Per gran parte dell’Ottocento l’approvvigionamento idrico rappresentò uno dei principali problemi per la popolazione di Cecina. L’acqua potabile era disponibile soprattutto attraverso fontane pubbliche e pozzi, un sistema che non riusciva più a soddisfare le esigenze di una comunità in continua crescita. Tra le infrastrutture più importanti della Cecina ottocentesca vi era la fontana pubblica di Piazza Guerrazzi e quella di Piazza XX Settembre; erano infatti i principali luoghi di approvvigionamento dell’acqua per gran parte della popolazione.

La situazione cambiò radicalmente all’inizio del Novecento. Il 26 febbraio 1909 venne approvato il progetto del nuovo acquedotto redatto dall’ingegnere Gaetano Bruno di Napoli, un’opera destinata a segnare una svolta nella storia urbana della città. Il nuovo impianto, conosciuto come “Acquedotto delle Case”, aveva l’obiettivo di portare l’acqua direttamente nelle abitazioni, superando il tradizionale sistema basato sulle fontane pubbliche.

I lavori furono completati nell’arco di pochi anni e nel 1912 il nuovo acquedotto era ormai una realtà. Proprio in quell’anno il Corriere di Cecina1 segnalava come l’entrata in funzione della rete idrica avrebbe comportato la scomparsa delle due antiche fontane, considerate ormai superate dal nuovo sistema di distribuzione dell’acqua. L’intervento fu promosso dall’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Pegolotti, che sostenne la realizzazione di una delle opere pubbliche più significative della storia cittadina. La disponibilità dell’acqua corrente nelle abitazioni contribuì infatti a migliorare le condizioni igieniche, la salute pubblica e la qualità della vita della popolazione.

A conclusione dei lavori venne realizzata una nuova fontana monumentale in piazza Guerrazzi, simbolo del progresso raggiunto dalla comunità. L’opera fu affidata allo scultore Ermindo di Pietro Vignali e celebrava il successo diun’infrastruttura che aveva posto fine a una delle maggiori criticità della Cecina dell’Ottocento.

VisitValdicecina, MARCO LORETELLI
Quando arrivò l’acquedotto a Cecina?
FONTE
1 Corriere di Cecina. Giornale politico, amministrativo, commerciale, numero unico, Cecina, 6 ottobre 1912, Biblioteca Universitaria di Pisa, GIORN.PIS. 171.12 1912