò l’appellativo di Francesco da Volterra. Nel Seicento il tentativo fu fatto da Pietro Franchini e Giuseppe Sanfinocchi, ma già ai primi del Settecento la piscina era stata pressoché dimenticata e fu riscoperta un trentennio dopo da Antonio Francesco Gori, il quale prima di discendervi, la riteneva una caverna sotterranea nido di serpi, bisce e altri animali. L’ultimo tentativo, nei primi dell’Ottocento, fu di Giovanni Manetti.

La cisterna raccoglieva l’acqua piovana che vi affluiva per mezzo di una serie di condutture poste sulla sommità delle pareti. Un’apertura sul lato Nord portava acqua ad una fontana costruita in un luogo imprecisato, forse nei pressi del foro cittadino, che si trovava più in basso. Non sappiamo se vi fosse un’apertura sulla sommità del tetto per attingervi direttamente.