Le origini castellane di Olli
Il sistema difensivo e la nascita di Radicondoli longobarda
La Radicondoli prelongobarda era circondata e influenzata da numerosi castelli con vari nomi, tra cui Cerignano, Monte San Giovanni Battista, Montescalocchio, Montemaiore, Calvaiano, Olli, oltre a Villa Maternale e il Borghetto di Giogliano. Da questi castelli, alcune delle famiglie più prestigiose si trasferirono nella nuova Radicondoli per disposizione di Desiderio, Re dei Longobardi e Duca di Toscana, che l’aveva fatta costruire nella metà del VIII secolo. Di conseguenza, di questi castelli non resta più traccia, mentre il nome di alcuni è sopravvissuto come toponimo in alcune tenute poderali.
Attualmente, Olli è l’unico di questi castelli che è diventato una villa nel corso del tempo, passando di mano in diverse occasioni. Il primo a ricevere il territorio di Olli sembra sia stato il Seminario di San Giorgio di Siena. I poderi nella zona, le case e la villa patronale erano parte del suo patrimonio, gestito da un fattore fino al XVIII secolo.
Il patrimonio ecclesiastico e i registri parrocchiali
Gestione del territorio e prime attestazioni documentarie
Questo emerge dai registri parrocchiali, dove si menziona “del Seminario di S. Giorgio” accanto a poderi, case e palazzo. Per quest’ultimo, si specifica chiaramente che è stato acquistato da Edoardo Berlinghieri. In effetti, i nobili signori Berlinghieri divennero i gestori designati del Seminario di S. Giorgio, espandendo le proprietà che già possedevano da tempo a Radicondoli.
Questa famiglia ha operato con onore in questa terra per molti secoli, ricoprendo incarichi di responsabilità e fornendo alla Chiesa locale rettori di benefici canonici e cappellanati. Tuttavia, il tempo scorre e porta via tutto, e anche i signori Berlinghieri, che dopo secoli di attività e successi, forse per affari andati male o per altre ragioni, se ne andarono.
In loro memoria, oggi esiste ancora la Via Berlinghieri, una strada parallela alla porta che conduce a Olli.
Porta ad Olli
Toponomastica e radici altomedievali del territorio
Oltre alla villa, come già accennato, vi è anche una porta urbica che porta il loro nome. Porta Olla suona e richiama direttamente questa famiglia e non è altro che una forma semplificata, un adattamento progressivo della sua radice originaria, maturato nel corso dei secoli attraverso l’uso comune.
Durante il Medioevo, questa porta era ancora nota come Porta ad Olli, denominazione che rifletteva con precisione la sua funzione: rappresentava infatti il principale accesso alle terre poste sul versante appartenente alla famiglia Olli.
Questo accesso è l’ultimo degli ingressi del centro storico sopravvissuti alle epoche che si sono susseguite e si colloca lungo il tratto meridionale della cinta muraria. La struttura si distingue per un imponente arco a tutto sesto, solido e armonioso, sovrastato da una parte superiore dotata di beccatelli, elemento tipico dell’architettura difensiva medievale che conferisce alla porta un carattere ancora più marcato.
Allora come oggi, Porta Olla permetteva di accedere alla salita che conduceva fino alla Piazza della Chiesa Collegiata attraverso una strada ripida e diretta, mantenendo intatto il suo ruolo di collegamento tra i diversi livelli del borgo.